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| domenica, maggio 28, 2006 E come aperitivo, un analcolico... con un po' di quei cubetti di MORTADELLA! Strepitosa aperture de "Il Giornale" di oggi: "Mezza Italia può stoppare il prodino". scritto da francilastrega alle 01:42 | permalink | commenti (7) mercoledì, maggio 24, 2006 Si ricomincia a sputare sangue (ed ho appena lavato il pavimento) Lei, minuta e arcigna, questa mattina era più brutta del solito. A vederla da lontano parrebbe anche una bella donna, sul tipo Jennifer Aniston mora (tinta), ma poi, avvicinandoti, capisci che la matita nera sfora di circa due centimetri dalla coda dell'occhio, il quale, a quel punto, si riduce a un centimetro e mezzo, forse uno e sette, non di più. Mia nonna diceva di guardarmi bene dalle persone con gli occhi piccoli. Magra è magra, peserà trentotto chili. Ma il culo basso e le mani ne rivelano l'anoressia, confermata, tra l'altro, dai frugali pasti che l'ho vista consumare (un barattolino di yogurt extramagro, crackers integrali misura, dolcificante dietetico nel caffé). Ora, a meno che non sia diabetica (ma non credo, me l'avrebbe sicuro sfoggiato, un diabete...), perché una persona magra di costituzione dovrebbe mangiare alimenti tanto magri quanto cattivi? E passi per lo yogurt, pure a me piace magro, passi anche per i crakers, se a uno piace la segatura... (sempre per citare la nonna "ge chi ghe pias forbirse el cul con le ortighe" "c'è gente che ama pulirsi il sedere con le ortiche"), ma il dolcificante nel caffé è ripugnante, vero che ci si abitua a tutto ma perché quella lì così magra avrebbe dovuto abituarsi? scritto da francilastrega alle 19:23 | permalink | commenti (7) martedì, maggio 23, 2006 Questa ! scritto da francilastrega alle 20:55 | permalink | commenti Per colui/colei che è passato/a di qui digitando su Google "entrare al mugello senza pagare", se vuoi scrivimi un'email, ché forse posso aiutarti. Ma anche no, che poi mi trovo la casella email piena di paraculi pusillanimi... come non detto: se vuoi andare al mugello, paghi. Come (quasi) tutti gli altri. Facciamo così: se ti chiami Valentino, scrivimi, altrimenti... sgancia 'sti sessanta euro! scritto da francilastrega alle 15:00 | permalink | commenti (3) Ora, se Moretti possiede le credenziali per andare a Cannes e criticare la politica italiana, non ci stupiamo se Berlusconi poi va al Parlamento a sparlare del cinema italiano. scritto da francilastrega alle 11:19 | permalink | commenti lunedì, maggio 22, 2006 Signorina, dopo avermi leccato le dita dei piedi, mi passi un po' di cervitec sulle unghie. Quando ero piccola andare dal dentista o al patibolo, per me, era la stessa cosa. Arrivavo in quell'anticamera con luce artificiale e se mi accoglieva la Iris me la facevo sotto. La Iris era l'infermiera (ora assistente alla poltrona), mamma di una mia amica, donna d'acciaio, rossa, con due tette così: la pasionaria dell'odontoiatria. Non poteva, ma so che le sarebbe tanto piaciuto spedire i pazienti sulla poltrona dei vari ambulatori a calci in culo (non solo noi ragazzi, ma tutti i pazienti, di qualsiasi sesso e età). Me la immaginavo con un camice in lattex e, al posto dello specillo, un gatto a nove code in mano, mentre ti infilava in bocca un cucchiaio da impronta di tre misure più grandi del tuo palato, con l'alginato che colava da tutte le parti. E io me lo sentivo scendere in gola, l'alginato, ma stavo lì buona buona, cercando di deglutirlo perché la Iris non perdonava: dieci frustate per ogni lamento. Con lei tuttavia, crescendo, ho instaurato un buon rapporto ed ora che so che è malata sono dispiaciuta e preoccupata che la figlia, mia amica anche se ci siamo perse di vista, ha già perso il papà dopo anni e anni di malattia ed ora queste due donne si sarebbero davvero meritate un po' di tranquillità. Ma torniamo all'ambulatorio. C'era poi lui, il dentista, piccoletto e rosso pure lui, vecchio amico di mia madre. Lui era un buon uomo ma mi ha rovinato la bocca. Ché io ho i denti tendenzialmente molto resistenti ma mi trovo in bocca un ponte e un paio di denti devitalizzati solo perché, quando andavo a fare il controllo, lui sosteneva che la carie era troppo piccola, di aspettare un po' (!) ... già, così invece di un'otturazione poteva fare una cura canalare, il furbetto, alla faccia della conservativa. Termini quali diga e tossicità dell'amalgama gli erano del tutto ignoti, tra l'altro, dunque probabilmente ho pure ingoiato una buona quantità di piombo, ché piuttosto di chiedere alla Iris di riempirmi il bicchiere per sciacquarmi era meglio un lento suicidio da saturnismo. scritto da francilastrega alle 12:42 | permalink | commenti (12) venerdì, maggio 19, 2006 Con i veneti non potrò mai integrarmi completamente... abbiamo molto in comune ma, mioddio, lo spritz mi disgusta proprio. scritto da francilastrega alle 17:29 | permalink | commenti (11) giovedì, maggio 18, 2006
scritto da francilastrega alle 21:25 | permalink | commenti (12) mercoledì, maggio 17, 2006 Ognuno ha il suo papà / e tutti fan la nanna. Ma non fa rima. A me Isabella Rossellini è sempre stata un po' sul culo. Con quel sorriso da arcata superiore troppo grande che mi dà l'idea un ottimo lavoro da odontotecnico montato sulla bocca sbagliata. E poi quell'aria di sufficienza, la sua pacatezza quasi forzata, che a volte mi verrebbe voglia prenderla per le spalle darle un bello scrollone (ma con grazia, chiaramente). Eppure una cosa buona l'ha fatta: 'sto lungometraggio in ricordo del padre, che tanto ha fatto discutere per via della lite con la sorella. Anch'io, quando penso ai momenti teneri con mio padre, ricompongo nella mia mente l'idea di un'enorme panza su cui dormire. E non tanto perché mio papà possiede effettivamente una buona epa, bensì poiché quando sei alta meno di un metro è davvero rassicurante stendersi sullo stomaco di un uomo... figuriamoci su quello di mio padre, che è pure grande e grosso. Erano bellissimi quei pomeriggi della domenica, quando spedivamo fuori dal salotto mamma e sorella per guardare in pace la Ferrari, lui sulla poltrona ed io raggomitolata, appunto, sulla sua panza. Dovrebbero essere gli uomini a portare avanti le gravidanze: il ventre materno è un'altra cosa, è dolce e buono, ma fragile; quello di un papà è forte e robusto e nasceremmo tutti con un bel po' di sicurezza in più. scritto da francilastrega alle 11:06 | permalink | commenti (15) lunedì, maggio 15, 2006 Se non assomigliassi tanto alla mamma e un po' a tutte le zie (tranne che alla zia Ivana, che è identica a mia sorella), tutto concorderebbe: sono stata adottata. Tutti prima o poi hanno avuto il dubbio (o il desiderio?) di essere stati adottati ma la mia è una certezza che deriva dal fatto che SO chi sono i miei genitori naturali. scritto da francilastrega alle 18:02 | permalink | commenti (13) Il week end l'ho trascorso in pieno cazzeggio, come non succedeva da tempo. Mi sono imbruttita sul divano (un toccasana per la mia schiena), ho mangiato un sacco di porcherie, non sono uscita a comprare il mighty mouse, non ho steso i pianni né caricato la lavastoviglie. Però ho messo in rete il sito della torre di bibbona, finalmente, ed ho scoperto che ci sono in giro giornalisti che ancora non hanno imparato ad usare tutte le dita per scrivere da tastiera, eheheh. Oggi, dunque, mi trovo con piatti, panni, pavimento da pulire, lenzuola piene di briciole da cambiare, spese da fare (che il frigo contiene un sacco di olive e niente campari), cassetta delle cacche dei gatti che tracima (e infatti la puttana l'ha fatta fuori). In questo bel quadretto romantico non poteva mancare il lavoro "quello vero". scritto da francilastrega alle 12:22 | permalink | commenti (2) sabato, maggio 13, 2006 Scrivo spesso di "blog preferiti", in realtà tutti quelli citati tra i miei link sono blog che amo molto, se d'amor si può parlare. Il bar del pillowsky è (o forse, è stato) il weblog del mio amico più caro e, dunque, è un po' fuori concorso, come pure accademia del pane, che pensavo sarebbe diventato il blog di cavallari, e dieter telfser (il primo, però, non è mai decollato e del secondo riesco a comprendere solo le parole in italiano, in tutta la solita geniale babele di dieter). scritto da francilastrega alle 21:31 | permalink | commenti (7) giovedì, maggio 11, 2006 E allora, caro Presidente, ci permetta di ricordarLe questa cosuccia... scritto da francilastrega alle 14:55 | permalink | commenti (2) mercoledì, maggio 10, 2006 Con i diessini io ci posso anche andar d'accordo, prova ne è che uno dei miei weblog preferiti sia quello di Francesco Nardi (che non è e non è mai stato comunista, come, giustamente, ci tiente a sottolineare). scritto da francilastrega alle 14:12 | permalink | commenti (17) martedì, maggio 09, 2006 Scusi... ma Lei è Enrico Ghezzi? Tipo quello diretto dalla Wertmuller in Ferdinando e Carolina. Che se in pieno amplesso gli scoppio a ridere in faccia non se n'ha male, (ma poi si vendica, la canaglia!)... forse non lo sai ma pure questo è amore... scritto da francilastrega alle 20:05 | permalink | commenti (5) Insomma questa casa con vista Romea alla fine sta diventando la famosa badia della strofarella. Ci sono le lucine di natale a slowmotion, è finalmente arrivato lo specchio del bagno, lavastoviglie e lavatrice funzionano, ho rinvasato le piante (anche se i geranei alla finestra si ostinano a non voler fiorire... pazienza, in compenso crescono foglie in quantità). E' un po' un misto tra catalogo ikea, casa di topolino e centrale nucleare dei simpson... unica pecca la cucina da nonna papera e le piastrelle orrende del bagno lasciate dagli inquilini precedenti (pavimento verde e pareti "rosa antico"... non ho parole). scritto da francilastrega alle 13:45 | permalink | commenti (5) mercoledì, maggio 03, 2006 Oh mi spiace molto sia uscita Selvaggia Lucarelli, stava così bene un po' abbronzata... anche SJ è dispiaciuto che non sia uscita la Cavagna, che bella non è mai stata ma almeno una volta aveva due grandi bocce: ora che sono fiappe non ha più ragione di pascolare in TV (parole sue). scritto da francilastrega alle 22:58 | permalink | commenti (7) Se solo il Pillowsky mi avesse avvisata della gara, sarei andata al mugello a far la balla. Invece sono stata in valle, dove mi attendevano i meli fioriti e mia madre con la luna storta. E non è servita neanche la presenza di SJ o la cena con il Dezo, infatti mi tiene ancora il muso perché ho osato dirle che la sua camicia è orrenda. Ho provato a ricordarle che normalmente è lei ad anticipare i saluti con le critiche ma pare proprio che, per questione di gerarchie familiari (e di arteriosclerosi), a lei sia concesso e a me no. Ci sono un sacco di cose che agli altri sono concesse e a me no, ma anche il contrario... Quelli della T.N.T. ritenevano loro concesso di ritardare la consegna del pacco contenente il mio nuovo minimac dualcore, per esempio. Sbagliavano. Perché a me, d'altro canto, è concesso di rompere i coglioni fino allo sfinimento. E di ritirare il mio pacco quasi per tempo. E' il solito girotondo dei frustrati. scritto da francilastrega alle 15:53 | permalink | commenti (1) 4 punti al Pillowsky, che torna in pista dopo... boh, tipo dieci anni! |
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