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La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

venerdì, giugno 09, 2006

Life is a pop of the cherry / when you're a boy 

All'Hotel Madison prima o poi, nella vita, ci capitano tutti. Successe in quarta superiore, nel periodo in cui detti gli esami di idoneità alla quinta. E' lì che conobbi Lorenzo. Si era intrufolato nella stanza al sesto piano, quella che condividevo con Thomas, Christian, Roby e non ricordo chi altro. Loro lo conoscevano bene e, in un'era in cui non esistevano telefonini o e-mail, erano riusciti comunque a organizzargli quella trasferta capitolina facendolo arrivare in treno da Trento. Io, invece, non sapevo neanche chi fosse ma ricordo perfettamente il momento del suo arrivo. Eravamo in corridoio, stravaccati su divanetti sfondati e polverosi. La Giusy aveva appena scoperto il suo sport preferito, ovvero lanciare oggetti nel cortile interno. Era passata dalle cartacce delle merendine alle pile piatti che aveva trovato in un armadio al piano perché, come squittì perentoriamente, con i piatti non si aveva solo la soddisfazione del tonfo finale ma anche il piacere del tintinnio durante il volo e, mentre si accingeva a lanciare un posacenere a colonna, uscì dall'ascensore proprio Lorenzo, zompettando qua e là e salutando tutti con la sua parlata velocissima, monotono e con cadenza marcatamente trentina. Machièlatipa? Simpaticissimalatipa-vecio-nonmel'avetemaipresentataaa. La tipa ero io, ovviamente, una valligiana tra i trentini (trentinazi, a dirla giusta), una specie di Heidi fino ad allora, la quale ancora non aveva inteso che quell'euforia e quel saltellamento continuo non potevano essere naturali. A dire il vero, guardandomi indietro mi rendo conto che dovevo proprio essere caduta dal pero per non capire il vero motivo di tutti quei traffici che si interrompevano improvvisamente al mio ingresso in camera o, quantomeno, qualcosa intuii ma era come guardare un biecchiere d'acqua senza accorgersi di aver di fronte l'oceano. Credevo fosse solo un personaggio eccentrico, una di quelle star che hanno sempre esercitato un fascino irresistibile su di me. Quello che si apriva in quel preciso istante, invece, era un capitolo tutto nuovo della mia vita. Non sapevo che, da quel momento, tutto sarebbe stato più frenetico, sconvolgente... ma l'aggettivo più corretto è, senza dubbio, incosciente. Un periodo da non giudicare, buono o cattivo, con un inizio preciso (quando Lorenzo uscì dall'ascensore dell'Hotel Madison) ed una fine altrettanto marcata ma molto meno entusiasmante. Un po' glam, molto decadente. Che fine abbia fatto Lorenzo non lo so. Pochi ne sono usciti bene.
La colonna sonora? Non può essere che Boys keep swinging di David Bowie.

scritto da francilastrega alle 12:13 | permalink | commenti (4)

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