! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

venerdì, giugno 30, 2006

Villipendio 

Non ci posso credere! Mi hanno rubato la bandiera! Giuro! Qualcuno deve essersi arrampicato e mi ha portato via il tricolore (due metri di stoffa) che era appeso ad un tubo da idraulico che avevo incastrato tra le grate...
Non ho parole.

scritto da francilastrega alle 20:44 | permalink | commenti (17)

domenica, giugno 25, 2006

Zero 

A me tutti questi zero stanno proprio qui... Anno zero. Tasso zero. Crescita zero. Problemi, zero. Zero e via. Sei uno zero. Interessi zero. Zero Zero sette.
Lo zero è un numero infido, problematico. Mille filosofi ne avranno trattato. Una volta mi affascinava... l'unico numero verde alla roulette, la maglia numero 10, che è un po' come dire "la uno non te la posso dare perché ce l'ha il portiere, ma ti do questa che è meglio: c'è un uno, che ti classifica indiscutibilmente come primo e in più ti do perfino uno zero, che ci sta meglio che la h in deborah..." e poi un nome con la z, così secco.. figata! Poi invece, a scuola, da quando mi sono usciti con questa storia che nessun numero è divisibile per zero, mi sono sempre chiesta perché me lo facessero studiare dato che non mi si prospetterà mai nella vita l'occasione di dividere qualcosa in zero. E allora ho capito che lo zero è inutile. I filosofi di cui sopra magari lo avranno spiegato come un non essere o roba del genere, ma per quanto mi riguarda continuerà ad essere inutile. Una partita che finisce zero a zero era meglio non giocarla, almeno non si sprecava fatica.
Ora, signor cassiere, sto un po' male in arnese... che ne dici di darmi indietro i soldi che ho depositato l'anno scorso e, con l'occasione, fammi anche la buonazonta di tre o quattro zeri, che tanto non servono a niente. Vedrai, non se ne accorge nessuno.

scritto da francilastrega alle 23:42 | permalink | commenti (5)

venerdì, giugno 23, 2006

Hanno giocato benissimo... 

... e, malgrado vivaci proteste del conducente, ho fatto fede al mio impegno di percorrere tutta la romea sventolando il tricolor.

scritto da francilastrega alle 12:52 | permalink | commenti (4)

venerdì, giugno 16, 2006

L'anno del mondiale 

franci

Avrò avuto sette/otto anni. Poi i capelli li ho dovuti tagliare, alla maschietto. Le vacanze erano di tre mesi, due dei quali li trascorrevo a P.to S. Margherita dalla zia ed uno al paesetto della nonna.
A differenza da ciò che accadeva a casa dei miei, dove tuttora ci si chiama urlando da stanza a stanza (e non è esattamente un appartamentino), la vita a casa della zia era sussurrata. C'era sempre qualcuno da non disturbare perché stava riposando. Questo costituiva un grosso problema perché quella casa a Porto era una specie di parco giochi con piscina, sala pingpong, campo di bocce regolamentare, darsena privata con Riva Olympic attraccato, altalene, anelli, biciclette... Ma come si fa a non far casino in piscina? O a giocare a pingpong con le palline in gommapiuma?!? Sai che divertimento...
Allora, soprattutto negli interminabili pomeriggi in cui prima delle quattro non si può fare il bagno, mi mettevo il berretto da marinaretta e sedevo al comando del Riva. Mi mettevo lì e sognavo traversate transoceaniche, tempeste, marosi; prendevo il mezzomarinaio e fingevo di disincagliarmi da scogli loreley ed iceberg comparsi all'improvviso. Scioglievo e riannodavo una cima alla volta, perché nessuno se ne accorgesse, infilavo la bandiera e mi stendevo sul materassino, per riposare. E... silenzio!, ché mi sono appena lasciata il Triangolo delle Bermuda a poppa!

scritto da francilastrega alle 09:39 | permalink | commenti (9)

giovedì, giugno 15, 2006

 

Mi piacerebbe:

• Un bel vivaio. Di sole piante a fusto alto, che non mi tocchi piegarmi per innaffiarle. Che loro crescono, mentre io leggo rotocalchi. La gente entra, sceglie, si serve e paga alla cassa. In contanti. A parer mio il vivaista è il più bel lavoro del mondo.
• Una ditta multiservizi che fornisca tutto: elettricista, idraulico, antennista... ma anche massaggiatore, catering, consulente aziendale, babysitter, personal trainer, schiacciabrufoli, scudisciatore... tutto ciò che può servire. Un bel call center e via. Molte rogne amministrative, però... meglio il vivaista.
• Essere il marketing manager di una grossa azienda di bevande caffeiniche. Posizione attualmente occupata dall'ex marito di mia cugina. Un impiego che comporta un sacco di oneri dei quali non mi dispiacerebbe farmi carico... passeggiare nei paddok, finanziare con soldi non miei imprese estreme... come s'usa dire... è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo. E perché non io, cazzo?
• Fare lo speaker in una radio, anche se mi mangio le parole e nessuno capisce mai quello che dico.
• Fare l'addetta stampa di qualche pilota... ma forse lo sono già senza aver mai esercitato. Ok mettiamola così: mi piacerebbe essere l'addetta stampa di un pilota non solo sulla carta.

Non mi piacerebbe

• Lavorare come evisceratore di pesce in una ditta del polesine. Beh, neanche altrove.
• Lavorare, in generale.


scritto da francilastrega alle 12:03 | permalink | commenti (5)

venerdì, giugno 09, 2006

Life is a pop of the cherry / when you're a boy 

All'Hotel Madison prima o poi, nella vita, ci capitano tutti. Successe in quarta superiore, nel periodo in cui detti gli esami di idoneità alla quinta. E' lì che conobbi Lorenzo. Si era intrufolato nella stanza al sesto piano, quella che condividevo con Thomas, Christian, Roby e non ricordo chi altro. Loro lo conoscevano bene e, in un'era in cui non esistevano telefonini o e-mail, erano riusciti comunque a organizzargli quella trasferta capitolina facendolo arrivare in treno da Trento. Io, invece, non sapevo neanche chi fosse ma ricordo perfettamente il momento del suo arrivo. Eravamo in corridoio, stravaccati su divanetti sfondati e polverosi. La Giusy aveva appena scoperto il suo sport preferito, ovvero lanciare oggetti nel cortile interno. Era passata dalle cartacce delle merendine alle pile piatti che aveva trovato in un armadio al piano perché, come squittì perentoriamente, con i piatti non si aveva solo la soddisfazione del tonfo finale ma anche il piacere del tintinnio durante il volo e, mentre si accingeva a lanciare un posacenere a colonna, uscì dall'ascensore proprio Lorenzo, zompettando qua e là e salutando tutti con la sua parlata velocissima, monotono e con cadenza marcatamente trentina. Machièlatipa? Simpaticissimalatipa-vecio-nonmel'avetemaipresentataaa. La tipa ero io, ovviamente, una valligiana tra i trentini (trentinazi, a dirla giusta), una specie di Heidi fino ad allora, la quale ancora non aveva inteso che quell'euforia e quel saltellamento continuo non potevano essere naturali. A dire il vero, guardandomi indietro mi rendo conto che dovevo proprio essere caduta dal pero per non capire il vero motivo di tutti quei traffici che si interrompevano improvvisamente al mio ingresso in camera o, quantomeno, qualcosa intuii ma era come guardare un biecchiere d'acqua senza accorgersi di aver di fronte l'oceano. Credevo fosse solo un personaggio eccentrico, una di quelle star che hanno sempre esercitato un fascino irresistibile su di me. Quello che si apriva in quel preciso istante, invece, era un capitolo tutto nuovo della mia vita. Non sapevo che, da quel momento, tutto sarebbe stato più frenetico, sconvolgente... ma l'aggettivo più corretto è, senza dubbio, incosciente. Un periodo da non giudicare, buono o cattivo, con un inizio preciso (quando Lorenzo uscì dall'ascensore dell'Hotel Madison) ed una fine altrettanto marcata ma molto meno entusiasmante. Un po' glam, molto decadente. Che fine abbia fatto Lorenzo non lo so. Pochi ne sono usciti bene.
La colonna sonora? Non può essere che Boys keep swinging di David Bowie.

scritto da francilastrega alle 12:13 | permalink | commenti (4)

mercoledì, giugno 07, 2006

Fiori di Bach per fiori di Franci 

fioridibach

Il Rescue Remedy pare funzionare bene con i geranei: quattro gocce nell'annaffiatoio e sono comparsi i primi due fiori. Allora l'ho vaporizzato anche sul benjamin. Poi mi sono fatta prendere la mano e... vai: sulla spatifilla, sull'orchidea, sulla kenzia, sulla yukka, sull'edera e sulle varie zamia. E ancora su salvia, rosmarino e basilico. Stavo per spruzzarlo anche sulla testa di SJ, mentre i gatti, più scaltri, alla vista del vaporizzatore si sono eclissati. Voglio vedere le liane pendere dal soffitto e le mangrovie proliferare sotto il tavolo ma la magica boccettina gialla non mi basta. Mo' vado al petrolchimico e mi faccio un silos di fiori di Bach.

scritto da francilastrega alle 11:29 | permalink | commenti (7)

lunedì, giugno 05, 2006

Il Bislungo 

simoncelli

Sarò ben vecchietta per considerarmi una sua fan... eppure questo qui è il mio pilota preferito (ovviamente dopo rossi, melandri e capirossi).

simoncelli

E' dell'87, il pargoletto... vabbé, se non posso essere una fan, sarò la zia.
Marco Simoncelli "il Bislungo", come l'ha definito il Pillowsky, è, in effetti, un po' altino rispetto ad altri piloti (un metro e settantacinque... ma pareva anche che Pedrosa fosse troppo piccolo... e invece guarda che numeri...); quest'anno corre in 250, sulla Gilera. Spero che faccia parlare di sé e che segua le orme dei nostri tre portabandiera della motoGP, tuttavia secondo me avrebbe un ottimo futuro anche come telecronista/commentatore perché, tipico romagnolo, simpatia, parlantina ed una certa quota di irriverenza non gli mancano proprio.

scritto da francilastrega alle 15:23 | permalink | commenti (7)

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