! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

martedì, maggio 31, 2005

Voglia di spiaggia 

Nuova playlist e nuovo cd da caricare in macchina. E che CD!

1. Bob Marley - Jamming
2. Billy Joel - Uptown Girl
3. Rino Gaetano - Ahi Maria
4. Beach Boys - Surfing USA
5. Musical Youth - Pass the Dutchie
6. UB40 - Red red wine
7. David Lee Roth - California Girls
8. Ruggeri - Nuovo Swing
9. Jannacci - Messico e nuvole
10. Sonny & Cher - I got you babe

e, finalone:

11. Roberto Ciotti - No more blue
12. Fred Buscaglione - Love in Portofino

scritto da francilastrega alle 14:42 | permalink | commenti (12)

En pont de ca' en pont de' là... 

Questo ponte me l'ero segnato ancora a novembre. Il giorno in cui sono entrata da feltrinelli a comprare la moleskine settimanale 2005, l'ho aperta, ho controllato il calendario, ho barrato tutte le pagine dal due al cinque giugno e ci ho scritto HOLIDAY a caratteri cubitali. Non avevo ben in mente cosa avrei fatto ma sapevo che quattro giorni di vacanza a giugno non me li avrebbe tolti nessuno.
Ma come al solito ho fatto i conti senza l'oste. Anzi, senza gli osti. Sir Oste J ha da fare e non può venire con me, ovunque alla fine decida di andare. Allora penso "ma il cinque c'è il Mugello!", chiamo l' Oste Pillowsky che mi risponde picche, innanzitutto perché proprio in quei giorni sarà troppo affacendato in relazioni diplomatiche con i suoceri, in secondo luogo perché il prezzo per l'entrata al Mugello è improponibile, ti perquisano e non si possono far entrare motori.
Dunque mi trovo col culo per terra e mi si presentano due allettanti alternative: la prima consiste nel partire da sola o al massimo con i gatti verso destinazione imprecisata, mare probabilmente... ma dove? e poi da sola, che palle... la seconda è quella restare a mestre e cercare di dare una parvenza di civiltà al "magazzino" in cui vivo.

Ah vacanze sogno... Hawaii... Marylin Monroe... cadillac decapottabile...

scritto da francilastrega alle 12:35 | permalink | commenti (6)

venerdì, maggio 27, 2005

Legge di Jones 

Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno cui dare la colpa.

Beh, oggi la colpa non è mia, è del tipografo. Ma non sorrido affatto. 35.000 copie di un depliant stampate sbagliate all'unico cliente che non rompe le palle. Sono desolata.

scritto da francilastrega alle 15:16 | permalink | commenti (12)

lunedì, maggio 23, 2005

Tua senza ritorno (andrea me la paghi) 

Ricevo l’ennesima fuffa e, quindi, come esimermi?

Peso dei files musicali nel mio disco esterno: 82Gb, vari generi con prevalenza di: acid jazz, anni ‘80, rock, jazz, hard rock

L’ultimo CD che ho comprato: Deep Purple - Made in Japan - perché l'avevo perso

Canzone che sto ascoltando ora: Marlene Kuntz- Festa Mesta

Cinque canzoni che ascolto spesso: I-tunes dice: Battiato - Prospettiva Nevski, Paolo Conte - Max, Bluvertigo - Altre forme di vita, Queen - don't stop me now, The Cure - Killing an arab.

Cinque a cui passo il testimone:
Pillowsky
Vibelicious
Clio
Condonato
Edoardo

... e me ne lavo le mani...

scritto da francilastrega alle 17:05 | permalink | commenti (18)

 

Ho provato ad assaggiarne una tra le tante, ieri, nel viaggio di ritorno. Salata, sì, ma non solo. Dentro quella goccia c'era il sapore di una gita in motoscafo, molti anni fa, quando ci ritrovammo tutti a Garda a conteggiare gli anni di bocciatura e il Dezo, con i suoi due diplomi, rovinava la media. Sapeva di una nottata ad aspettare il Gran Premio di Australia, soli io e Alberto in taverna da me ed io che capii di avere un amico speciale. Di quella sera in cui ballai un lento col Chele sul tetto della sua macchina e delle pacche sulle spalle del Sorcio. Sapeva di buono, quella lacrima.

scritto da francilastrega alle 14:41 | permalink | commenti (3)

giovedì, maggio 19, 2005

Un camparino in un bicchiere da litro. Pieno. 

Al bar del Pillowsky uno può sedersi sullo sgabello nell’angolo e tenere d’occhio chi entra e chi esce senza farsi notare. Il barista è un tipo strano, capellone e con un buco nel naso dal quale potrebbe passare anche una matita, con un sorriso disarmante che poco s'addice alle cento saracche che fioriscono i suoi discorsi. E non si capisce come riesca a campare poiché acquista la merce, consuma la merce da sé e paga perfino l'iva (o quantomeno sostiene di pagarla). Il barista, inoltre, nei suoi momenti migliori trascrive i propri deliri fantaetilici, compone canzoni, progetta giochi da tavolo eticamente scorretti.

Il barista si divide tra moto ed alcool, riuscendo a portare avanti entrambe le passioni con impegno e dovizia. Anche contemporaneamente. Sopra l'armadio nella stanza del barista c'era un foglio bianco a quadretti scritto in stampatello. Ora quel foglio avrà dieci anni, anche di più, ce l'ho io e quando sono triste è bello leggere che "Francy è una ragazza che sa cosa vuol dire amore / Francy è una ragazza che conosce anche il dolore / Francy è molto coerente con la gente / Francy piace a tutto però non ce l'ha nessuno / Francy è la ragazza dei sogni / solo lei sa capirti e comprenderti" e domandarsi quale melodia il barista avesse associato a queste strofe, visto che non me l'ha mai cantata.

Di Bar del Pillowsky però ce n'è uno e per gli altri non ce n'è. Ma per chi sogna forse c'è... Buon compleanno, oste della malora.

scritto da francilastrega alle 17:21 | permalink | commenti (22)

mercoledì, maggio 18, 2005

 

Trovata qui:

"La cilindrata di un SUV è direttamente proporzionale alla panza del pilota e inversamente proporzionale alle dimensioni del suo organo genitale."

Speriamo che non legga papà...

scritto da francilastrega alle 18:35 | permalink | commenti (19)

lunedì, maggio 16, 2005

Problemi? Ammazziamoci, siamo qui apposta... 

Riunisci quattro donne giovani, più che piacenti, laureate con ottima media, alla prima esperienza di lavoro. Affida loro tre o quattro progetti newbusiness da gestire. La prima settimana vedrai quattro apine laboriose che s'affannano in giro per i corridoi. La seconda settimana entreranno una alla volta nel tuo ufficio a sparlare delle altre. La terza settimana due se ne andranno. La quarta settimana verranno rimpiazzate da altre due altrettanto piacenti ma con esperienza lavorativa. La quinta settimana, finalmente, potrai goderti il match di lotta nel fango. Ed io, che sono previdente, avevo spedito gli inviti e comprato il pop corn già due settimane fa :)

scritto da francilastrega alle 16:16 | permalink | commenti (17)

Tecnologia 

Allora la storia è questa: si installa MacOS 10.3 su un disco firewire da 120 giga. Si attacca il disco ad un iMac graphite con 250 mega di ram, si collega il masterizzatore DVD all'iMac e la videocamera digitale al disco firewire. Si apre toast 6 e ci si masterizza in dvd 'sti quattro giga del filmino dei suoceri.
Considerando che a casa c'è pure un G4 a torre ed un G4 portatile (inutilizzabile perché dotato di una sola presa firewire), mi sa che SJ è impazzito.
Comunque, per masterizzare, si masterizza. Anche se ci vuole un po' di pazienza... da ieri alle 14:30 fino ad oggi, per esempio.
Diceva bene Mandy... "Being with you they call me the fool"....

scritto da francilastrega alle 12:22 | permalink | commenti (1)

domenica, maggio 15, 2005

E così tu mi sfidi ad imitare Bia ed a fare qualche magia... 

SATOR

scritto da francilastrega alle 11:23 | permalink | commenti (5)

venerdì, maggio 13, 2005

 

Con che mi devo addormentare questa sera? Ne ho di scelta... riflettere su ciò che potrebbero essere rousseau o hobbes nel 2005... sul film di Van Gogh (sul quale stanno ciarlando da ore senza finalmente trasmettermelo), sulla famiglia e le figliole del Candido costrette a mangiare gli antiparassitari dell'orto (l'orto del Candido), sulla relatività del mito, sul fascino dell'espressione "terra del latte e del miele" rispetto a "bassa padana", su Ferdinando re di napoli e delle due sicilie, sul pacifismo dei bradipi... tanti sarebbero i pensieri che mi condurrebbero rapidamente in volo con mab o in braccio a morfeo... ma domani c'è un cliente importante con cui discutere di un biglietto da visita e devo ancora darmi lo smalto.

scritto da francilastrega alle 00:05 | permalink | commenti (11)

mercoledì, maggio 11, 2005

Reverendum 

Moooolto obiettivo il servizio sul TG1 delle 13 (o 13:30? boh) sul referendum eh? La par condicio di cui tanto si riempirono la bocca è stata già digerita e defecata, evidentemente... (certo che se m'hanno mostrato la Bindi, per par condicio chissà chi ci mettevano... meglio non sapere...).
Incomincio a credere che il polacco non sia morto di morte naturale, ma che l'abbiano fatto fuori per risvegliar lo spirito (follia?) cattolico in vista del referendum. E non sarebbe neanche un'idea così stupida, a certe cose sono abituati: me ne rendo conto ogni volta che vado a sciare a Falcade.

scritto da francilastrega alle 17:55 | permalink | commenti (9)

martedì, maggio 10, 2005

 

fra

Sono io, tale quale.

scritto da francilastrega alle 16:38 | permalink | commenti (17)

 

E poi non poteva finire così. Perché il giorno dopo si sposava Marco. Così SirJ, all'imbarcadero del battello, mi fa: "Beh, domani ti metti le scarpe da ginnastica". Eeeehhhh? A parte il fatto che il mio moroso retrogrado non sa dell'obsolescenza del termine, oggi sostituito con sneakers, rimango basita di fronte alla sua insensibilità: "Guarda, vecchio, piuttosto faccio a meno di venire!".

E, per i deboli di stomaco, il capitolo finisce qui. Per i curiosi temerari, invece, proseguo il racconto. Arrivo a casa, riempio la vasca di acqua fredda e sale grosso e ci immergo ciò che resta dei miei piedi, ovvero due specie di cannoli gonfi e contusi ché, per evitare di camminare sulle vesciche, ho assunto qualsiasi tipo di postura un ortopedico sconsiglierebbe. Rinfrescata un po', m'improvviso infermiera Hathaway, foro le vesciche, tampono 'sto mezzo litro di sostanza secerne, appoggio una fila di cuscini alla testiera del letto e mi stendo così, con le gambe all'aria, aspettando il Dottor Ross... ehm Sirj.

Che tanto l'indomani, se non altro, la cerimonia comincia a mezzogiorno, quindi ho tutto il tempo di prepararmi in pace: colazione leggera, bagnetto profumato, depilazione, lavaggio di capelli, stiratura dei medesimi, sfoltimento sopracciglia, makeup, vestizione. E sticazzi. Sabato mattina, infatti, mi sveglio all'alba delle undici... insieme a SirJ, che è testimone dello sposo, ed a suo fratello. Ciò che segue è un'interpretazione senza censure di linguaggio delle prime scene di Quattro matrimoni e un funerale. Anche perché siamo in tre ed il bagno è uno solo. Eliminata dalla scaletta la potatura delle sopracciglia, sostituito il bagnetto profumato con una doccia veloce, sostituito e non per decadenza il termine makeup con "buttarsi in faccia qualcosa che elimini quei calamari neri sotto gli occhi", la vestizione diventa il momento di maggior concentrazione e preoccupazione. Ok al vetito della mamma di seta marrone con motivi tono su tono ed alla giacca bianca sempre in seta, che fa tanto bon ton e sta benissimo con lo sciallone in raso opaco. Perfetto il cappello bianco tipo vigile della nonna che accentua l'effetto corsa ad ascott ma che in qualche modo sdrammatizza, il problema resta che scarpa mettere. Quelle della sera prima sarebbero perfette, ma resisterò? Mi da una mano il Dottor Schöll, con i suoi cuscinetti al silicone. La camminata è compromessa ma posso sempre appoggiarmi a SirJ o a suo fratello.

Ovviamente arriviamo in ritardo, per la serenità della sposa... ma neanche di molto. Sposi sposati, mangiato, bevuto, ciarlato.
Trascino i resti di me stessa a letto, viva i spösi e cosissia.

scritto da francilastrega alle 10:31 | permalink | commenti (3)

lunedì, maggio 09, 2005

 

Dunque venerdì cerco di conservare il mio buonumore e la serata si prospetta perfetta: perfetto il mio capo che mi lascia uscire dall'ufficio due ore prima, perfetto il tempo soleggiato con brezza, perfette le scarpe con tacco alto ma comode come pantofole. Alle sei sono pronta. Arrivo a Piazzale Roma, trovo SJ ma già all'imbarcadero dei taxi capisco di aver compiuto un'immane cazzata: ho sbagliato calze. E il bello è che ero tutta fiera delle mie calze: di seta, splendide, non troppo scure, non troppo gialle. Da sabot, con sotto i gommini per non scivolare a forma di chiave di violino, fatte apposta per la fenice, insomma. Ma le chiavi di violino dopo pochi passi hanno cominciato a trasformarsi in briciole e poi ancora in ghiaino da ghiaccio ed ogni volta che appoggiavo il piede era un gloria al padre. Parevamo proprio innamorati, SJ ed io, con me appoggiata (accasciata) al suo braccio ed il sorriso paralizzato sulle labbra, mentre salivamo le scale per il palco. Con noi due francesi, che non potevo neanche togliermi le scarpe per controllare il misfatto. Alla fine non ce l'ho fatta e mi sono persa un pezzo di spettacolo per andare in bagno a medicare quelle due vesciche grandi come patate che s'erano formate. Solo che non è che nei bagni della fenice una possa sollevare la gamba, aprire il rubinetto e far scivolare il piede sotto l'acqua del lavandino... e se entra qualcuno? ma io avevo bisogno d'acqua. Anzi, di ghiaccio, avrei avuto bisogno... che fare? Allora ve lo spiego io cosa farebbe qualsiasi signorina educata dalle orsoline del sacro cuore: si entra in toilette, si prepara tutto un materasso di carta igienica per terra, ci si sfila le calze bestemmiando un po', si tira lo sciaquone sul piede, facendo ben attenzione a non toccare la tazza. Poi ci si asciuga il piede sul materassino di carta igienica, ci si reinfila le calze in qualche modo, si stringe i denti e si torna al palco, azzittendo con uno sguardo feroce la maschera che ci intima di far piano, con quei tacchi (e porca troia...)!
Torno al mio posto e con le lacrime agli occhi rivolgo il mio più solidale sorriso a quelle povere ragazze di bejart... sono come voi, amiche: i miei piedi soffrono quanto i vostri.

scritto da francilastrega alle 11:59 | permalink | commenti (85)

Bejart 

Che il primo ballerino fosse davvero un bel fjo non c'è dubbio. Che la vista di una quarantina di uomini seminudi che ancheggiano a ritmo del Bolero di Ravel possa generare qualche emozione non mi preoccupa. Ma un nutrito gruppo di signore sessantenni altolocate con la bava alla bocca e le mani rovinate dagli applausi non è spettacolo di tutti i giorni!

scritto da francilastrega alle 10:57 | permalink | commenti

venerdì, maggio 06, 2005

Oh we got deux heures de soleil! 

Una notte serena senza incubi inconsci ed il sole che ti aspetta con quel suo sorriso buffo al mattino che ti verrebbe da chiedergli ehi e a te chi t'ha fatto entrare - ma non ci riesci perché sotto sotto ti è simpatico. Cancello il mal di schiena con una bustina di aulin buttata giù così, senz'acqua, come a schiacciare una zanzara distrattamente, poiché nulla può contro me, questa mattina.

scritto da francilastrega alle 15:47 | permalink | commenti (1)

avviso 

Per tutti coloro che non riescono ad aprire i propri weblog: shinystat fa le bizze in questi giorni. Se togliete (provvisoriamante) il codice shiny dal vostro template riuscirete a completare l'apertura della pagina.

scritto da francilastrega alle 11:16 | permalink | commenti (1)

giovedì, maggio 05, 2005

R.I.P. 

Mi si fa notare che non scrivo mai di lavoro nel weblog. Perché dovrei? E cosa dovrei scrivere? Io qua dentro mi trovo bene, non ho nulla per cui lamentarmi e a me piace lamentarmi sul weblog. Però però però... ci sono un paio di cose sulla professione che svolgo delle quali mi posso lamentare, eccome. I clienti, per esempio, questi vulcani di idee, fulgide fonti di energia, ventri inesauribilmente ingravidati dalle funzioni art di microsoft word. Abortiscano le loro cazzate da sè, allora. Mettano i loro feti raggrinziti nelle mani di qualche ragazzino smanettone che sappia aprire photoshop, invece di pagare malvolentieri chi, forse presuntuosamente, si ritiene un professionista. Eppur senza clienti non si può stare... personalmente se va avanti così di clienti me ne faccio un paio a sera sul Terraglio.
Ma la lamentela più grossa, quella che mi sta qui, proprio a livello gozzo, è sull'inviolabilità del marchio/logotipo. Ho avuto la fortuna di avvicinarmi al corporate design attraverso il maestro supremo, Dieter Telfser. Dico, non uno qualunque. Ma sono un'allieva indisciplinata, io. Ascolto la legge per conoscerla e trasgredirla meglio. Dieter sosteneva che la definizione visuale dell'azienda, la sua identità ed il primo approccio verso gli interlocutori debba essere tenace nel concetto ma flessibile nell'applicazione. Vado oltre, per la prima volta: me ne frego e non se ne abbia a male Dieter: l'assenza di superio nel mio inconscio m'impedisce l'accettazione di qualsiasi limite o regola. Me ne frego di logo, marchio, font. Il logo è mio e me lo gestisco io. E se domani mi sveglio allegra e mi gira di rivoltarlo come un calzino, lo faccio. E se dopodomani ho un calo d'umore, lo schiaccio. Se ho le mestruazioni lo tingo di rosso. Ah, quant'ho goduto quando, per un concorso, ho disegnato una tavola da snowboard per la Salomon! Con quale piacere ho sputtanato il marchio, la grande S! I francesi sono avanti: sul bando di concorso era fatto esplicito che avrei potuto operare a mio piacere sul marchio... se lo possono permettere, sono grandi, loro, non come certi pidocchietti di clienti che mi ritrovo. Uccidiamo il logo per farlo rinascere, tappezziamo di grandi S diverse l'ufficio. Only the brave, direbbe Gerry Scotti.

scritto da francilastrega alle 12:29 | permalink | commenti (11)

martedì, maggio 03, 2005

Simone 

Son già passati otto mesi. Per certi versi adesso è anche peggio: se i primi giorni, infatti, sentivo dentro me ben distinta la tua voce ora è più confusa, mi devo concentrare per ricordarla. Vengo spesso al cimitero, ogni volta che viaggo verso Cles senza Sergio. Ogni volta ci trovo ninnoli nuovi, qualche fiore, candele. Me ne sto lì a parlare col marmo e mi sento ridicola. Piango, sempre. E mi sento ancora più ridicola. Ah non credere, mi conosci, piango più per me che per te. Diciamo che piango per me perché te ne sei andato senza chiedere il permesso, senza salutare, tra l'altro mi devi ancora portare a volare. Col piffero che ti avrei lasciato andare.

scritto da francilastrega alle 11:18 | permalink | commenti (12)

Venerdì non ci sono per nessuno. 

bejart

Perché sarò qui.

scritto da francilastrega alle 10:18 | permalink | commenti (17)

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