! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

lunedì, agosto 30, 2004

 

La Pina ce la sta facendo. E' ingrassata ma i suoi occhi sono perfino più belli di una volta, di quando tutti credevamo che fosse una strafiga, di quando nessuno immaginava che lei, quella lì, potesse avere dei problemi. Con quel fisico, con quei capelli, con quegli occhi e con tutti quei soldi non si possono avere problemi. E infatti lei ci è stata in vacanza, a Varese. Sei anni di vacanza in una clinica che le ha ricostruito l'essere. Ora non mette più soggezione a nessuno, ora è lei ad avere soggezione. Perfino di me... Ma sorride e ti racconta del suo matrimonio fallito con il figlio del Gran Maestro con un po' di malinconia e un po' di autoironia ed io la ascolto ma soprattutto la guardo in quei due grandi pozzi neri dei suoi occhi che finalmente hanno ripreso a brillare.
Quando la Pina tornò dalla Svizzera scelse me come confidente ed io che non l'avevo mai considerata un'amica le chiesi perché: ci conosciamo da sempre ma non avrei mai immaginato che sarebbe venuta da me. Per quel telegramma, quando è morto suo nonno, forse, o magari perché le persone importanti della sua vita sono state le persone importanti della mia. Non ricordo cosa mi rispose ma in quel momento l'ho tolta da quel piedistallo dove io ed un po' tutti i miei amici l'avevamo issata, chissà perché. Quando tornò dalla Svizzera aveva una gonna  con degli enormi girasole e quei fiori stampati davano l'idea di essere l'unica cosa vitale in quella figura minuta, tanto che mia madre mi chiese chi fosse.
Sabato sera sono uscita con lei e l'ho salutata abbracciandola forte perché, se mi fossi portata dietro i cavetti, avrei volentieri fatto un ponte tra il suo cuore ed il mio.


scritto da francilastrega alle 19:06 | permalink | commenti (7)

venerdì, agosto 27, 2004

 

time takes a cigarette...
...puts it in your mouth
You pull on your finger, then another finger, then your cigarette
The wall-to-wall is calling, it lingers, then you forget
Ohhh how how how, you’re a rock ’n’ roll suicide
D. Bowie - Rock 'n' roll suicide

scritto da francilastrega alle 16:58 | permalink | commenti (4)

 

Ah ci sono novità.
Un certo figlio propone candidature uniche nel maggioritario e candidature dei partiti "bonsai" nel proporzionale (NuovoPSI, Radicali, Segni-Scognamiglio, SDI).
Mi fa lo stesso effetto di un crupier che, al tavolo del blackjack mi riserva l'onore di tagliare il mazzo.
Per poi sfilarmi una fiche da 200.000.

scritto da francilastrega alle 16:50 | permalink | commenti

 

Qualcuno si sente vecchio alla vista di un pelo incanutito, nella barba o nelle parti intime. A me cresce il culo e si assottigliano le caviglie. La vecchiaia mi tenta.

scritto da francilastrega alle 16:22 | permalink | commenti (1)

mercoledì, agosto 25, 2004

 

Ho aggiunto un po' di link... poco lavoro = molto tempo per cazzeggiare in rete. Questo è l'ultima scoperta: chewingumpergliocchi

scritto da francilastrega alle 21:05 | permalink | commenti (1)

 

Dieter ha aperto un weblog. Io provo molto affetto nei suoi confronti ma non sono ancora pronta a riprendere contatto con lui, che mi condurrebbe a ricordi sgradevolissimi.
Vorrei però sottolineare che il copyright di "scateniamoci" è mio e non certo di quel pezzente cui Dieter l'ha attribuito.

scritto da francilastrega alle 16:04 | permalink | commenti (5)

 

F. - "Dove andiamo a mangiare?"
S.- "Ehi, non puoi sempre lasciare a me la responsabilità della scelta"
F.- "Stai scherzando?!"
S.- "Chi ha scelto ieri cosa mangiare? E il ristorante a pranzo, chi l'ha scelto?"
F.- "Mmpf"

Il fatto è che io non sono nata a Mestre, sono qui da due anni. E i ristoranti di mestre non li conosco. Forse perché nessuno mi ci porta mai.






scritto da francilastrega alle 15:35 | permalink | commenti

 

Mestre questa mattina è avvolta da un'atmosfera che potrebbe essere quella di una giornata di mare col cielo coperto ma senza pioggia. Un silenzio inusuale spezzato dal latrato della Terry, la cagnetta di una signora che abita di fronte all'ufficio. Ogni tanto controllo che il telefono funzioni davvero... leggo il gazzettino, sfoglio qualche catalogo: desiderio di shopping insoddisfatto perché, a dire il vero, non mi serve nulla di facilmente abbordabile. Questa storia del tiro con l'arco sta occupando un po' del mio tempo ed il cruccio più grosso è il fatto che non esistano divise particolari per praticarlo... dico, le divise degli spadaccini sono favolose, così austere ed aggraziate da ricordarmi le crocerossine di altri tempi. Il paratette delle giocatrici dona loro un che di androgino, la maschera esaspera l'effetto mistero e quei pantaloni alla zuava... mioddio, scatenano la mia invidia più feroce.
Beh ok, ho saltato un capitolo. Insomma, cinque minuti dopo l'oro olimpico Sj ed io eravamo davanti ad un paglione a tirar frecce ed abbiamo deciso di continuare l'esperienza qui a mestre. Lui lamenta un po' il fatto che non sia lo sport aerobico di cui ha bisogno per allenarsi alle risalite scialpinistiche ma , invece, sarebbe l'ideale per me e per le mie spalle sempre più curve.
Ora sono alla ricerca di un arco ma questa faccenda della divisa mi disturba perché la polo ed il cappellino di Galiazzo mi ricordano più un pescatore chioggiotto che robin hood... non che la calzamaglia verde sia tanto più decorosa, in effetti...
Sj, comunque, me lo vedo già nudo e con le alucce a lanciar dardi (un po' tipo l'eros di pollon... eheheh).
Il tiro con l'arco senza una divisa sta un po' come ridurre Diana ad un pacchetto di sigarette e Hermes ad una cintura con la H.




scritto da francilastrega alle 11:12 | permalink | commenti (2)

martedì, agosto 24, 2004

 

Già. Quella mattina ho camminato a lungo. Dal Sempione fino a Porta Garibaldi e poi ancora su per viale Fulvio Testi fino in via Alberto Nota, dove, accanto alla trattoria di Leopoldo, c'è un parrucchiere despota che mi ha dato la carne per lo stato dei miei capelli. Tutto questo a Milano. A Ascoli, invece, non ci avevo mai messo piede. Eppure sapevo che in Corso Vittorio Emanuele, prima della zona pedonale e poco dopo i campi da tennis, c'è un ristorante... qualcosa che ha a che fare con un gallo, mi pare. E sopra il ristorante c'è un laboratorio odontotecnico. Sapevo tutto ed ho guidato mia madre senza ausilio di alcuna cartina.
Più che di sentimenti parlerei di imprinting.

scritto da francilastrega alle 21:01 | permalink | commenti (1)

 

Qualcuno mi consigli in merito all'arco che intendo acquistare. Anzi, agli archi: un per me ed uno per SJ. Qualcun altro mi consigli sullo shopping pechinese. Per questi ultimi suggerimenti avete tempo quattro anni.
Ora, scusate, vado ad allenarmi. Sto stampando le gigantografie di Durnwalder, Fassino, Castelli, Mara Venier, Sigurney Weaver, la preside delle superiori, il vigile di Cles... faranno un figurone appesi al paglione.

scritto da francilastrega alle 20:56 | permalink | commenti (1)

 

CASTELLI DI FOTTUTA RABBIA
Nella polemica in corso tra l'opposizione ed il ministro Castelli, ciò che mi colpisce è l'assurda capacità del leghista di uscirne male..
In una situazione dove tutto gli era favorevole, nel bene e nel male, per affermare princìpi di una destra voluta al governo, lui..
Macchè..
Caga fuori dalla tazza..
Accusa la cultura di sinistra (nemmeno quella italiana, troppo poco, quella europea!), di "difendere assassini, latitanti"..
Una cultura che "vorrebbe fuori dalle carceri chi ha sbagliato"..
Il tutto condito dalla solita defecazione vittimista: "Evidentemente a danno dei cittadini onesti"..
(fonte Corriere e Repubblica del 22-8-2004, pubblicazioni online)
Poteva dire che il governo italiano aveva visto giusto nel chiederne l'estradizione..
Poteva dire che la politica non può mai essere merce di scambio con vite umane..
Poteva dire tante cose giuste e intelligenti..
Macchè..
Caga fuori dalla tazza..
Nel cesso secoli di dialogo filosofico-sociale che hanno portato alla nascita ed allo sviluppo della Costituzione francese..
E nel cesso gli inviti di Autorità quali il Presidente della Repubblica e della Camera, nel promuovere un dialogo tra i due poli..
E quindi mi chiedevo..
Ma tu, Castelli, chi cazzo sei per svegliarti un giorno e dire che son duecento e passa anni che una nazione, la Francia, mica la Cita o gli Urali!, è una nazione criminale che vuole il male degli uomini onesti?..
Ma tu, Castelli, chi cazzo sei per dirmi che io, in quanto di sinistra ed europeo, sono "aberrante" e che voglio fuori dal carcere chi nuoce alla nostra società?..
Cos'è, ministruncolo, ti rode ancora che Sofri sia considerato un intellettuale e tu no?..
Non sarà urlando che diventerai qualcuno, piccolo uomo..
Sarà parlando anche con noi, intellettuali (vabbè.. licenza poetica..) di sinistra..
Confrontandoti, spiegandoci le tue opinioni, ascoltandoci..
Guidandoci, ora che ne hai la possibilità istituzionale, e stimolandoci, se ne hai la possibilità intellettiva..
Piegandoti, da uomo di Stato, al rispetto per tutte le opinioni, soprattutto quelle che per duecento anni hanno contribuito, anche loro, alla crescita politica e culturale di un'Europa che ti vede ministro..
Perché un uomo di Stato non può permettersi d'insultarci..
Lo può fare uno al bar.. Lo può fare uno qualunque invitato in una trasmissione qualunque.. Lo può fare mio cugino..
Un uomo di Stato, invece, dialoga con il popolo che guida..
Tutto il popolo..
Questa è politica..
Il tuo è abuso di poltrona..

Questo post l'ho copiato da Spad. Sì, lo stesso Spad di "famolo Spad". E guardate che io e Spad la vediamo diversa su un sacco di cose... Grazie, Spad.































scritto da francilastrega alle 16:58 | permalink | commenti (1)

lunedì, agosto 23, 2004

 

E allora, come diceva un amico... APPICCIA 'STA MICCIA
Questa l'ho trovata su jarodblog...

scritto da francilastrega alle 22:42 | permalink | commenti (1)

martedì, agosto 17, 2004

 

...eppure tutti questi sbagli nei tuffi sincronizzati... e l'oro ai greci...
mah, io sulla rivincita dei nerds nutro da sempre qualche perplessità.

scritto da francilastrega alle 15:20 | permalink | commenti (1)

 

C’è stato un periodo, intorno ai sedici o diciassette, in cui ero indecisa sul mio futuro. Le variabili erano il microfono e l’automobile. La rockstar che intendevo io era ispirata a Keith Richards, a Jim-my Morrison o a Axl Rose: insomma mica una popstar qualsiasi ma una specie di Janis jJoplin che non fosse costretta a bere southern comfort (mi rivolta lo stomaco anche l’odore… un bourbon dolce… ma si può?!) e senza acne, del tipo replicante di blade runner. Sarei stata una grande rockstar. La parte prevedeva risvegli pomeridiani, cerone, rossettazzi rosso marlboro e risse, verbali e non, con discografici cerbero… i quali, se da una parte avrebbero odiato la mia incostanza alle prove ed il mio caratteraccio, sarebbero comunque stati costretti a coccolarmi e vezzeggiarmi in onore della valanga di soldi con cui avrei riempito le loro tasche. (Ehm, qualcuno risvegli la mia memoria e mi faccia sapere il nome del tempo verbale in cui mi sono espressa).
La carriera di pilota presentava maggiori ostacoli. Innanzitutto perché il modello cui ispirarmi era rappresentato da Von Trips o Jacky Ickx… o anche Ludovico Scarfiotti. Ok quindi alla Formula 1 e molto rimpianto per un concetto romantico della Ventiquattrore di Les Mans che, tuttavia, erano corse davvero poco abbordabili alle donne (non mi si parli della Giovanna Amato… mioddio, la Amato no)… i rally, nei quali almeno come navigatore averi avuto maggiori possibilità, non mi ispiravano. Anche se erano gli anni di Miki Biasion con la sua Delta HF integrale Martini. I rally facevano polvere.
Ho quasi smesso di ascoltare i miei cd e la patente l’ho presa a ventinove anni.
O tutto o niente ma, alla fine, ci si arrende.

scritto da francilastrega alle 13:47 | permalink | commenti (6)

venerdì, agosto 13, 2004

 

Questo hobby tutto albarelliano di trascorrere giornate intere a raccontarsi ricordi e fare a chi ha commesso più coglionate in isola comincia a darmi ai nervi. Ieri sera non vedevo l'ora che Mao andasse fuori dai piedi perché certe storie le sento raccontare da quando avevo quindici anni e ad ogni stagione mutano, si ingrandiscono, vengono approppriate da altri personaggi...
soppa wanda, che maroni!

scritto da francilastrega alle 22:33 | permalink | commenti (5)

 

Di poter, un giorno, trovare sul banco del tabaccaio la biografia di Arnaldo Cavallari - giuro – non l’avrei mai creduto. “Una vita nel sole” – sottotitolo “I rally, il pane, le donne”. L’avrei acquistato a scatola chiusa, se non altro per farmi due risate. E invece scopro che è un libro divertente, un misto tra “piloti che gente”, “il giovane holden”, “io e federico” e qualche biografia, che ci sarà di sicuro, del vallanzasca o del maniero di turno.
Una vita coerente alla sua sindrome da peter pan, isola (caraibica) che non c’è, compresa.
Certo, se la si vuol vedere con occhio critico, dal libro traspare molto più il gusto di certe braciole infilate nella ciabatta polesana, preventivamente scaldata sulla griglia, rispetto al dubbio gusto dei suoi festini in piscina o dello spettacolino con spogliarello in discoteca offerto annualmente dalle sue bellone di importazione per il suo compleanno… l’ultima che ricordo, in occasione del sessantesimo, era una decina di anni fa, poi ho smesso di mettere piede in discoteca ad albarella, io, dunque non so cos’altro si sia inventato per festeggiare…
Un libro piacevolissimo, dicevo e la prossima volta che vedrò Arnaldo lo ringrazierò per avermi, finalmente, tolto un dubbio: il numero dei suoi figli. Ma sarà la cifra reale?

scritto da francilastrega alle 20:33 | permalink | commenti (4)

mercoledì, agosto 04, 2004

 

Ah ma allora sono in ferie! Questa mattina, infatti, mi sono svegliata alle otto e sono uscita a fare delle spese (detersivi). Oggi pomeriggio, invece ho stirato tredici t-shirt, tre paia di jeans, sei camice, due gonne ed un numero imprecisabile di mutande e calzini. Poi ho pulito di fino la lettiera dei gatti, ho lavato il pavimento del balcone e tutti i piatti che c'erano nel lavandino. Naturalmente ho dovuto disinfettare la vasca da bagno dove avevo pulito la lettiera e portare giù le immondizie.
Povero Sj che se ne sta in ufficio. Beata me che sono in ferie.

scritto da francilastrega alle 19:56 | permalink | commenti (7)

domenica, agosto 01, 2004

 

Da un internet point in Arabba, mentre sj sta cercando casa per l'inverno ed io indosso sandali troppo scomodi per scarpinare. Gli impianti in Marmolada sono chiusi. Partenza questa sera per il Tonale. Sempre che... sopravviva.

scritto da francilastrega alle 16:45 | permalink | commenti (5)

visitato *loading* volte