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| martedì, maggio 25, 2004 Quelli che ti si piazzano a casa.
A volte succede che non vedi qualcuno per mesi, anni, poi, come il raffreddore, quando meno te l'aspetti ti telefona. Vengo a trovarti questa sera. Ok. E non si schioda più. Ancora un quarto d'ora, fumiamo una sigaretta. Ancora un quarto d'ora, finiamo il film. Ancora un quarto d'ora, finiamo il martini, i biscotti, le code alla vaccinara, la porchetta (la porchetta di tua sorella). Il letto lo vedi alle due. E il giorno dopo, oggi, torni dalla terapia e pregusti la serata sul divano, sigaretta in bocca, gatto a fianco, qualcuno di intelligente (sirj) con cui commentare il reality di turno. Anzi, neanche sul divano, direttamente in camera, a guardare la tv a letto. Apri la porta e ti investe una nebbia che neanche la romea a gennaio... e lo trovi lì, bello pasciuto, coltivato a biscottini e madido di rugiada, Il fiorellino. Ha messo radici ma ti sei accorta di aver sbagliato specie: stai coltivando graminia.
scritto da francilastrega alle 22:44 | | commenti (9) |
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