! !
| martedì, maggio 31, 2005 Nuova playlist e nuovo cd da caricare in macchina. E che CD!
scritto da francilastrega alle 14:42 | permalink | commenti (12) En pont de ca' en pont de' là... Questo ponte me l'ero segnato ancora a novembre. Il giorno in cui sono entrata da feltrinelli a comprare la moleskine settimanale 2005, l'ho aperta, ho controllato il calendario, ho barrato tutte le pagine dal due al cinque giugno e ci ho scritto HOLIDAY a caratteri cubitali. Non avevo ben in mente cosa avrei fatto ma sapevo che quattro giorni di vacanza a giugno non me li avrebbe tolti nessuno.
scritto da francilastrega alle 12:35 | permalink | commenti (6) venerdì, maggio 27, 2005 Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno cui dare la colpa.
scritto da francilastrega alle 15:16 | permalink | commenti (12) lunedì, maggio 23, 2005 Tua senza ritorno (andrea me la paghi) Ricevo l’ennesima fuffa e, quindi, come esimermi?
scritto da francilastrega alle 17:05 | permalink | commenti (18) Ho provato ad assaggiarne una tra le tante, ieri, nel viaggio di ritorno. Salata, sì, ma non solo. Dentro quella goccia c'era il sapore di una gita in motoscafo, molti anni fa, quando ci ritrovammo tutti a Garda a conteggiare gli anni di bocciatura e il Dezo, con i suoi due diplomi, rovinava la media. Sapeva di una nottata ad aspettare il Gran Premio di Australia, soli io e Alberto in taverna da me ed io che capii di avere un amico speciale. Di quella sera in cui ballai un lento col Chele sul tetto della sua macchina e delle pacche sulle spalle del Sorcio. Sapeva di buono, quella lacrima. scritto da francilastrega alle 14:41 | permalink | commenti (3) giovedì, maggio 19, 2005 Un camparino in un bicchiere da litro. Pieno. Al bar del Pillowsky uno può sedersi sullo sgabello nell’angolo e tenere d’occhio chi entra e chi esce senza farsi notare. Il barista è un tipo strano, capellone e con un buco nel naso dal quale potrebbe passare anche una matita, con un sorriso disarmante che poco s'addice alle cento saracche che fioriscono i suoi discorsi. E non si capisce come riesca a campare poiché acquista la merce, consuma la merce da sé e paga perfino l'iva (o quantomeno sostiene di pagarla). Il barista, inoltre, nei suoi momenti migliori trascrive i propri deliri fantaetilici, compone canzoni, progetta giochi da tavolo eticamente scorretti.
scritto da francilastrega alle 17:21 | permalink | commenti (22) mercoledì, maggio 18, 2005 Trovata qui:
scritto da francilastrega alle 18:35 | permalink | commenti (19) lunedì, maggio 16, 2005 Problemi? Ammazziamoci, siamo qui apposta... Riunisci quattro donne giovani, più che piacenti, laureate con ottima media, alla prima esperienza di lavoro. Affida loro tre o quattro progetti newbusiness da gestire. La prima settimana vedrai quattro apine laboriose che s'affannano in giro per i corridoi. La seconda settimana entreranno una alla volta nel tuo ufficio a sparlare delle altre. La terza settimana due se ne andranno. La quarta settimana verranno rimpiazzate da altre due altrettanto piacenti ma con esperienza lavorativa. La quinta settimana, finalmente, potrai goderti il match di lotta nel fango. Ed io, che sono previdente, avevo spedito gli inviti e comprato il pop corn già due settimane fa :) scritto da francilastrega alle 16:16 | permalink | commenti (17) Allora la storia è questa: si installa MacOS 10.3 su un disco firewire da 120 giga. Si attacca il disco ad un iMac graphite con 250 mega di ram, si collega il masterizzatore DVD all'iMac e la videocamera digitale al disco firewire. Si apre toast 6 e ci si masterizza in dvd 'sti quattro giga del filmino dei suoceri.
scritto da francilastrega alle 12:22 | permalink | commenti (1) domenica, maggio 15, 2005 E così tu mi sfidi ad imitare Bia ed a fare qualche magia... scritto da francilastrega alle 11:23 | permalink | commenti (5) venerdì, maggio 13, 2005 Con che mi devo addormentare questa sera? Ne ho di scelta... riflettere su ciò che potrebbero essere rousseau o hobbes nel 2005... sul film di Van Gogh (sul quale stanno ciarlando da ore senza finalmente trasmettermelo), sulla famiglia e le figliole del Candido costrette a mangiare gli antiparassitari dell'orto (l'orto del Candido), sulla relatività del mito, sul fascino dell'espressione "terra del latte e del miele" rispetto a "bassa padana", su Ferdinando re di napoli e delle due sicilie, sul pacifismo dei bradipi... tanti sarebbero i pensieri che mi condurrebbero rapidamente in volo con mab o in braccio a morfeo... ma domani c'è un cliente importante con cui discutere di un biglietto da visita e devo ancora darmi lo smalto. scritto da francilastrega alle 00:05 | permalink | commenti (11) mercoledì, maggio 11, 2005 Moooolto obiettivo il servizio sul TG1 delle 13 (o 13:30? boh) sul referendum eh? La par condicio di cui tanto si riempirono la bocca è stata già digerita e defecata, evidentemente... (certo che se m'hanno mostrato la Bindi, per par condicio chissà chi ci mettevano... meglio non sapere...).
scritto da francilastrega alle 17:55 | permalink | commenti (9) martedì, maggio 10, 2005
scritto da francilastrega alle 16:38 | permalink | commenti (17) E poi non poteva finire così. Perché il giorno dopo si sposava Marco. Così SirJ, all'imbarcadero del battello, mi fa: "Beh, domani ti metti le scarpe da ginnastica". Eeeehhhh? A parte il fatto che il mio moroso retrogrado non sa dell'obsolescenza del termine, oggi sostituito con sneakers, rimango basita di fronte alla sua insensibilità: "Guarda, vecchio, piuttosto faccio a meno di venire!".
scritto da francilastrega alle 10:31 | permalink | commenti (3) lunedì, maggio 09, 2005 Dunque venerdì cerco di conservare il mio buonumore e la serata si prospetta perfetta: perfetto il mio capo che mi lascia uscire dall'ufficio due ore prima, perfetto il tempo soleggiato con brezza, perfette le scarpe con tacco alto ma comode come pantofole. Alle sei sono pronta. Arrivo a Piazzale Roma, trovo SJ ma già all'imbarcadero dei taxi capisco di aver compiuto un'immane cazzata: ho sbagliato calze. E il bello è che ero tutta fiera delle mie calze: di seta, splendide, non troppo scure, non troppo gialle. Da sabot, con sotto i gommini per non scivolare a forma di chiave di violino, fatte apposta per la fenice, insomma. Ma le chiavi di violino dopo pochi passi hanno cominciato a trasformarsi in briciole e poi ancora in ghiaino da ghiaccio ed ogni volta che appoggiavo il piede era un gloria al padre. Parevamo proprio innamorati, SJ ed io, con me appoggiata (accasciata) al suo braccio ed il sorriso paralizzato sulle labbra, mentre salivamo le scale per il palco. Con noi due francesi, che non potevo neanche togliermi le scarpe per controllare il misfatto. Alla fine non ce l'ho fatta e mi sono persa un pezzo di spettacolo per andare in bagno a medicare quelle due vesciche grandi come patate che s'erano formate. Solo che non è che nei bagni della fenice una possa sollevare la gamba, aprire il rubinetto e far scivolare il piede sotto l'acqua del lavandino... e se entra qualcuno? ma io avevo bisogno d'acqua. Anzi, di ghiaccio, avrei avuto bisogno... che fare? Allora ve lo spiego io cosa farebbe qualsiasi signorina educata dalle orsoline del sacro cuore: si entra in toilette, si prepara tutto un materasso di carta igienica per terra, ci si sfila le calze bestemmiando un po', si tira lo sciaquone sul piede, facendo ben attenzione a non toccare la tazza. Poi ci si asciuga il piede sul materassino di carta igienica, ci si reinfila le calze in qualche modo, si stringe i denti e si torna al palco, azzittendo con uno sguardo feroce la maschera che ci intima di far piano, con quei tacchi (e porca troia...)!
scritto da francilastrega alle 11:59 | permalink | commenti (85) Che il primo ballerino fosse davvero un bel fjo non c'è dubbio. Che la vista di una quarantina di uomini seminudi che ancheggiano a ritmo del Bolero di Ravel possa generare qualche emozione non mi preoccupa. Ma un nutrito gruppo di signore sessantenni altolocate con la bava alla bocca e le mani rovinate dagli applausi non è spettacolo di tutti i giorni! scritto da francilastrega alle 10:57 | permalink | commenti venerdì, maggio 06, 2005 Oh we got deux heures de soleil! Una notte serena senza incubi inconsci ed il sole che ti aspetta con quel suo sorriso buffo al mattino che ti verrebbe da chiedergli ehi e a te chi t'ha fatto entrare - ma non ci riesci perché sotto sotto ti è simpatico. Cancello il mal di schiena con una bustina di aulin buttata giù così, senz'acqua, come a schiacciare una zanzara distrattamente, poiché nulla può contro me, questa mattina. scritto da francilastrega alle 15:47 | permalink | commenti (1) Per tutti coloro che non riescono ad aprire i propri weblog: shinystat fa le bizze in questi giorni. Se togliete (provvisoriamante) il codice shiny dal vostro template riuscirete a completare l'apertura della pagina. scritto da francilastrega alle 11:16 | permalink | commenti (1) giovedì, maggio 05, 2005 Mi si fa notare che non scrivo mai di lavoro nel weblog. Perché dovrei? E cosa dovrei scrivere? Io qua dentro mi trovo bene, non ho nulla per cui lamentarmi e a me piace lamentarmi sul weblog. Però però però... ci sono un paio di cose sulla professione che svolgo delle quali mi posso lamentare, eccome. I clienti, per esempio, questi vulcani di idee, fulgide fonti di energia, ventri inesauribilmente ingravidati dalle funzioni art di microsoft word. Abortiscano le loro cazzate da sè, allora. Mettano i loro feti raggrinziti nelle mani di qualche ragazzino smanettone che sappia aprire photoshop, invece di pagare malvolentieri chi, forse presuntuosamente, si ritiene un professionista. Eppur senza clienti non si può stare... personalmente se va avanti così di clienti me ne faccio un paio a sera sul Terraglio.
scritto da francilastrega alle 12:29 | permalink | commenti (11) martedì, maggio 03, 2005 Son già passati otto mesi. Per certi versi adesso è anche peggio: se i primi giorni, infatti, sentivo dentro me ben distinta la tua voce ora è più confusa, mi devo concentrare per ricordarla. Vengo spesso al cimitero, ogni volta che viaggo verso Cles senza Sergio. Ogni volta ci trovo ninnoli nuovi, qualche fiore, candele. Me ne sto lì a parlare col marmo e mi sento ridicola. Piango, sempre. E mi sento ancora più ridicola. Ah non credere, mi conosci, piango più per me che per te. Diciamo che piango per me perché te ne sei andato senza chiedere il permesso, senza salutare, tra l'altro mi devi ancora portare a volare. Col piffero che ti avrei lasciato andare. scritto da francilastrega alle 11:18 | permalink | commenti (12) Venerdì non ci sono per nessuno.
scritto da francilastrega alle 10:18 | permalink | commenti (17) |
visitato *loading* volte
|