! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

mercoledì, agosto 30, 2006

La luce che brilla il doppio dura la metà. 

frama

La cassetta dei creedance è rimasta in macchina sua, non l'ho riavuta. Un po' come il mio affetto. L'avevamo ascoltata quella volta che ci mettemmo in mente di andare a trovare la Laura in collegio, a Bolzano. Ci eravamo dati appuntamento per il giovedì e quella fu, forse, l'unica occasione in cui arrivò davvero, senza tirarmi pacchi, senza farmi aspettare per ore come era solito. A vederci sembrava ci fossimo messi d'accordo. Lui indossava un cappotto in pelle che aveva riesumato dalla soffitta di suo padre, o suo zio, con il collo a becco che lo riportava direttamente al suo anno di nascita, il '70. Aveva ancora i capelli lunghi e assomigliava un po' bob geldof mentre io m'ero avvolta nella sciarpa/coperta che la guia aveva lasciato a casa mia e, mio malgrado, sembravo yoko ono. Quando arrivammo al collegio le suore, vedendoci, telefonarono allo zio perché non credevano fossimo realmente i suoi cuginetti e dovemmo giurare e spergiurare che ci saremmo comportati bene e che l'avremmo riportata sana e salva. Invece andammo ad ubriacarci. L'idea era quella di far sbronzare la Laura, che tuttavia si limitò a bere un bicchiere di bianco delle due bottiglie ordinate. Ci fu, al ristorante, il solito valzer di ramazzotti e montenegro, poi ci spostammo al Caffè Monika e fu lì che trangugiai i miei primi ed ultimi negroni. E, siccome ero in stato di grazia, non crollai nemmeno di fronte all'ultimo whisky in quel bar con la porta girevole (la quale si trasformò in un carosello infernale quando fu l'ora di uscire). Finì che la Laura, in collegio, ci tornò da sola, mentre noi due, lampione dopo lampione, ci trascinavamo in piazza Walter a recuperare la macchina. Non mi resi conto del mio stato neanche quando mi trovai con la centralina dei fusibili in mano, a controllarne uno per uno, perché la macchina non partiva. Era buio e ci davamo i turni: uno toglieva un fusibile, l'altro provava ad accendere la macchina. Saremo stati lì un'ora. E io ancora ancora, che non avevo neanche la patente... ma lui, accidenti a lui, lui voleva fare il pilota! Lui riusciva a riconoscere su una fotografia non solo monoposto, pilota, circuito: lui riusciva ad indovinare l'anno e LA CURVA! Lui aveva annate di quattroruote e autosprint in camera, e al posto della testiera del letto una colonna di croci disegnate con l'epitaffio dei piloti scomparsi. Lui apriva i giornali sulla cronaca nera per cercare le immagini delle automobili incidentate ed indovinarne il modello.
E, malgrado cotanti presupposti, era talmente sbronzo da non ricordarsi che la mattina aveva fatto installare l'autoradio e che, dunque, la diagnosi più semplice non poteva essere nient'altro che la batteria scarica!
Ma tant'è... alla fine lasciammo la macchina in parcheggio e ci toccò prendere il treno, per tornare a Trento.
(E quel viaggio in treno me lo ricordo bene e ringrazio la sorte per poterlo ancora raccontare. Ma non oggi).

scritto da francilastrega alle 11:31 | permalink | commenti (2)

domenica, agosto 27, 2006

Io ci sarò. 

E se qualcuno mi dà il nome di un buon hotel, sarò anche riposata...

monza

scritto da francilastrega alle 12:34 | permalink | commenti (5)

venerdì, agosto 25, 2006

From now on 

Ho saldato la fattura della commercialista e mia sorella m'ha detto che anche se sono in ritardo di dieci giorni con il pagamento dell'inail non mi dovrebbero arrestare. Ho lasciato i feedback di ebay e sono quasi a posto con le spese condominiali. Il conto in banca, inoltre, ha ripreso un pallido verdino. Sono riuscita a disporre tutti i vestiti di SJ in un ordine quasi funzionale e, salvo i maglioni più pesanti, anche i miei sono quasi a posto. Ho pulito i cessi, quello nostro e quello dei gatti e, a proposito, ho somministrato loro la pastiglia antifilariosi.
Sono cinque giorni che sgobbo ma con la cena di questa sera dovrei aver finito.
E invece no, perché domani ci saranno altri conti da pagare, altre camicie da stirare, altre merde da raccattare e altre centinaia di piccole cose da sistemare.
Non sono le incombenze in sé il mio problema, ma il loro perpetuarsi. Ma come ho fatto, per trent'anni, a scapolare così bene?

E anche oggi ho scoperto l'acqua calda.


Monday has come around again
I'm in the same old place
With the same old faces always watching me
Whe knows how long I'll have to stay
Could be a hundred years
Of sweat and tears
At the rate that I get paid.


Supertramp

scritto da francilastrega alle 15:46 | permalink | commenti (4)

giovedì, agosto 24, 2006

Mario Stablum, futuro sindaco di venezia (di certo, non è né un filosofo, né un comunista) 

cappello

Premessa: questo post non parte da un pensiero preciso. Non ho idea di ciò che sto per scrivere. E certe cose le capiranno solo i trentini, forse.

Di fatto ieri sera sono andata a guardare la partita del VeneziaMestreUnione o come diavolo si chiama. Sono andata con il mio babbo ed i suoi compagni di merende che sarebbero poi il presidente del venezia calcio e tutta una cricca di nonesi che ruota intorno a lui ed a suo fratello. I due sono davvero degli splendidi, brava gente, capace. Stanno costruendo l'Aeroterminal qui a Tessera ma si muovono anche al tronchetto, al guggenheim, all'isola di tessera, oltre che, ovviamente, allo stadio. E inosomma io, tutta fiera dei miei compaesani, mi ritrovo a urlare ven-du-to ven-du-to all'arbitro che ci ha fatto saltare la coppa italia contro l'arezzo.
Oggi mi trovo a baruffare con SJ (ultimamente succede spesso: siamo entrambi tirati come rasoi e avremmo bisogno delle ferie che in definitiva non abbiamo avuto) su zamparini. Perché Zamparini, prima di andarsene, ha scaraventato il venezia in C dato che l'amministrazione veneziana non gli ha concesso di ricostruire lo stadio (con centro commerciale annesso) a tessera. E secondo me ha fatto bene, zamparini, intendo. Perché, prima che in C, l'ha portato anche in A, il Venezia ma non è che il presidente di una squadra di calcio debba considerarsi un benefattore. Se si collabora, bene, altrimenti non c'è scelta. e zamparini se n'è andato, vendicandosi. E sticazzi.
Proprio giorni fa si discuteva con il maestro di golf del fatto che in spagna, lungo la costa, siano sorti decine e decine di campi da golf e che il turismo sportivo abbia risollevato le sorti di un paese che era più in merda di noi. La differenza sta nel fatto che in spagna l'impresa non è stata ostacolata dal pubblico: lo stato ha costruito aerostrade ed areoporti, i privati ci hanno messo i campi da golf, le beauty farm e tutto ciò che ruota intorno. Ed oggi c'è talmente tanta richiesta che questi si permettono di accettare le prenotazioni in base all'handycap.

Ora, ai miei compaesani, io auguro che vada tutto liscio, ma, nel caso in cui certi BARBONI con i capelli onti volessero metter loro i pali tra le ruote con le loro manie di mecenatismo e balle varie, suggerisco di intrufolare nella pubblica amministrazione gente capace al pari loro, imprnditori, menti fine, altrimenti andrà tutto a remengo un'altra volta.

Che se un filosofo rosso si ritiene in grado di fare il sindaco, un imbianchino nero sarà sicuramente un ottimo assessore allo sport.

E, parafrasando il Carlo Piz... ... ma plan planin ve porteren via la Basilica... la provincia l'è doi goce de sgnapa ent'el bourbon... tarararara tara tarà.

scritto da francilastrega alle 16:57 | permalink | commenti (4)

Brutta gente in vista. 

Il Billionaire non disperi: se il V.I.P. diserta, arriva il V.I.N., eloquente acronimo che sta per Very Important Noneso.
Pare, infatti, che tutta la Val di Non bene sia riunita, per questo agosto, in Costa Smeralda. E' la solita sindrome da medaglia d'argento del provincialismo che ci spinge ad arrivare sempre un anno o due dopo che il bello s'è consumato, cercando di riattizzare le ceneri di fasti già arsi, la stessa patologia che ci spinse a Cortina dopo che se n'erano andati perfino Andreotti e la Marzotto e lo stesso Kristian Ghedina ne aveva le palle piene.

scritto da francilastrega alle 13:48 | permalink | commenti (1)

martedì, agosto 22, 2006

Come va? Meglio. Meglio un secchio, devo vomitare 

Ah, si trattava di ferie... peccato, non me ne sono accorta.

scritto da francilastrega alle 23:35 | permalink | commenti (2)

Il leone di venezia, il gatto di chioggia e il facocero di albarella 

escobar

scritto da francilastrega alle 15:08 | permalink | commenti (1)

Si ricomincia 

Io ci trascorro pomeriggi interi, pensando a come evitare di lavorare. Pomeriggi in cui, in effetti, dovrei lavorare. E invece ultimamente sono stata a Dubay, a insegnare telemark agli sceicchi che mi lasciavano mance da capogiro, sono stata a les deux alpes a disegnare magliette, mi sono sposata e fatta mantenere da sconosciuti una ventina di volte negli ultimi mesi, ho ricattato ex giovani industriali minacciandoli di spedire a novella 2000 le loro foto a culo nudo scattate in argine ad albarella. Insomma, nei miei viaggi onirici ho fatto un sacco di soldi.
Di reale c'è che ho preso cinque lezioni di golf ed ora mi chiedo in quanti anni potrei diventare professionista e vivere lanciando palline per i prati.

scritto da francilastrega alle 12:30 | permalink | commenti (7)

giovedì, agosto 03, 2006

Dubbi 

La Strega: "Non ti farai mica abbindolare un'altra volta!"
Franci: "Non è che lui mi voglia abbindolare... il fatto è che non ci pensa, o forse è abituato così..."
La Strega: "Sì sì, ma alla fine ti ritrovi sempre in qualche topaia puzzolente, senza acqua calda, con temperature che migrano, senza pause intermedie, tra i sessanta gradi e i meno dieci..."
Franci: "E del resto se tutti i suoi amici sono riuniti in una di quelle topaie fa brutto prenotare da un'altra parte..."
La Strega: "Ci vediamo quando ti dovrai cambiare, non avrai l'asciugacapelli, non troverai alcuno specchio in camera, vomiterai la colazione causa congestione notturna..."
Franci: "Ma dai, si tratta solo di una notte, posso sopravvivere..."
La Strega: "Non potrai fare neanche sesso perché il letto farà un casino della madonna, le pareti avranno lo spessore di 3.2 mm e tu sei troppo pudica per fottertene..."
Franci: "Amen"
La Strega: "E, comunque, vorresti fare seratona con i suoi amici? Anche con quella con il nome improbabile?"
Franci: "Vabbé, c'è anche quella lì, ma in fondo a me non ha mai fatto niente... è pure gentile... forse sono vittima di un mio stesso preconcetto"
La Strega: "Se lo chiedevano anche tutte quelle cui lei si è trombata il fidanzato/marito di turno..."
Franci: "Sì, ma non mi posso comportare di conseguenza... sarebbe come mancare di fiducia in SJ..."
La Strega: "Beh, in effetti vecchia e sfatta come s'è ritrovata ormai se la piglieranno in pochi... ma hai dimenticato la sensazione di fastidio che provi ogni volta che la incontri, quando ti squadra dalla testa ai piedi?"
Franci: "Magari sono io che mi faccio più pare di quanto dovuto"
La Strega: "No no, pensaci bene, hai già provato a pensare positivo e quella ti ha squadrato ancora di più"...
Franci: "Vabbé, ma posso anche tenere un atteggiamento distaccato ed evitare per quanto possibile di averci a che fare..."
La Strega: "Beh, allora non cercare conforto in me, quando troverai il tuo cuscino pieno di cerone"
Franci: "E perché dovrei trovare il cuscino pieno di cerone?"
La Strega: "Perché lei non è pudica quanto te."

scritto da francilastrega alle 15:40 | permalink | commenti (13)

Le tre effe 

Ludovico Scarfiotti: fegato, fratture, fama.

scritto da francilastrega alle 14:53 | permalink | commenti

martedì, agosto 01, 2006

 

Sopra la panca la franci campa sotto la panca la franci crepa.

scritto da francilastrega alle 22:47 | permalink | commenti (2)

beh. 

fandango

scritto da francilastrega alle 19:42 | permalink | commenti (2)

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