! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

lunedì, ottobre 30, 2006

Gastrite che avanza. (aspettando Godot) 

Il problema è mangiare. In questa casa, non si riesce a mangiare. Ora mi spiego: benché SJ lavori al piano di sotto, non si sa mai se e quando arrivi a mangiare. E' cresciuto così, perché sua madre glielo permetteva: la povera donna, oltre a preparare tre menu diversi per il marito e due figli, perché uno non mangia pesce, l'altro non mangia verdura, l'altro non mangia selvaggina ecc..., in caso di ritardo, tuttora, tiene il pasto in caldo, se all'ultimo minuto telefona e dà buca, non fiata neppure.
Io non sono così. IO NON SONO SUA MADRE. Io non ho il tempo per andare ogni giorno a comprare un etto di insalata... io l'insalata non la compro neanche più, perché tanto va a male.
Non c'è un giorno UNO che SJ arrivi puntuale. Quando poi cedo e faccio la spesa "normale", poi mi pento perché anche oggi devo buttar via la carne che intendevo fare a pranzo. Ho il freezer pieno di quattrosalti in padella e cordon bleu perché è l'unica cosa che si mantenga abbastanza a lungo e non debba essere sgelata in precedenza.
Anni fa cambiò gli orari di lavoro: invece che alle nove ora comincia alle otto. Questo doveva servire anche per tornare a casa a pranzo ed a cena ad un orario civile. Ovviamente ciò non è stato: le abitudini di fare ciò che si vuole sbattendosene allegramente di chi è a casa sono rimaste, l'unica cosa cambiata è che adesso, oltretutto, rompe i coglioni a me con battutine volte a sottolineare il fatto che io mi posso permettere un ora di sonno più di lui. E vaffanculo.
Per non parlare di quando mi dice che arriverà in ritardo ma deve essere al lavoro entro le due... e che sono io, silvan il mago che gli fa trovare la pastasciutta fumante già masticata (per risparmiare tempo...)??
Dunque
Il risultato è che in questo momento lui è al ristorante a mangiare primizie, io o salto (come farò), o mangio surgelati, o esco a pranzo. Il fatto è che a me non piace uscire a pranzo da sola. E se SJ continua così dovrò trovarmi qualcuno che venga a mangiare con me. Poi da cosa nasce cosa, ma questi sono solo cazzi suoi.

scritto da francilastrega alle 14:26 | permalink | commenti (5)

venerdì, ottobre 27, 2006

Sempre bellissima 

Nuotando nell'aria
MARLENE KUNTZ


Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro

E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai...

scritto da francilastrega alle 14:26 | permalink | commenti (1)

Devo lavorare non mi posso distrarre. 

Sj è ingiocabile in questi giorni...

scritto da francilastrega alle 12:51 | permalink | commenti (1)

mercoledì, ottobre 18, 2006

Ah bei tempi 

Un giorno riuscirò a sbattere il filmato direttamente nel blog.
Per ora cuccatevi 'sto link..

http://www.petteni.it/blog/alonsomonza2006.mov

e non vi straziate per la nostalgia di quel momento.

scritto da francilastrega alle 21:22 | permalink | commenti (2)

Questa casa sarà soffocata dal groviglio di cavi. 

Un altro weekend uichendoso in valle. Sempre più commossa dall'accoglienza festosa dei vecchi e nuovi amici, in effetti la nostalgia cominciava a farsi sentire ma ora ho trovato il rimedio: Skype. E lo so che dovevo pensarci mooolto prima ma, vuoi perché credevo che non girasse su mac con fastweb, vuoi perché credevo fosse molto più complicato, vuoi perché non avevo cuffia e mic e perché SJ ed io ci eravamo intestarditi con ichat, ho sempre rimandato, fino a l'altro ieri, quando ho ordinato una cuffia usb sennheiser. Credevo che sarebbe stato il solito acquisto inutile, invece stamane ero in conferenza con i miei amichetti nonesi e si sentiva tutto perfettamente... anche lo sbattere piatti di quello che stava cucinando...
Insomma, l'errore era ichat.
Più che uno sbaglio, una parentesi ;)

scritto da francilastrega alle 16:48 | permalink | commenti (2)

lunedì, ottobre 16, 2006

Sondaggio e riflessione... 

Secondo voi, tra Hayden e Materazzi, chi vincerebbe il gran premio dell'insulto?
E perché Materazzi si è beccato due giornate e Hayden no?

scritto da francilastrega alle 20:29 | permalink | commenti (5)

Insonnia 

Oh no love! youre not alone
No matter what or who youve been
No matter when or where youve seen
All the knives seem to lacerate your brain
Ive had my share, Ill help you with the pain
Youre not alone!

David Bowie - Rock ’n’ Roll Suicide

scritto da francilastrega alle 12:56 | permalink | commenti

giovedì, ottobre 12, 2006

Per favore non fate bere i milanesi. 

E veniamo alla tanto agoniata sera della festa dei diciottanni di mia cugina (la quale, dal momento che, pare, non siamo più in ottimi rapporti, verrà d'ora in poi denominata Luigina... per la privacy, si sa...). La Luigina (ma soprattutto la mamma della Luigina), non sapendo darsi pace per il fatto che tra noi montanari non è d'uso il "ballo delle debuttanti", decide di festeggiare la maggiorne età in un villone alla periferia di Trento. Invito su cartoncino, R.S.V.P., cravatta nera e tutto il resto. Alla prima mia protesta, mia madre mi minaccia col mestolo roteante e capisco che in quel caso non l'avrei mai spuntata, dunque mi rassegno. Solito rito della vestizione, con la genitrice che m'insegue in giro per la casa con abiti pieni di lustrini e scintillii, scarpe improbabili e fard (perché sono pallida). Il compromesso è il vestito jolly di seta nera, che quelli di Cles non hanno mai visto perché indossato solo alla premiazione del Busoni (quando il dirigente RAI mi promise i biglietti per il concerto dei Dire Straits a Verona e poi mi tirò il pacco - ho una memoria da elefante, io -).
Una gerbera bianca vera tra i capelli raccolti, sembravo quasi una signorina.

Naturalmente arrivo in ritardo, ma gli (allora) amichetti mi avevano tenuto il posto a tavola. Molta gente sconosciuta, tutti gli amici milanesi della Luigina, che, di suo, era uno splendore nell'abito a sirena rosso scuro e sembrava un po' julia roberts. Gli amici della Luigina, per partito preso, a noi montanarotti stavano pesantemente sulle palle, tutti belli agghindati, educati, sorridenti e, appunto, milanesi (oh, ora non vorrei che seguisse un coro di commenti da milanesi offesi, ché milano continua ad essere, secondo me, la città più bella del mondo).

Il menù, a dire il vero, dava l'idea di una festicciola tra compagni di scuola: cotoletta alla milanese, patate a funghetto, piselli... morale sono rimasta digiuna ed avrei potuto sbronzarmi con poco, se solo ci fosse stato servito. Ma procediamo con ordine. Credo che prima del mio arrivo fossero stati serviti degli aperitivi. A tavola la bottiglia non era in mezzo al tavolo: passava tra i tavoli la responsabile della villa a mescere. Solo che, dopo il secondo bicchiere, con tono da arpia la vecchietta ci intima che ne abbiamo già avuto abbastanza, che non vorremo mica distruggerle il locale, che noi giovinastri maleducati dovremmo vergognarci. Basiti e con un tantino di coda di paglia ci guardiamo allibiti e anche un po' divertiti perché la Rottenmeier di turno non sapeva che per ogni eventualità era uso conservare nel bagagliaio qualche bottiglia di rosso buono... e così è bastato raggiungere le macchine e portare dentro il vino: siamo stati anche talmente generosi da offrirne anche in giro... non si dica che non siamo gente ospitale...

Terminata la cena, al piano di sotto, un gruppo con un repertorio infinito suonava cover di evergreen piacevolissime ma, prima di gettarmi nelle danze, faccio un salto in bagno per sistemarmi la gerbera che, ne ero certa, continuava a cadere, accidenti a mia madre.
E lì mi si presenta uno spettacolo che, nei momenti di sconforto, cerco ancora di evocare per tirarmi un po' su: uno dei milanesi era lì nell'angolo, circondato da resti di patate a funghetto e pisellini, con una bella verniciata sulla cravatta di marinella rossa. Era lì accasciato come un fagotto di pannoloni cambiati, bianco come un fantasma. Si faranno anche tante pippe, i milanesi, ma due bicchieri bastano a stenderli.

Credo sia stato per quel motivo che, nel momento in cui mi sono tolta le scarpe e mi sono messa a ballare sul tavolo, né la zia né lo zio abbiano osato sollevare un sopracciglio.

scritto da francilastrega alle 12:01 | permalink | commenti (10)

martedì, ottobre 10, 2006

La valanga della paura 

Mattinata ovattata nella mia indisposizione: me ne sono stata a lettuccio con gatti simmetricamente acciambellati sotto le ascelle. Mi sono cuccata "La valanga della paura", classico film idiota, di quelli in cui viene giù il disastro e si salvano quasi tutti, tranne i cattivi, of course... però però però... ho apprezzato molto il tipo che affrontava la valanga, ci rimaneva sotto, ne usciva spolverandosi la giacca come se fosse caduto sulla granrisa e, già che c'era, piazzava qualche carica in giro per deviarne il corso. Un vero pinhead, cretino quanto basta... ma scendeva a telemark!

scritto da francilastrega alle 16:09 | permalink | commenti (10)

Il terribile 

Finalmente ho fatto conoscere a Sergio il mio amico Ivan.
L'ho incontrato proprio sotto casa sua, l'ultima volta che sono stata in Val di Non. "Ehi ma io quel biondino lì lo conosco", gli ho urlato dal finestrino. Spettacolare la sua espressione alla parola "Biondino": non mi aveva riconosciuta. Si è avvicinato alla macchina con fare quasi minaccioso, ma poi riconoscendomi m'ha fatto un sorrisone... eheheh, secondo me mi vuole un gran bene.

scritto da francilastrega alle 14:16 | permalink | commenti (4)

Diario 

Oh beh, non può andare sempre tutto bene. e' un periodaccio, si cerca di sopravvivere. Per le prossime volte devo ricordarmi che non sono ancora in grado di subire grossi stress, prima di accettare lavori nuovi. La settimana scorsa sono crollata. Ma alla fine mi sono rialzata e sono anche riuscita a consegare i file del terzo numero al tipografo stronzo.

scritto da francilastrega alle 14:07 | permalink | commenti (4)

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