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| mercoledì, marzo 30, 2005 Sergio m'ha regalato un Opinel ed io, con pazienza salomonica, ho scortecciato un palo di due metri per farne il suo bastone da telemark (ora sono piena di vesciche..).
Ieri ero in Marmolada, immersa in mezzo metro di neve freschissima, di quella bella, powder la chiamano, di quella che esci dalla pista per lasciare la serpentina e far schiattare d'invidia la gente in seggiovia che ti vede e pensa "quella lì si sta proprio divertendo!". Ieri era così. Ieri.
scritto da francilastrega alle 15:24 | | commenti (26) martedì, marzo 22, 2005 Sono stufa di marchette. Da due mesi vado avanti a far marchette: il santino elettorale del consigliere, il minimanifestino di quella che si tromba il candidato sindaco, il volantino con le offerte evidenziate del megastore di cancelleria, la bozza per un houseorgan che non verrà mai realizzato.
Accorrete gente, c'è spazio per tutti: abbiamo grafica per aziende, alberghi, gruppi di preghiera, comunità terapeutiche, moschee e qualunque aggragazione di antropoidi in grado di pagare una fattura, come avrebbe detto W. Fontana (che, pare, di marchette se ne intenda più di me)!
scritto da francilastrega alle 14:35 | | commenti (8) lunedì, marzo 21, 2005 No la me vol pu ben
La me da giò el veren
la prega dì e not che crepia
la prega dì e not che crepia
No la me vol pu ben
La me da giò el veren
La prega dì e not che crepia
Enveze mi ston ben.
scritto da francilastrega alle 19:23 | | commenti (5) Domenica sera svogliata in discoteca, sapendo che non si sarebbe fatto tardi, né si sarebbe bevuto di più perché il giorno dopo era lunedì. E c'era la scuola, naturalmente.
"Oh, finalmente il vecchio mi lascia la Porsche, domani. Vado a Trento a fare il tagliando". Quello lì era sempre un po' teatrale nelle sue esternazioni, ma l'occasione meritava poiché, da quando aveva distrutto il 911 Targa, suo padre lo teneva lontano dalla nuova porsche turbo rossa fiammante.
"Anzi, sai cosa? Domani mattina ti passo a prendere e ti porto a scuola". Era strano che quello lì si preoccupasse di me, non tanto per cattiveria quanto per il suo ego-ismo radicato dall'infanzia.
"Ok, bello. A che ora passi?"
"Sette e mezzo sono da te."
"Perfetto."
Il giorno dopo ero alla finestra dalle sette... non credevo sarebbe arrivato puntuale, quello lì non lo era mai. E invece, finalmente, la porsche rossa compare. Vedo quello lì che arriva, si volta, guarda in direzione della finestra della mia cucina. E tira dritto. E tira dritto??
Ah, sarà andato a fare benzina giù al suo deposito, vedrai che torna indietro...
E invece no.
E allora sveglia papà, accompagnami fino alla stazione, a scuola ci arrivo in ritardo questa mattina. Non infierire. Si vede che ho gli amici che mi merito... ch'aggiafa'...
(...)
"Grazie per il pacco di lunedì."
"Eh?" "Lunedì mattina. Mi dovevi portare a Trento" "Oh porcaputtanavaccamerda... scusa, Franci, me ne sono dimenticato... no ci ho proprio pensato più..." "Ma se ti sei anche voltato a guardare, quando sei passato sotto casa..." "Che c'entra? Sei la mia migliore amica, quando passo sotto casa tua mi volto sempre a guardare!"
(...)
No, non avevo gli amici che meritavo. Anzi, c'erano. Ma di certo non era quello lì. Che, dal suo canto, non avrà mai più un'amica come quella che io fui per lui.
scritto da francilastrega alle 15:31 | | commenti (14) giovedì, marzo 17, 2005 Messico e nuvole,
la faccia triste dell’America
e il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho…
P. Conte
scritto da francilastrega alle 22:01 | | commenti (9) mercoledì, marzo 16, 2005 
E sia. Le mie chiappe avevano parlato chiaro: niente più sci leggeri per il telemark. Io stessa avevo parlato chiaro: voglio un paio di sci da telemark che siano sci creati per il telemark.
La neve stessa aveva parlato chiaro: visto che non siamo in colorado e neanche in canada, vedi di prenderti un paio di sci che tengano sul ghiaccio e in pista.
Poi sono arrivati SJ, i suoi compagni di merenda, Luca Gasparini su the white planet ed una serie di riviste che m'hanno sussurrato voluttuosamente: "Scegli uno sci fat"... "Ma no, io ci devo scendere in pista..." "scendi uno sci fat, andrà comunque meglio dei tuoi skitrab"... "ma no, io voglio un K2 da telemark, lo vogliono le mie chiappe, lo voglio io, lo vuole la neve! Questa volta non mi faccio condizionare da nessuno, voglio uno sci da telemark".
Eccolo qua, il Pocket Rocket. Con il mio attacco G3 sarà perfetto per scivolare sul ghiaccio, procurarmi ematomi alle chiappe e per scendere la gran risa all'indietro.
Neanche a Dieter riuscivo a dire di no quando mi suggeriva di comperare una cintura di swarowky che sapevo non avrei mai indossato.
scritto da francilastrega alle 15:28 | | commenti (9) martedì, marzo 15, 2005 Ma se le leggi esistono già, perché paghiamo un sacco di parlamentari?
scritto da francilastrega alle 11:40 | | commenti (11) Trascrivo lettera per lettera (oovero copio e incollo) quanto postato nella mailing list "Veneto Liberale" da tale Barby25 (mioddio).
I nazisti radicali vorrebbero far passare la difesa per la vita umana come l'ennesimo scontro ideologico tra "clericali" e antiklerikali il chè dimostra come oltre ad essere assolutamente ignoranti siano dei nazisti criminali perchè andando a votare ai referendum (si o no non importa) significherebbe raggiungere un quorum che impedirebbe alla Legge 40 di rimanere ciò che è.
La Legge 40 oggi TUTELA sia il concepito (che è bambino in qualsiasi caso) sia la madre. Il fatto che i radicali non lo vogliano capire per una questione meramente politica li rende dei criminali allo stesso livello che i nazisti.
I vescovi cattolici, tutto il mondo cattolico laici compresi, tutti coloro che pur non essendo cattolici vogliono difendere la vita umana perchè sanno che uno Zigote è un bambino esattamente come lo è un embrione, un feto , un neonato ecc. ecc. perchè sono tutti stadi della stessa sostanza chiamata persone, dichiarano guerra ai referendum per difendere la Legge 40 GIÀ ESISTENTE che regola la fecondazione medicalmente assistita in modo che non si trasformi in un Far West procreativo.
Noi cattolici e tutti i giusti che difendono la vita umana vogliamo far fallire il referendum in modo che il quorum non venga raggiunto al fine di DIFENDERE MIGLIAIA DI VITE UMANE CHE IN CASO CONTRARIO VERREBBERO TORTURATE E DISTRUTTE.
Non si può usare una vita umana per un'altra. Sarebbe allora la stessa cosa prelavare qualcuno di voi dalla propria casa, senza chiedervi se siete d'accordo, portarvi in una sala operatoria e squartarvi per tirarvi fuori gli organi sani che servono a qualcuno che sani non li ha.
Ciò che i nazisti radicali vorrebbero fare ai bambini-embrioni è la stessa identica cosa.
Il fatto chei nazisti radicali si accaniscano in un modo a dir poco mostruoso sugli embrioni nonostanti che anche per le staminali, siano le cellule prelevate da adulti a curare e non quelle embrionali che in 30 anni non sono servite ad un'emerita cippa dimostra come i radicali siano consapevoli della sconfitta non solo sul piano etico (che loro trasformano in anti etico) ma soprattutto sul piano politico. Per i nazisti radicali non conta la vita umana. Conta il loro prestigio politico che "difendono" calpestando i diritti inalienabili degli esseri umani e per giunta nella fase più delicata della loro vita quando tali esseri umani dovrebbero essere protetti e tutelati non torturati ed ammazzati come vorrebbero i criminali radicali.
I cattolici proprio perchè sono COERENTI CON LA DIFESA DELLA VITA che non è il privilegio degli "adulti" nè il privilegio dei più forti, stanno cercando di DIFENDERE LA VITA UMANA al di là degli interessi di bottega che i radicali criminali dimostrano di avere, per dare ai più piccoli ed indifesi come lo sono i bambini-embrioni L'INALIENABILE DIRITTO ALLA VITA E ALL'ESISTENZA soprattutto perchè un embrione GIÀ ESISTE e è una mostruosità ucciderlo solo perchè "più piccolo".
Ed infatti memori di una frase del Cristo che disse: "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", NON vogliamo che dei piccoli esseri umani come li sono i bambini-embrioni vengano TORTURATI ED UCCISI per la bramosia di potere o l'egoismo di persone adulte che farebbero di tutto per avere UN BAMBINO non considerando LE MIGLIAIA DI BAMBINI che verrebbero distrutti solo perchè non "perfetti", non "compatibili" e "troppo piccoli da visualizzare" per potersi rendereconto che sono BAMBINI.
Anche se le eventuali modifiche alla Legge40 se i referendum passassero non sarebbero imposte alle coppie che non la pensano come i nazisti radicali, tali modifiche alla Legge 40 oltre a non tutelare la sicurezza delle donne che ingenuamente si affidano a pratiche pericolose e difficili che tra l'altro potrebbero portare a vere e proprie anomalie, DISTRUGGONO MIGLIAIA DI BAMBINI-EMBRIONI che essendo esseri umani come ciascuno di noi verrebbero UCCISI.
Non si tratta quindi di "pensarla diversamente" ma di AGIRE NEL MODO PIÙ CORRETTO AFFINCHÈ ESSERI UMANI VENGANO SALVATI. L'unico modo per salvarli è di mantenere la Legge 40 così com'è ed ASTENERSI dall'andare ai referendum.
È più importante difendere vite umane oppure il "pensarla diversamente"? L'opinione solo può agire in una sfera soggettiva e personale. In caso contrario una persona accusata di omicidio dovrebbe essere condannata solo perchè i giurati "penano" che la sua sia una brutta faccia e solo per la sua brutta faccia verrebbe condannato. Il "pensare" è differente che il ricercare la Verità. Io posso pensare che il colore dei pantaloni di tizio non stia bene con la sua figura (pensiero soggettivo e del tutto personale) ma non posso obbligare il tizio a togliersi i pantaloni perchè non mi piacciono. Si posso obbligare a toglierli se ho le prove che quei pantaloni gli facciano male alla pelle perchè la tinta è stata mischiata con un acido.
Ed è qui che sta la differenza. Quando un qualcosa mette in pericolo la vita di una persona o di molte persone è nostro dovere difendere l'essere umano e di agire in base ad una GIUSTA SCELTA OGGETTIVA che difenda la vita di quella o di quelle persone.
I limiti che la Legge 40 ha dentro di sè tutelano sia il nascituro che la madre ed evitano che la ricerca scientifica si trasformi in un abuso e in un sopruso nei confronti dei più deboli ed indifesi che sono gli embrioni-bambini.
I cattolici-liberali hanno il dovere di evitare che MIGLIAIA DI VITE UMANE VENGANO TORTURATE ED UCCISE. I cattolici liberali non essendo idioti, RICERCANO LA VERITÀ USANDO LA LOGICA e non usando i sofismi come fanno sia i comunisti sia i radicali che per il loro modo di agire si stanno dimostando dei veri e propri orchi.
Chi cerca di far passare questa guerra ai referendum come l'ennesimo scontro politico tra clericalismo e antiklericalismo come al solito è in perfetta MALAFEDE. Chi appoggia la Chiesa Cattolica lo fa perchè ha capito che difendere la Vita Umana è UN DOVERE che corrisponde alla Ricerca della Verità. Nessun cattolico e nessuna persona che sta dalla parte della vita umana è un robot come fanno credere ipocritamente i radicali.
Io sono cristiana e VOGLIO DIFENDERE LA VITA UMANA SENZA SÈ E SENZA MA, perciò NON ANDRÒ A VOTARE AI REFERENDUM.
Sono LIBERA di NON ANDARE A VOTARE AI REFERENDUM.
Migliaia di bambini-embrioni ci ringrazieranno per aver dato loro la possibiità di CONTINUARE A VIVERE.
Sul mio sito www.barby25.com potrete trovare (colonna di sinistra) moltissimi articoli riguardanti la fecondazione assistita, gli embrioni e il perchè dell'astensione ai referendum.
Grazie
LH ==*V*==©
Risposta di Armando :
Io sono sempre più convinto che gli embrioni bisogna assolutamente selezionarli.
scritto da francilastrega alle 11:37 | | commenti (5) mercoledì, marzo 09, 2005
Dunque è successo. Malgrado tutte le mie preghiere la vecchia G non ha diminuito i consumi e mio padre ha deciso che devo smettere di finanziare i paesi dell'OLP. M'ha procurato una macchina da sogno: un'Audi A6 Avant 2.5 diesel quattro per quattro, tenuta come un confetto e praticamente full optional. Uno scoppiettino che raggiunge i 200 all'ora consumando un terzo della mia (che però ne faceva 120 di Km... all'ora).
Lo scorso week end, quindi, sono andata a casa dei miei, per portare la G a riposare. Non è un addio, è un arrivederci. Ora avrò il tempo per lasciarla da un meccanico per sistemare tutti i suoi acciacchi di anzianità. Poi l'assicurerò mese per mese e, finalmente, la porterò a fare un po' di giretti senza forzarla, senza partire a motore freddo, senza schiacciare l'accelleratore a tavoletta... magari a fare un po' di sterrato dolce.
Quando mio papà m'ha chiesto le chiavi ho sentito qualcosa in gola che non m'ha lasciata deglutire per un po'. Quando mio papà, nel parcheggiarla, ha preso una colonna ed ha staccato un pezzo di barra laterale antiurto ho sentito qualcosa nel braccio che ho bloccato con fatica.
E vabbè. Ora sono proprietaria di un'automobile che non mi sarei mai potuta permettere. Sedili in pelle regolabili in altezza, profondità e addirittura morbidezza, un sacco di lucette che si accendono e si spengono, ed un pedale che basta spingere un po' con la punta del piede per prendere il volo.
Sergio diceva che quando saliva sul mio fuoristrada gli sembrava di sentirsi alle spalle il fantasma di Freddy Mercury, ché ogni volta che accendeva la radio si ritrovava il CD dei Queen... naturalmente ho spostato il CD nel caricatore dell'Audi ed ora mi chiedo se a Freddy facesse più piacere sgolarsi per sovrastare il rumore infernale del vecchio motore mercedes 3000 diesel o preferisca canticchiare spaparanzato sulla pelle nera con i bassi che pompano.
scritto da francilastrega alle 16:36 | | commenti (31) giovedì, marzo 03, 2005 Cles è un paesone di sette/ottomila abitanti con una concentrazione di banche pari a circa 1 su 400 abitanti, (che già la dice lunga), ma pari a circa a 1 su 280 per quanto riguarda i bar... e ciò la dice ancora più lunga.
Morale: nulla da stupirsi se sono fatta un po’ così: ho trascorso l’infanzia tra nababbi ubriaconi, ma più ubriaconi che nababbi, non so se mi spiego.
Quando ero piccola ed i miei amici telefonavano a casa per cercarmi, mio padre rispondeva che “No, la Franci è a casa sua.” “Ma non è questa casa sua?” “No, casa sua è il Nicky’s bar, la trovi lì”.
Non che fossi l’unica a risiedere in un locale: si usciva da scuola e ci si trasferiva per trascorrere il pomeriggio giocando a carte, a biliardo, o con i vecchi videogiochi Mime. A volte mi piazzavo lì da sola, tanto, nel giro di pochi minuti, qualcuno che conoscevo sarebbe sicuramente entrato. Rientravo a casa (quella vera) alle sette, cenavo e mi ritrasferivo al bar. Una specie di oratorio alcoolico.
Me ne sono andata anche dal Nicky’s, senza una ragione specifica, senza di niente a nessuno, senza fornire spiegazioni. Sono anni che non ci metto piede perché dovrei spiegare al barista ragioni che non sono affatto in grado di fornire.
scritto da francilastrega alle 11:20 | | commenti (11) martedì, marzo 01, 2005 Week end di buon noncompleanno ad Ortisei, in megahotel spa, io e SJ soli.
A pezzi, dopo un giovedì notte da film di Tarantino (mioddio, potessi descriverlo... no, troppo pulp...), partiamo al mattino per Ortisei da Mestre. Ovviamente sbagliamo strada perché "ea Cheti" (la signorina del navigatore satellitare TomTomGO - el tonton -) è un po' permalosa e, se non si esegue subito la svolta suggerita, passa subito ad altra strada, chissenefrega se è più lunga di un centinaio di chilometri.
SJ, nel suo splendore, m'ha prenotato la megasuite in legno non trattato con bagno special. Per non fumatori. Divieto trasgredito in circa due minuti di permanenza... alla faccia di Sirchia.
"Che massaggio possiamo fare? Non ci capisco niente, ce ne sono di tutti i tipi..."
SJ: "Andiamo a informarci al centro fitness".
Signorina del centro fitness: "Puoi fare un massaggio ayurveda oppure potete fare in due un Bagno Rasul... vedrete, è molto rilassante, molto... mmmmh... bello".
Fra': "Ok, proviamo".
Ore 17:30 bagno rasul. Si entra in una specie di sudario orientaleggiante dove una stufa produce sbuffi di vapore. Ci si siede su due poltroncine in ceramica spalmate di gesso per non scivolare e ci si spalma con il contenuto della ciotolina sul bracciolo della poltrona che no, non è gelato variegato, trattasi di argilla. Sull'altro bracciolo una vaschetta con un piccolo getto d'acqua caldissima, per agevolare l'operazione. Musichetta orienale di sottofondo, la tipa ci spiega tutto ciò mentre noi, seduti nudi e crudi (fatto salvo per le mutandine di carta forniteci... quelle di SJ erano un vero spettacolo) ascoltiamo imbarazzatissimi.
La signorina esce, ci lascia soli e noi cominciamo diligentemente a spalmarci di argilla. Le luci si abbassano, rimaniamo al buio ed ha inizio il match. SJ schiaccia il tubetto dell'acqua sul bracciolo e mi schizza. Io gli rispondo lanciangli una manata di argilla. Ah è una sfida... altro schizzo, altra manata. E via di seguito. Argilla ovunque. Dopo venti minuti una pioggia gocciolante dall'alto cancella le prove del nostro disastro. E' arrivato il momento di spalmarsi d'olio, sedersi sulle sdraio, bere la tisanina e rilassarsi.
Per poi tornarcene in camera, in accappatoio, profumati come troie di un bordello afghano.
scritto da francilastrega alle 10:42 | | commenti (7) |
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