! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

venerdì, aprile 27, 2007

Per sorridere 

Il mio micio in questi giorni non sta affatto bene ed io sono a pezzi. Non mi dilungherò nei dettagli tristi (speriamo non troppo tristi) ma, al contrario, spero di far sorridere qualcuno che, come me, si trova costretto a somministrare la malefica pastiglietta di antibiotico al proprio a_micio. L'ho trovata gironzolando su internet ed è incredibilmente corrispondente alla mia condizione.

COME DARE UNA PILLOLA A UN GATTO
Prendete il gatto e sistematelo in grembo tenendolo col braccio sinistro come se fosse un neonato.
Posizionate pollice e indice sui rispettivi lati della bocca del gatto ed esercitate una pressione delicata ma decisa finché il gatto apre la bocca. Appena il gatto apre la bocca, inserite la pillola in bocca. Consentite al gatto di chiudere la bocca, tenetela chiusa e con la mano destra massaggiate la gola per invogliare la deglutizione.
Cercate la pillola in terra, recuperate il gatto da dietro il divano e ripetete il punto n. 1.
Recuperate il gatto dalla camera da letto e buttate la pillola ormai molliccia.
Prendete una nuova pillola dalla confezione, sistemate il gatto in grembo tenendo le zampe anteriori ben salde nella mano sinistra. Forzate l'apertura delle fauci e spingete la pillola in bocca con il dito indice della mano destra. Tenetegli la bocca chiusa e contate fino a dieci.
Recuperate la pillola dalla boccia del pesce rosso e cercate il gatto nel guardaroba. Chiamate qualcuno ad aiutarvi. Inginocchiatevi a terra con il gatto ben incastrato tra le gambe, tenete ben salde le zampe anteriori e posteriori.
Ignorate il leggero ringhiare del gatto. Dite al vostro aiutante di tenere ben salda la testa con una mano mentre inserisce un abbassalingua di legno in bocca. Inserite la pillola, togliete l'abbassalingua e sfregate vigorosamente la gola del gatto.
Convincete il gatto a scendere dalle tende. Annotate di farle riparare. Spazzate con attenzione i cocci di statuine e vasi rotti cercando di trovare la pillola. Mettete da parte i cocci con la nota di re-incollarli più tardi e, se non avete trovato la pillola, prendete un'altra pillola dalla confezione.
Avvolgete il gatto in un lenzuolo e chiedete al vostro aiutante di tenerlo fermo usando il proprio corpo in modo che si veda solo la testa del gatto. Mettete la pillola in una cannuccia, forzate l'apertura delle fauci del gatto aiutandovi con una matita e usando la cannuccia come cerbottana posizionate la pillola in bocca al gatto.
Leggete il foglietto illustrativo del farmaco per controllare che non sia dannoso per gli esseri umani. Bevete un succo di frutta per mandare via il saporaccio. Medicate il braccio del vostro aiutante e lavate il sangue dal tappeto usando acqua fredda e sapone.
Recuperate il gatto dal garage dei vicini. Prendete un'altra pillola. Incastrate il gatto nell'anta dell'armadio in modo che si veda solo la testa. Forzate l'apertura delle fauci con un cucchiaino. Ficcategli la pillola in gola usando un elastico a mo' di fionda.
Cercate un giravite nella vostra cassetta degli attrezzi e rimettete a posto l'anta dell'armadio. Medicatevi la faccia e controllate quando avete fatto l'ultima antitetanica. Buttate la maglietta e indossatene una pulita e intatta.
Telefonate ai pompieri per recuperare il gatto dall'albero del dirimpettaio. Chiedete scusa al vostro vicino di casa che rincasando ha sbandato e ha fracassato la macchina contro il muro per evitare di investire il vostro gatto impazzito che attraversava la strada di corsa. Prendete l'ultima pillola dalla confezione.
Legate le zampe anteriori e le zampe posteriori del gatto con un corda e legatelo al piede del tavolo. Cercate i guanti da lavoro e indossateli. Inserite la pillola nella bocca del gatto facendola seguire da un grosso pezzo di filetto di manzo. Tenete la testa del gatto in posizione verticale e inserite 2 bicchieri di acqua in modo da assicurarvi che abbia ingoiato la pillola.
Dite al vostro aiutante di portarvi al pronto soccorso, restate seduti pazientemente mentre i dottori ricuciono le vostre dita alla mano ed estraggono i frammenti di pillola dall'occhio destro. Sulla strada per tornare a casa fermatevi al negozio di arredamento per comprare un nuovo tavolo.
Telefonate alla Protezione Animali per vedere se possono prendersi cura di un gatto mutante. Telefonate al più vicino negozio di animali per vedere se ci sono in vendita dei criceti.

scritto da francilastrega alle 12:13 | permalink | commenti (25)

mercoledì, aprile 18, 2007

Diossina sì diossina no? 

Chiusa qui in casa, aspettando il responso della protezione civile sull'eventuale rischio diossina nell'incendio sviluppatosi alla delonghi, con un po' di cinismo sto pensando alla pubblicità del Pinguino... ai segnali di fumo... forse Toro Seduto ha esagerato: si vedono perfino da venezia...

scritto da francilastrega alle 17:54 | permalink | commenti (10)

Un paio di sassolini... tamocchi. 

Dunque io, si sa, i tedeschi li odio. Oh, sembrerà un po' troppo categorica come affermazione, ma di fatto li odio. Austriaci, germanici... soprattutto altoatesini, of course. E, siccome secondo me le cattive abitudini sono più facili da adottare rispetto alle buone, credo che anche gli italiani residenti in ALTO ADIGE (non mi abbasserò mai a chiamarlo come vorrebbero loro) non siano migliori dei corregionali di ceppo tedesco. Gli svizzeri li mettiamo in purgatorio, ché devo ancora decidere. I ladini sono senz'altro i miei preferiti, a loro tutto il mio appoggio.
Esistono, però, rare eccezioni... ovvero ci sono dei tedeschi che non getterei dalla mia ipotetica torre: Schumacher, Berger, Von Trips (deceduto), Mozart, la signora dell'edilizia agevolata a bolzano, che non perde occasione per dirmi che ho fatto benissimo a trasferirmi fuori regione, helmut berger, dieter, qualcuno dei miei ex colleghi e christian, il mio ex moroso, con cui sono rimasta molto amica.
Proprio Christian, però, giusto ieri ha fatto salire l'asticciola del mio rancore verso quella gente. Siccome sono ancora cose delicate, mi limiterò ad accennare i fatti senza dettagli come nomi, luoghi, date.

Di fatto, in una ridente località termale altoatesina, esisteva un'agenzia grafica che vide molti bei giorni, finché, a causa del titolare disonesto, maiale e avido, dopo esser stata rilevata da un importante gruppo aziendale, si sfasciò completamente e chiuse, lasciando tutti i dipendenti a culo scoperto. Il grosso gruppo acquirente fece sapere che non c'erano i presupposti per liquidare i dipendenti con qualche soldino, ma, tuttavia, restava loro la possibilità di portare via tutto l'hardware per cifre irrisorie. Uno di questi dipendenti ero io, ovviamente, che accettai lo scambio di buon grado ma non fu per tutti così. Una mia collega, fondatrice insieme al maiale dell'agenzia e successivamente liquidata con quattro lire dallo stesso e ridotta a semplice impiegata, non si sa bene per quale motivo, si assentò per due settimane dal lavoro prima della chiusura. Di giorno, intendo, poiché di notte si aggirava per gli uffici facendo sparire hard disc e tutto, dico tutto, l'archivio dei lavori: circa duecento CD Rom. Per vendetta? Per ripicca? Perché le condizioni non le andavano bene? Boh, non ci fu mai data risposta.
Ricordo benissimo la mattina (anzi, le mattine, visto che agì in due notti distinte) in cui si scoprì il furto: la ricordo bene perché feci una figura di merda spaziale con il centro assistenza cui mi rivolsi perché - credevo - il computer della persona in questione non funzionava più. Quando mi chiesero di controllare l'hard disc all'interno del G4 e non lo trovai capii tutto, liquidai l'assistenza con frasette di circostanza ("ah, doveva finire un lavoro, vuoi vedere che se l'è portato via per lavorarci da casa...") e, siccome comunque dovevo consegnare al cliente il suo materiale prima che l'agenzia chiudesse, fui costretta a dirlo ad un collega che, nel frattempo, dirigeva ad interim l'agenzia visto che il porco titolare se l'era svignata chissà dove con il bottino. Questi andò su tutte le furie ed aveva già il telefono pronto per chiamare i carabinieri e denunciare la tipa per furto, ma riuscii a farlo desistere: "Aspetta, dai, è stata una stronzata, vado io a recuperare l'hard disc e facciamo finta di niente". Così telefonai alla tipa, la scongiurai di passare e lasciare il pacchetto nella cassetta delle lettere: sarei scesa io a prenderlo e nessun altro avrebbe saputo nulla. Cosa che lei, peraltro, fece. La mattina dopo, appunto, si scoprì anche il furto dell'archivio su CD, cosa che fece imbestialire il direttore a.i. ancora di più, ma, nuovamente anche se con più difficoltà, riuscii a tranquillizzarlo ("Dai, forse è andata via di testa, c'ha pure la madre malata e pure lei ha subito un grosso intervento, non mi pare il caso di buttare benzina sul fuoco, vado io a casa sua e recupero tutto"). Questa volta fu difficile anche convincere la tipa, che non aveva alcuna intenzione di consegnare il maltolto, ma alla fine mi presentai a casa sua sul mio bel gelande rosso, e mi consegnò il borsone con tutto il materiale (credo), scongiurando per l'ennesima volta la denuncia alle autorità.
Lei non si presentò più in agenzia e non si fece vedere fino al giorno in cui venimmo formalmente liquidati in sede provinciale, davanti a un ufficiale. Vennero spartiti i computer, i monitor, le stampanti ed io mi accapparrai il computer migliore, sul quale lavoravo già da diversi mesi dopo che una collega s'era licenziata, e un bel monitor lacie da 22 pollici. Quando la tipa seppe che, appunto, la postazione di lavoro migliore me l'ero portata via io, andò su tutte le furie, avanzando pretese che, dal momento che lei là dentro era la più anziana, sarebbero spettati a lei.
Ora, al di là di quanto successe (assenze ingiustificate, furti ecc. ecc.), mi sarebbe stato difficile prevedere questa sua esigenza, dal momento che non si preoccupò di dircelo e che si presumeva non volesse mai più aver a che fare con l'agenzia. In poche parole, io non lo sapevo che li volesse lei. Quando me lo dissero i giochi erano già praticamente fatti e oh, certo, avrei potuto rinunciare. Ma in quel momento, ed anche ora, non m'è sembrato giusto: chi sbaglia paga e, per quanto in una situazione particolare, chi sbagliò non fui io.

A distanza di sei anni mi viene chiesto una referenza sulla sua persona da chi potrebbe offrirle del lavoro. E io, da mona, giù a coprirla di elogi: "E' una lavoratrice instancabile, la prima ad entrare e l'ultima ad uscire e non si ferma mai, m'ha insegnato il 50% di ciò che so fare, ho avuto i miei casini con lei ma è tutto superato, se penso a lei, pur non volendoci interagire in quanto altoatesina, la ricordo con affetto... ecc."
Per poi scoprire, dallo stesso, che 'sta stronza va in giro a dire che io le ho fottuto il computer, omettendo, ovviamente, il fatto che se proprio di ladri si deve parlare, sarebbe il caso di farlo in prima persona e che la sua bella fedina immacolata è rimasta tale solo grazie al mio intervento.

Ecco una bella diapositiva dell'alto adige, regione in cui tutti sono convinti che sia loro tutto dovuto (altrimenti, chiaro, si lancia qualche bomba).

scritto da francilastrega alle 12:20 | permalink | commenti (5)

lunedì, aprile 16, 2007

C'è chi colleziona cartoline... 

L'ho fatto ancora. Sabato, dopo una meravigliosa giornata svogliata trascorsa con amici vecchi e nuovi in marmolada...
Sciare ho sciato poco, ma in compenso mi sto ricredendo sui trevigiani: ce ne sono anche di quelli che non se la tirano.
Vabbé, dicevo... non ho resistito.
F.:"Andiamo a trovare il "tuo" Ale, così gli dici che sei guarito e io mi compro un'altra maglia della Arko!"
L'Ale in questione è il proprietario del negozio di sci ed attrezzatura varia per scialpinismo. SJ stravede per lui perché è membro del soccorso alpino e ci ha un po' preso sotto la sua egida: ci mostra tutte le novità, ci prepara e si prende cura degli sci... chissà perché...

Entriamo in negozio, salutiamo Alessandro, scambiamo quattro chiacchiere.
F."Comunque io, tra tutti gli sci, sono sempre innamorata dei Dobermann da speciale che mi hai venduto tu quattro anni fa..."
Ale:"Ah sì, tutte le donne che li hanno provati sono entusiaste perché sono precisi ma morbidi..."
F:"Sì, sì, io ci faccio qualsiasi cosa: neve fresca, neve battuta, curve strette, addirittura curvoni da gigante... vivo nel terrore di rovinarli perché degli sci così non li troverò mai più..."
Ale:"No non ti preoccupare, hanno cambiato solo la grafica ma lo sci è essenzialmente identico al tuo... guarda qui, ne ho giusto un paio SLR world cup..."
Mi tira fuori gli sci, fiammanti...
F: "490 con attacchi?!?" (il prezzo di listino è intorno ai 900 euro...)
Ale: "Se li vuoi te li preparo per domani mattina..."
F.:"Li voglio."

E così ora ho un paio di sci doppione. Due nordica da speciale pressocché identici. SJ ieri sera mi guardava con sufficienza...

scritto da francilastrega alle 12:25 | permalink | commenti (5)

mercoledì, aprile 11, 2007

Teste da pilone 

Avere un moroso con passato da rugbista ti preclude il possesso del telecomando: giusto l'altra sera per riaverlo SJ m'ha letteralmente placcata.
...Ma ha fatto i conti con l'oste sbagliato, infatti, ora che conosco le regole, mi sono accucciata voltata verso la TV che è la sua meta e ho stretto il telecomando sulla pancia. Lui me l'ha sfilato comunque (facile avventarsi su una donna!) ma ha fatto fallo avanti... e ora sto meditando sulla punizione.

scritto da francilastrega alle 12:00 | permalink | commenti (8)

martedì, aprile 03, 2007

Cuor di Leone 

Eheheh con un nome così non potrà che uguagliare il padre! Congratulazioni a Loris, pilota generoso e audace. Beh anche a Ingrid, ovviamente!

scritto da francilastrega alle 22:56 | permalink | commenti (1)

Succedeva tanti anni fa... 

Chi sia stato poi 'sto Nicky non l'ho mai saputo... forse questa è anche la prima volta che mi pongo la questione. Il Nicky's è un bar di Cles. Non un "locale", un bar. Ora non ci metto piede da anni, ma c'è stato un periodo che se qualcuno avesse telefonato a casa mia chiedendo di me, mia madre o mio padre avrebbero risposto qualcosa tipo "La francesca è a casa sua..." "Ma non ho chiamato casa sua?" "No, casa sua è il Nicky's, la trovi là". E in effetti non avevano tutti i torti. Il Nicky's sarebbe stato anche un bel bar, grande, con due salette: una per i biliardi (due, di quelli grandi), una con maxischermo e poltroncine per guardare film e partite in compagnia. Poi c'erano i videogiochi nel corridoio e le freccette... Peccato che fosse tutto zozzo. Non sporco: zozzo. A sedersi sui divanetti si tornava a casa con la maglia nera. Tra le panche s'aggirava pure qualche bestiolina... Ora credo abbiano ristrutturato... non lo so, non ci vado più.
Eppure il Nicky's, per generazioni, è stato luogo d'incontro, rifugio, segreteria. A qualsiasi ora ci si poteva entrare, sedere - anche senza consumare -, leggere i giornali, fare una partita a crystal castles, leggere i giornali... tanto prima o poi entrava qualcuno di conosciuto per scambiare due chiacchiere. Un discorso a parte meriterebbero i gestori del locale, tutti fulminati. Io ne ho visto succedersi tre. E ancora sorrido al pensiero: per farla breve uno era un curiosone che si nascondeva dietro le colonne per ascoltare i discorsi altrui. L'altro era piccolino e simpatico ma lunatico: se gli pigliavano i cinque minuti era capace di sbattere fuori tutti urlando e sbraitando come un ossesso. L'ultimo, fratello del secondo, grande (e, soprattutto, grosso) sbevazzone, faceva dei panini strepitosi che tuttavia, dopo averne scoperto l'ingrediente segreto, non sono mai più riuscita a mangiare. (per la cronaca, l'ingrediente in questione era una grattatina ai coglioni per l'interno dei pantaloni...).
In quel bar convivevano più o meno pacificamente diverse compagnie e diverse generazioni: non era raro per me andarci con mia sorella (!) e trascorrere serate con i suoi amici, ma il periodo più divertente fu quello subito dopo aver lasciato il collegio a cortina, quando al Nicky's era fissa la presenza dell'Alessio, detto Piastrela e del Marco, detto Gialandrin, miei coetanei. A qualsiasi ora li trovavi attaccati ai videogames e le bestemmie che riuscivano a inventare erano degli autentici capolavori di cinismo e creatività. E io stavo lì ore a guardarli giocare, sponsorizzando le loro partite se finivano le monetine, e non era certo solo per il mio debole verso i riccioloni biondi del Gialander (che alla fine ha sposato la ragazza più bella di Cles: merce rara se si considera il fatto che sia anche intelligente, simpatica e ricca): era uno spasso reale, meglio di qualsiasi spettacolo. C'era il dio scalzo, nella valle dei chiodi, la madonna che mangiava il fieno e faceva muuu... lo so che suona blasfemo estrapolato dal contesto, ma il loro bestemmiare era più cabaret che mancanza di rispetto. Che poi il Piastrela è diventato carabiniere, mentre il Gialandrin, a parte aver sposato Eugenia ed essersi trasferito in val di fiemme, non so che fine abbia fatto.
Mmmm.... mi sento un po' Trentamarlboro a raccontare con nostalgia i miei anni 80...

scritto da francilastrega alle 18:01 | permalink | commenti (10)

lunedì, aprile 02, 2007

Arretrati disordinati. Di poco, di meno e in ordine sparso... ovvero la proiezione della mia mente. 

1. SJ è guarito. L'edema è rientrato, l'ossatura si presenta bene, ha perfino le chiappe simmetriche. Niente più camera iperbarica, stampelle (non che le avesse usate a lungo...) ecc. La vecchia zitellaccia aggiunge che magari, se m'avesse ascoltato ed avesse prenotato la risonanza magnetica qualche settimana prima, avrebbe potuto partecipare attivamente alla scufoneda. Dico magari... anzi, lo dice la vecchia zitellaccia.

2. E siccome, appunto, questa stagione sciistica SJ l'ha saltata completamente (salvo 3 piste negli ultimi due weekend), vorrei organizzare un 7/10 giorni a Vail in Colorado. Magari in compagnia... il suo omonimo telemarker triestino, se provvisto di fidanzata disposta a sopportare l'acida zitella, potrebbe essere un ottimo compagno di viaggio, lo sento, ma anche la Betta e Carlo e, ovviamente, Sandro e Lorenzo se si decidono a sbloccare il tallone.
Ah, si accettano suggerimenti su come/quando/perchéVAIL, se qualcuno c'è stato. Anzi, URGONO suggerimenti!

3. Lui ancora non lo sa ma tra me e SJ è partita la sfida al teroldego. Sabato stava accusandomi di lasciare il ristorante senza aver finito la bottiglia. Raccolta la sfida, ho trangugiato quanto restava. Ma mi pare di ricordare bene che il SUO bicchiere sia rimasto a metà. Il giusto... riempi il bicchier che è vuoto, svuota il bicchier che è pieno. Il re dei paraculi non si smentisce. Ma ho già in mente il secondo round...

4. Ho ucciso il timo sul davanzale. Mi sono proprio scordata della sua presenza. Mi sento in colpa.

5. "LOCA tieni duro! Boia d'la vigliaca". Mi associo a Simoncelli: forza Loca, guarisci presto!

6. Credo di odiare Massimo del Grande Fratello. Comunque mi sento in imbarazzo per lui.

7. Ho letto il commento del sedicente (e mi scusi per il sedicente, nulla mi fa pensare il contrario ma per dovere di cronaca nessuno m'assicura sia veramente lui) figlio del titolare del Fontanabona. Sarà come dice lui ma in un pubblico esercizio certi "GRAVI ERRORI" sarebbe preferibile evitarli, giusto per non destare sospetti di truffa, intendo...

8. Ho perso il Bugiardino... prima che sbagli dosaggio... qualcuno sa darmi notizie di condonato??
To be continued...

scritto da francilastrega alle 16:28 | permalink | commenti (3)

L'antisociale 

Mi serve un intero lunedì per smaltire i postumi del panino al pastin sulle piste. La sera della domenica si ripropone, accompagnato da un saporaccio d'agitazione e non riesco ancora a capire se sia nato prima l'uovo Panino o la gallina Ansia. Al mattino bisognerebbe evacuare tutto (e scusate il prosaicismo) ma ci riesco solo a rate e il pastin non è certo la più cara.
Cominciano a comparire i volti delle persone dalle quali mi sono allontanata così, senza uno specifico motivo, le varie Vanie, le Alessie, le Consuelo, le Laure, le Roberte, ora pure le Simone... e i Thomas, i Bruni...
Sono i miei scheletri nell'armadio, ciò per cui non riesco a trovar risposta. Il rapporto di mezzo non riesco a gestirlo da anni. Per rapporto di mezzo intendo tutte le condizioni che non possono essere definite legami profondi come quelli con Sergio, la mia famiglia, con Alberto, il Chele e il Dezo, ma neanche conoscenze superficiali. Tutte persone con cui ho trascorso periodi della mia vita, contro le quali non ho nulla ma con cui non sono in grado di mantenere un rapporto.
Normalmente il distacco comincia con una telefonata al momento sbagliato: magari sono immersa nel lavoro o in una discussione: mi ripropongo di richiamare io appena possibile e non ci riesco. Ci penso ma non ci riesco. Allora scaccio il pensiero. E lo scaccio talmente bene che il soggetto in questione non esiste più, salvo riproporsi la sera, insieme al gusto del pastin, appunto. Allora di solito la persona in questione mi richiama - e io ancora non rispondo - , mi manda un messaggio con richiesta di spiegazioni ma io di spiegazioni non ne ho e il rapporto rimane lì, in sospeso.
Semplicemente mi si contorce lo stomaco al pensiero che mi sto comportando da cafona, trascorro nottate insonni cercandole, queste spiegazioni, accusandomi di essere un irresponsabile, giustificandomi con autoanalisi da quattro soldi... ma la capacità di prendere in mano il telefono non ce l'ho e basta.
So che sembrerà assurdo e non per niente da quattro anni sto cercando di curarmi. Vorrei che le Laure, le Consuelo, le Simone potessero leggere queste righe: non avete fatto nulla di male, sono io ad essere marcia, dentro. Sto cercando di tornare a galla ma se sentirete che mi sono chiusa in un eremo vorrà dire che non ci sono riuscita.

scritto da francilastrega alle 11:35 | permalink | commenti (6)

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