! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

lunedì, dicembre 27, 2004

 

Più di 20.000 morti.
Non sono mai riuscita a stimare le quantità e non riesco proprio ad immaginare cosa significhino concretamente 20.000 morti... ma solo a pronunciare la cifra mi vengono i brividi.

scritto da francilastrega alle 13:06 | permalink | commenti (14)

venerdì, dicembre 24, 2004

 

Ma allora gli uomini di parola esistono!

Un ringramento particolare a Maxime, che ha sistemato il template di questo weblog, che mi ha aggiunto i feed (anche se non so dove siano) e un sacco di altre cosine che un weblog per bene pare dover possedere.



scritto da francilastrega alle 11:25 | permalink | commenti (9)

mercoledì, dicembre 22, 2004

 

Voglio il coretto anche oggi

Tonight I’m gonna have myself a real good time
I feel alive and the world turning inside out yeah!
And floating around in ecstasy
So don’t stop me now don’t stop me
’cause I’m having a good time having a good time

I’m a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity
I’m a racing car passing by like lady godiva
I’m gonna go go go
There’s no stopping me...

scritto da francilastrega alle 15:49 | permalink | commenti (6)

martedì, dicembre 21, 2004

 


HABEMUS DOMUS

scritto da francilastrega alle 19:34 | permalink | commenti (6)

 

Buon Natale gobbo maiale

scritto da francilastrega alle 16:35 | permalink | commenti (6)

 

Forse - forse - ho trovato casa a Zoldo per le vacanze di natale, dato che in val di non ci sono i miei e in marmolada ci sono i genitori di SJ.
Fa un po' ridere l'idea che io stia cercando casa in montagna, dopo tutto quello che ho fatto per andarmene.

scritto da francilastrega alle 16:15 | permalink | commenti

 

Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide
No escape from reality
Open your eyes
Look up to the skies and see
I'm just a poor boy, I need no sympathy
Because I'm easy come, easy go
A little high, little low
Anyway the wind blows,
doesn't really matter to me, to me

Queen

scritto da francilastrega alle 12:42 | permalink | commenti (9)

domenica, dicembre 19, 2004

 

E' a Belluno, tra poco sarà a casa. Ed io qui ad aspettarlo come sempre, ansiosa, come un bambino, di raccontargli di mio nipote che ha imparato a dire salame, che la gatta siamese sta bene, che sono passata ancora in cimitero da Simone, che papà è riuscito a collegare la stampante al suo zindoz, che in Paganella ci sono un sacco di sassi ed ora ho il fondo degli sci da rifare, che in autostrada ho litigato con un idiota... tutte cose di cui per altro ha già avuto una cronaca telefonica ma raccontargliele ed avere la sua attenzione tutta per me è diverso... E anche se so che sarà stanco gli dirò che anch'io mi sono alzata presto, sono andata a sciare con papà ed ho sopportato l'interrogatorio di mamma, che anch'io mi sono sciroppata tre ore di macchina per tornare a mestre e che quindi non può essere più stanco di me... che quel massaggio me lo merito, porca vacca.

scritto da francilastrega alle 22:20 | permalink | commenti (12)

venerdì, dicembre 17, 2004

 

Il mio rifugio spirituale si chiama web. Ma è un rifugio del tubo perché non ti trovo. Digito in quella stupida finestra il tuo nome insieme a tutte le parole chiave che mi saltano in mente ma te ne sei andato troppo presto... era il novantasei, internet non era ancora diffusa. Mi basterebbe un'immagine, due righe per sapere che oltre a me, oltre alla laura, qualcuno si ricorda di te. Ti penso spesso a casa di Leopoldo, nella sua camera dove dormii qualche ora anch'io... tu e lui appena maggiorenni in pomeriggi afosi intenti nel trascrivere i testi delle canzoni dei Supertramp, come m'avevi raccontato.

Ho trovato il sito del ristorante di Leopoldo, ci sono anche delle foto... lui ha il viso adulto e tu non ci sei. Ma accidenti, deve pur esserci il modo di ritrovare quella notte davanti al Duomo: tu e la Laura a scherzare, Leopoldo ed io a raccontarci le rispettive tristezze, così comuni. Ti cerco in google, altavista, alltheweb, virgilio... ti associo a Leopoldo, a Oreno, ai mercati ortofrutticoli, a numerouno. Te ne sei andato via senza lasciar tracce, troppo discretamente per uno che esordì togliendosi gli occhiali da sole "che tedio milano"...

Te ne sei andato via senza lasciarmi il tempo di scoprire i tuoi difetti...
Qualcuno mi parli di Mattia.

scritto da francilastrega alle 17:08 | permalink | commenti (6)

 

sergio caputo in tour in Italia a Febbraio. Questa volta NON POSSO perdermelo.

scritto da francilastrega alle 10:07 | permalink | commenti (6)

mercoledì, dicembre 15, 2004

 

Il mio più caro amico si chiama Alberto. Nella mia vita ci sono altri tre o quattro carissimi amici (tutti amici di Alberto) ma per lui nutro un affetto particolare, a volte morboso. Gli altri lo sanno ed accettano questo mio sentimento senza sentirsi discriminati (almeno credo... spero..., insomma). Lo conosco da sempre ma siamo amici relativamente da poco tempo: dodici, tredici anni, non ricordo.
Alberto è una geniale testa di cazzo, nel senso che possiede intelligenza, talento, creatività invidiabili dai più ma, un po' per sfiga, un po' per chissà quale motivo (anzi, i motivi credo di capirli perfettamente) non riesce a trovare la propria dimensione. Perché uno come lui è istintivamente un sognatore, che non si accontenta delle mille lire oggi e rincorre il milione di chissà quando. Alberto brucia e brucia e brucia, vive intensamente ogni emozione ed in questo ci assomigliamo così tanto che la tenerezza che provo nei suoi confronti è probabilmente quella che nego a me stessa. Entrambi rockstar fallite, a volte vorrei prenderlo a schiaffoni ed altre vorrei cullarlo, accarezzare i suoi capelli. Come quando lui, una sera abbastanza recente, m'ha salutata abbracciandomi e m'ha sussurrato il suo affetto. Ricordo momenti in cui io e l'Alberto (ribadisco, da noi s'usa anteporre l'articolo anche ai nomi propri) ci siamo sentiti un po' rockstar davvero, situazioni da videoclip che non torneranno mai più...
E dopo cotanto lirismo, la vera ragione di questo post: ripensaci, Mik. Stai lasciando una persona bella, bellissima e non troverai mai più nessuno come lui. Non credere ch'io sia cretina: lo so cos'hai passato, lo so come ci si sente, lo so che ad un certo punto ci si chiede se non si stia sbagliando tutto e se non sia meglio tornare alla casetta con lo steccato. Ma che senso avrebbe la casetta con lo steccato senza di lui? Mik, lui mi chiamava alle tre del mattino per parlarmi di te... Mik, nessuno l'ha mai fatto per me...

scritto da francilastrega alle 19:54 | permalink | commenti (16)

 

Sveglia polemica.

Gli stronzi del P.A.T.T. (Partito Autonomista Trentino Tirolese o roba del genere) volevano perfino cambiare il testo dell'Inno al Trentino (mioddio).
La questione riguarda il termine "italico", da sostituirsi, a dir loro, con "trentino".
Ma stiamo scherzando?!? Questa canzoncina la si canta in un'unica occasione: alla festa degli alberi, quando tutte le scolaresche vanno nei boschi a piantare gli alberelli. Questa canzone è forse l'unico mio ricordo bucolico e NON LA SI TOCCA.

INNO AL TRENTINO

Si slancian nel cielo le guglie dentate,
discendono dolci le verdi vallate.
Profuman i paschi, biancheggian gli olivi,
esultan le messi, le viti sui clivi.

O puro bianco di cime nevose,
soave olezzo di viti e di fior,
rosseggianti su coste selvose,
dolce festa di vari color.

Un Popol tenace produce la terra,
che indomiti sensi nel cuore riserba.
Italico il cuore, Italica mente,
Italica lingua che parla la gente.


O puro bianco di cime nevose,
soave olezzo di viti e di fior,
rosseggianti su coste nevose,
dolce gemma di vari color.

Custode fedele di sante memorie,
che porti nel cuore sconfitte e vittorie.
Impavido veglia al valico alpino,
o gemma dell'alpe o amato Trentino.

O puro bianco di cime nevose,
soave olezzo di viti e di fior,
rosseggianti su coste nevose,
dolce gemma di vari color.

scritto da francilastrega alle 11:51 | permalink | commenti (13)

martedì, dicembre 14, 2004

 

Ok ok penserò a qualcosa di nuovo per il weblog ma ora... questa devo proprio scriverla.
Bonolis da Vespa, ieri sera, a presentare il prossimo festival di Sanremo. Polemiche a parte, c'è stato un momento in cui ho visto il Paolone reggersi alla sedia. Si stava parlando di come alle serate si cercherà di dare un nuovo formato, di quanto il pubblico gradirà il cambiamento, dell'aura di positività portata dalla Clerici (VOGLIO VEDERLA VESTITA DA FATA TURCHINA, ditemi che si vestirà da fatina!), insomma, non erano ancora intervenuti i luzzato fegis di turno e si stava ancora presentando cotanta innovazione quando... ding dong... entra Masini. Ed io vedo il crollo di Bonolis sulla sedia... l'occhio basito e nessuna di quelle espressioni dotte che tanto piacciono al paolone arriva in soccorso. Dieci secondi di panico.
E' evidente: Vespa, spodestato dal suo dopofestival, ha voluto lanciare la macumba su Bonolis.

scritto da francilastrega alle 10:53 | permalink | commenti (7)

venerdì, dicembre 10, 2004

 

Questo weblog m'ha stancata.

scritto da francilastrega alle 11:01 | permalink | commenti (16)

giovedì, dicembre 09, 2004

 

Round and round it goes
and oh don't you know
this is the game that we came here for
round and round it goes,
and don't you know

Spandau Ballet

scritto da francilastrega alle 21:32 | permalink | commenti (4)

martedì, dicembre 07, 2004

 

L'altra sera nello show di quel gran baciapile di Vespa si parlava di regali di natale. Pegoraro Scanio era preoccupato perché le vendite di personal computer sono in calo. "Eh, i ragazzi italiani non sanno ancora usare bene i computer ed internet", sospirava. Forse hanno da sospirare più loro, che, magari, invece di comperare un computer nuovo ogni anno, si accontentano di quello un po' vecchiotto, dimostrando molto più spirito ecologista dell'onorevole sperperone, il quale pare sottovaluti l'imminente problema dell'hardware obsoleto.

scritto da francilastrega alle 20:12 | permalink | commenti (5)

 

Malinconia latente nei momenti più felici…
Stanchezza malsana di chi sa di poter far meglio. Inedia di arti e confusione ormonale. Chi sa prendere il tempo di giornate sprecate? Chi schiaccia il pulsante stop e chi quello start?

scritto da francilastrega alle 20:00 | permalink | commenti (1)

giovedì, dicembre 02, 2004

 

Care mammine e cari papini, sto bene. Ho inaugurato la stagione sciistica, ovviamente ne sono uscita con la febbre, sono stata ammalata lunedì ma da martedì sono tornata al lavoro (anche se ancora raffreddata) e, che ci si creda o no, non ho avuto tempo non solo per scrivere ma neanche per leggere i weblog altrui.
Domani sarà una giornata campale perché si inaugura la sede nuova e ci saranno un sacco di politicari, televisionari, giornalistari... loro non lo sanno ma in realtà festeggeranno il mio compleanno.

scritto da francilastrega alle 19:48 | permalink | commenti (17)

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