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| venerdì, ottobre 29, 2004 Brava brava Mariarosa ogni cosa sai far tu qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu. scritto da francilastrega alle 20:07 | permalink | commenti (4) Premessa: NON E' UNA QUESTIONE DI FEMMINISMO.
scritto da francilastrega alle 12:06 | permalink | commenti (10) giovedì, ottobre 28, 2004 Sono solo le dieci, questa nebbia spazza via il tempo e le distanze. Penso a mia madre, che è a Roma. Le ho telefonato prima, ha risposto Stefania: era al mercato… me l’immagino nella nebbia, tra le bancarelle. I riccioli ammosciati ne rivelano la fragilità. Come quella volta che litigammo e lei piangeva. L’abbracciai, le strinsi il volto sul petto e scoprii una testolina piccola sotto tutti quei capelli… mi fece tenerezza. Credo sia stata l’unica volta che in età adulta abbracciai la mia mamma.
scritto da francilastrega alle 10:43 | permalink | commenti (12) mercoledì, ottobre 27, 2004 Capitalia, Geronzi, La Loggia, L'Informazione, il Manifesto.
scritto da francilastrega alle 09:38 | permalink | commenti (6) martedì, ottobre 26, 2004 Per il prossimo week end sono a posto. Sabato si va alla fiera dello sport invernale a Modena (www.skipass.it) con sandro e Lorenzo (loro non lo sanno ancora ma verranno) e domenica in cazzeggio. scritto da francilastrega alle 15:58 | permalink | commenti (3) domenica, ottobre 24, 2004 La coda di paglia è un gran brutto attributo e per seguire la mia è meglio munirsi di pattini. Ne fossi stata priva forse oggi avrei segnato sul conto del comune di venezia la riparazione (o eventuale sostituzione) dell'alternatore della mia macchina. Premessa: la mia macchina è una Mercedes classe G (ho scritto classe, non punto), ovvero una jeep rossa che assomiglia vagamente alla camionetta dei pompieri. La mia G ha ventidue anni, e, considerando che l'età di un'automobile è paragonabile a quella di un felino domestico, posso tranquillamente definirla una grossa vecchia gattona rossa.
scritto da francilastrega alle 18:26 | permalink | commenti (9) venerdì, ottobre 22, 2004 Esco dall’ufficio per fumare una sigaretta. Passeggio nel cortile, un alito di vento fa scendere una pioggia di foglie. Lentamente, dondolando nell’aria. La primavera l’ho scoperta a Trento. A tentadue anni mi accorgo dell’autunno. scritto da francilastrega alle 12:40 | permalink | commenti (2) giovedì, ottobre 21, 2004 Sabato aprono gli impianti in Tonale. Spero non sia una pigna di mio padre per farmi trascorrere il week end in Trentino. scritto da francilastrega alle 13:34 | permalink | commenti (5) Per amore si fanno molti sacrifici. Per amore si può mentire. Ma la prossima volta che una delle sue amichette mi capita a casa alle dieci e mezzo con sportole piene di terrine a consumare la cena proprio quando io stavo per collassare sopra un portacenere, giuro che ritroverò la mia dignità e risponderò al suo finto candore. Non so casa, ma risponderò. Non so cosa, ma a Trento ero conosciuta come “Mina Vagante”.
scritto da francilastrega alle 11:58 | permalink | commenti (7) mercoledì, ottobre 20, 2004 E allora parliamo un po’ di Alto Adige. L’oroscopo pronostica un sagittario polemico. Io cercherò di limitarmi ai fatti. Merano è un posto assurdo. Un buco tra i monti in cui creativi ingegneri austriaci hanno reso la viabilità molto simile al gioco dell’oca (caselle con “torna al via” comprese) ma dove la gente è convinta di trovarsi a NYC. Certo, è gente all’avanguardia. Le persone, sia quelle di madrelingua tedesca (Tedesca? Gli stessi tedeschi - qvelli feri, ti Gemmania - non capiscono l’idioma farfugliato dagli autoctoni...) che quelle di origine italiana, vivono sovvenzionati dalle casse statali (le nostre tasche, parlando potabile): un pozzo senza fondo dove ognuno attinge legittimato dal ricatto di bombe e taglio pneumatici. Precisazione: a chi contesterà che da quelle tasche ho pescato molti soldi anch’io, posso degnamente rispondere che prima di spostare la residenza lassù, nonché dopo averla riportata in patria, ho versato in tasse gli stessi soldi che mi sono stati stanziati e che, se non ci fossero loro, pusillanimi teutonici, probabilmente il mio carico fiscale e quello di tutti gli altri italiani sarebbe meno gravoso.
scritto da francilastrega alle 15:25 | permalink | commenti (4) martedì, ottobre 19, 2004 Cieli grigi come questo mi ricordano gli ultimi giorni di vacanza. Tornata dal mare, avanzava sempre quella settimana per prepararmi al rientro in collegio ed erano peggio quelle giornate che non il rientro in sé. Per lo più ero in stato di profonda depressione e nostalgia per gli amici del mare, per lo sci nautico, per le ore piccole. Mia madre mi correva dietro con maglioni, mutande e valige, urlando che ero la solita irresponsabile. Io, con mazzi di calzini burlingthon in mano, riempivo fogli di diario e lettere che non avrei mai spedito. Il secondo anno è stato il peggiore. Sapevo cosa m’aspettava (le suore, i turni per il telefono, la centralinista puttana, la canadese, quelle di terza, il freddo…), sapevo che la guia non ci sarebbe stata e che mi sarei sentita ancora più sola là dentro.
scritto da francilastrega alle 14:33 | permalink | commenti (8) Buon compleanno, cara amica... (era un mondo adulto / si sbagliava da professionisti). scritto da francilastrega alle 10:35 | permalink | commenti lunedì, ottobre 18, 2004 Livefast ha cambiato casa, nome e tutto il resto. Lui forse se ne frega ma io resto in debito. scritto da francilastrega alle 14:48 | permalink | commenti giovedì, ottobre 14, 2004 Pensa che culo trovarsi a vivere questo periodo storico ed essere una persona di fede islamica, gay, di sinistra e magari con qualche disfunzioncina genetica… roba che hai lo stipendio assicurato per tutto l’anno. scritto da francilastrega alle 18:40 | permalink | commenti (4) Non eri tu che volevi partire
scritto da francilastrega alle 14:39 | permalink | commenti (1) E che c'avrei da scrivere?
scritto da francilastrega alle 10:04 | permalink | commenti (4) mercoledì, ottobre 06, 2004 Corollario.
scritto da francilastrega alle 20:09 | permalink | commenti (7) lunedì, ottobre 04, 2004 Dunque, vediamo se ho capito. Nell'immaginario collettivo giovanile essere di sinistra significa qualcosa tipo: mi alzo tardi, genio e sregolatezza, posso portare i capelli lunghi, la barba incolta e look sciatto. Posso fare a meno di sgobbare perché la mia società ideale si prenderà cura di me dal momento che io la ricambierò con le mie grandiose idee. Nel frattempo vivo da mami e papi, quei piccolo borghesi di merda. Mi dedicherò al sociale, aiutando i miei simili e anche i miei non simili. Ci metteremo insieme io, Tony, Bepy. Tony e Bepy metteranno i soldi ed io le idee. Ora però devo studiare. Posso laurearmi in vent'anni, durante i quali non smetterò di criticare le istituzioni che non versano sufficienti contributi alle università per mantenermi allo studio per i suddetti vent'anni. La sanità fa ugualmente schifo, tant'è vero che mi sento depresso. C'è solo da deprimersi in questo mondo liberista e per questo mi drogo. Droga e depressione sono mali sociali quindi mi faccio prescrivere dal mio medico di base sei o sette anni di terapia: devo parlare con uno specialista del fatto che tutti spremano le casse statali per i propri porci interessi. Sono pacifista e non violento. Per questo vado a manifestare in piazza qualsiasi cosa. Manifesto per nobili cause, io: la settimana scorsa sono stato con i miei amici pacifisti a manifestare contro la globalizzazione ed è stata un'occasione di riflessione, di socializzazione, di coraggio. Abbiamo partecipato al rito collettivo dell'ubriacarci insieme, abbiamo rigato tutti insieme venti o trenta automobili piccolo borghese, abbiamo sfondato due vetrine. Tutti insieme, all'unisono, senza padroni. Mica come quei porci fascisti che vanno allo stadio e si trovano a sfasciare macchine ed a sfondare vetrine. Sono di sinistra, sono creativo. Esibisco la mia arte per la collettività. Non voglio un soldo. La metto a disposizione del mondo intero, sul muro dietro casa o sul monumento in piazza, che risale all'epoca fascista, esterno la mia arte con lo spray. I miei acquisti sono rivolti solo a punti vendita equi e solidali. Costano tipo il sessanta percento in più ma tanto mamma e papà capiscono che i soldi che esproprio loro finiranno nelle casse di qualche cooperativa che creerà posti di lavoro equi e solidali a loro volta. Però in effetti 'sti cibi biologici sono un po' insipidi. Meglio ciulare a mia sorella quelle tavolette di Kit Kat Nestlé. Trattasi nuovamente di esproprio, crunch crunch. Meglio che li mangi io piuttosto che le povere madri ruandesi, che poi si abituano. Meglio morire di fame con dignità piuttosto che cibarsi dei cibi delle multinazionali o con alimenti geneticamente modificati... sono certo che la pensano così anche loro, tra un rantolo di fame e l'altro.
scritto da francilastrega alle 19:49 | permalink | commenti (22) venerdì, ottobre 01, 2004 Questo post è per il mio caro amico Guido. Mo' gli faccio vedere io chi scrive bene.
scritto da francilastrega alle 19:08 | permalink | commenti (3) |
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