! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

sabato, luglio 31, 2004

 

Un medico, un buon chirurgo amico dei miei, fu costretto dal morbo di parkinson a diventare ufficiale sanitario. Un sacco di scartoffie da firmare, sosteneva: patenti, patentini, licenze...
Si vendicava con i cacciatori, che entravano da lui per rinnovare la licenza.
Esame dell'udito:
"Ripeta ad alta voce ciò che io sussurrerò"
"Va bene, dottore"
sussurrato
"La caccia è un eccidio ed io sono un assassino"
"Ma dottore..."
"La vuole rinnovare o no la licenza?"

scritto da francilastrega alle 11:58 | permalink | commenti (3)

 

Week end con rilettura de "l'uomo che cadde sulla terra" di w. tevis: uno dei più bei libri letti in infanzia (seguito da uno dei peggiori film) merita un secondo passaggio.
Ma lunedì me ne vado a sciare in marmolada. purtroppo solo lunedì.

scritto da francilastrega alle 11:29 | permalink | commenti (2)

venerdì, luglio 30, 2004

 

Epopea di un fusibile
Sj a volte ci fa ma a volte ci è proprio. Di fatto, volente o nolente, ogni volta che tocca la mia macchina poi qualcosa non funziona. Come quando, mesi fa, ha deciso di fare a braccio di ferro con la leva del freno di stazionamento ed è riuscito a tranciare un cavo di acciaio (il mio piccolo Hulk...). O il pomolo della leva del blocco del differenziale, che gli è rimasto in mano, o il paraurti finito sul tornante... La mia macchina è una vecchia signora un po' capricciosa, con le ossa fragili che stanno insieme con il chewing gum: non bisogna toccarla se non necessariamente, altrimenti si rischia di spezzarle il femore solo sfiorandola. E non si deve incazzare, Sj, se, trovandomi in tangenziale qui a mestre con entrambe le frecce, il clacson e gli stop che non funzionano, me la prendo con lui che ha appena sfiorato la scatola dei fusibili: questa volta è una coincidenza, ok, ma la smetta di voler riportare in gioventù un fuoristrada da clinica anni azzurri... lei è così ed io me la coccolo, le faccio le carezzine sullo sterzo, mi complimento con lei che ancora mi accompagna bella arzilla nei miei pellegrinaggi... di più non posso chiederle.
Comunque il danno è fatto e questa mattina sono andata a cercare un fusibile. Certo non un fusibile qualunque: uno di quelli vecchi a lamella, da otto ampère. Che nessuna ferramenta tiene. Mi sono fatta quattro chilometri a piedi, entrando in ogni negozio di materiale elettrico, con le solite hogan interactive di merda che mi hanno nuovamente riempito i piedi di vesciche ed il sole a picco sulla testa. Due chilometri per arrivare, finalmente, da un benzinaro che me li ha regalati, due fusibili. E poi due chilometri di ritorno. Arrivata in ufficio, alle dieci del mattino, sarei stata pronta per farmi la doccia, cenare e mettermi a letto. A volte la tradisco col pensiero e sogno un C3 pluriel nuovo di zecca... ma ssssttt, ché è anche permalosa.


scritto da francilastrega alle 20:35 | permalink | commenti (2)

mercoledì, luglio 28, 2004

 

Non era John Taylor, era Martin Kemp.
Non puoi barare sulla tua adolescenza! Tu avevi Martin Kemp, Bruce Springsteen e Baglioni mentre io mi ero accaparrata David Bowie, M. Rourke e John Taylor. E anche il modello della Sisley. Tu cantavi (cantavi...definire "canto" il tuo sbraitare sgraziato è cosa blasfema) "true blue baby I love you" ed io "I bless you madly, sadly as I tie my shoes".
Potrai replicare che tu leggevi pavese e le vite di plutarco (anche se ricordo una copia del diario paninaro sul tuo comodino) mentre io preferivo be bop a lula... potrai replicare che ti sei firmata Sinead per un paio di estati... ma barare è patetico, anche se, col senno di poi, ti sei accorta che le mie scelte erano più intriganti.
Dunque, tienti il tuo Martin Kemp e vedi di non toccare il ciuffo di John Taylor.



scritto da francilastrega alle 21:53 | permalink | commenti (14)

domenica, luglio 25, 2004

 

Contro una legge oscurantista e clericale.

www.lucacoscioni.it

scritto da francilastrega alle 13:01 | permalink | commenti (4)

giovedì, luglio 22, 2004

 

ahem... non è che qualcuno ha voglia di portarmi fuori a cena, questa sera?

scritto da francilastrega alle 21:19 | permalink | commenti (6)

 

Io non ci riesco. E' un diario in fin dei conti o no? Weblog: sito web a metà fra diario personale e giornalismo online, dice google. Beh, io velleità giornalistiche non ne ho mai avute, dunque mi tengo la metà del diario. E ci posso scrivere sul mio diario tutto quello che mi va, anche se suona patetico, anche se qualcuno storce sempre il naso? Sì, sì e sì. E allora questa sera mi va di scrivere che sto male. Che ogni volta che sono a pezzi qualcuno mi dice che sto meglio, mentre a me sembra di stare sempre peggio e sono convinta che il fondo sia ancora lontano, sempre che dal fondo si possa poi risalire. E sono sempre tutte cazzate. E ogni volta non è successo niente. Beh, invece per me è troppo. Mi riprometto ogni giorno di fare la brava, di cercare di capire che Sirj è stanco, che i miei mi vogliono bene, che ho diritto di esistere anch'io (come gli alberi e le stelle, c'è scritto nella pergamena nello studio del dottore). Solo che tutte le volte che cerco di comprendere gli altri ci rimetto io. Questa sera, per esempio. Perché, mi dico, non può essere stanco tutte le sere. E invece sì, tutte le sante sere il divano lo risucchia e io sto lì a guardarlo mentre si appisola ed il respiro si fa sempre più profondo. Me ne sto lì con il telecomando in mano e mi sento sola come un cane. Ma lui fa un lavoro pesante e ci tiene tanto: dovrei essere comprensiva. Boia cane, io oggi pomeriggio sono stata da sola in ufficio senza rivolgere una parola neanche al fax, io questa sera ho voglia di parlare con qualcuno, di uscire. Ne avevo voglia anche ieri e l'altro ieri, ma sono stata comprensiva. Ah, ma è il modo in cui lo esterno. IL MODO??? Ma io i modi li ho già provati tutti, gliel'ho detto in tutte le salse, ora mi resta solo lo stomaco e di stomaco reagisco. Io non mi ci siedo sul divano, questa sera. A costo di stare in ufficio fino all'ora di andare a dormire. anzi, dormo qui.

scritto da francilastrega alle 21:02 | permalink | commenti (7)

mercoledì, luglio 21, 2004

 

«Come libero cittadino di un libero Paese, mi auguro che il
Parlamento, superando steccati ideologici, riveda una legge che nella
sua applicazione può arrivare a costringere una donna a farsi
impiantare contro la propria volontà tutti gli ovuli fecondati,
anche se portatori di una malattia genetica. Non resta che essere
d'accordo con il referendum abrogativo di una legge ingiusta e giuridicamente
non in linea con lo statuto di un Paese democratico».
Umberto Veronesi






scritto da francilastrega alle 12:36 | permalink | commenti (5)

 

Su Malvino (questa non è per mantenere i contatti... questa è perché il Dottor Castaldi dovrebbe metterla nella cartella "perché gli altri non scrivono così").
Psicologia del ciccione (Introduzione)
Mangiare significa mettere una cosa sotto i propri denti, provarne la consistenza, vincerne la resistenza, assimilarla. Assimilare significa rendere simile a sé e v'è poca differenza tra prendere ed apprendere - mangiare significa avere ragione di una porzione del mondo esterno al sé, vegetale o animale, ridurla a cosa prendibile, comprensibile - significa mettere ordine, orientarsi, resistere al tempo, vincendo la resistenza che esso ci offre attraverso una fibra, vegetale o animale, anch'essa immersa nel tempo. Lotta? Una sorta di lotta. Un'identificazione nelle cose che rimandano la propria immagine? Una sorta. "A' Hol" dicono gli ebrei per dire "mangiare", e il termine testualmente indica il concetto di "unità". L'esterno viene unito all'interno attraverso l'incorporazione, come nel sesso. E sesso e cibo sono due ordini basilari di un Dio che Uno. "Del vegetale e dell'animale che ho creato tu sei padrone, nùtritene - e moltìplicati": può dirlo solo un Dio Unico. Mangiare è un ponte con l'aldilà, quasi inutile forse enumerare le forme del simbolo e del rito, varianti dell'eucarestia che sancisce il binomio intrinseco all'oralità: cibo e parola. Perché - fuori da ogni dimensione semplicatoria del mito - la bocca che succhia un seno opera la trasmissione di energia, l'equilibrio tra pieno e vuoto; e il vuoto prende dal pieno, come nella parola il significato prende dal significante. Il godimento del mangiare è già presente nella declamazione del menù che descrive per allusioni, misere o sontuose, la predigestione della cosa nella sua manifattura, nel suo farsi cosa da mangiare, pieno che non chiede che di vuotarsi, seno che si offre. Rimangono sedimenti nel corpo-memoria del cibo, "le buone cose di una volta che ora non ci sono più", "il modo in cui cucinava mia madre", fino al cibo feticcio, il dolcetto proustiano che si fa traccia mnestica dal di dentro, cibo che vive, a noi riunito. Assimilare - dicevamo - significa rendere simile a sé, trovarsi. Par chiaro che il ciccione, di tutto quanto qui introdotto, possa dirci molto - per svelarsi.

scritto da francilastrega alle 10:22 | permalink | commenti (5)

martedì, luglio 20, 2004

 

Ho voluto la bicicletta...
...ora pedalo... dovrebbe essere così, no? E invece m'è toccato comprare un telefono.
La storia si ripete da anni... quando ero piccola volevo la graziella e mi è arrivata la bmx. Poi, più grandina, papà mi ha regalato una bici da corsa... e vabbè, le ho cambiato i pedali, il sellino, ho tolto il cambio, ho messo ruote più grosse e finalmente ho posseduto una bici tutta mia. Me la sono goduta circa un mese, ad albarella, poi me l'hanno zanzata. Due anni dopo l'ho ritrovata. Ruggine, il manubrio piegato, le ruote scalcagnate. Ma avevo di nuovo la mia bici, bastava ridipingerla e sistemarla un po'. Allora mi padre un giorno torna a casa e mi fa: "ho fatto un affarone: ho cambiato la tua bici con una meno scassata". Peccato che la nuova bici è una di quelle bici tedesche che frenano pedalando all'indietro, roba da ammazzarsi ogni volta che si parte... e poi è verde, mioddio, mentre la mia bici era grigia metallizzata. Stesso colore di quella che ho visto in offerta all'auchan... bellissima. Peccato che i soldini per comprarla non li abbia più, che il compleanno sia lontanissimo e che... mi sia passata la voglia di andare in bici.


scritto da francilastrega alle 16:35 | permalink | commenti

 

Un paio di spunti da discussione, comunque, li butto giù:
1) Non mi piace il taglio di capelli del Lambertuccio mio, ultimamente.
2) Ho bisogno di un paio di scarpe belle ma comode (lo so, lo so, Morgana, che non è possibile)
3) I cinesi non muoiono mai? Mai visto un funerale di qualche cinese in Italia? Io no.
4) Sto leggendo il newsgroup dei Liberali Veneti.
5) Perché lo smalto da unghie perlato (mioddio) dura di più di quello opaco?
6) Perché tutti parlano della franzoni e nessuno si rende conto che il marito è molto più folle di lei e che taormina è un criminale ma criminale è anche una procura che lascia due bambini ad un'assassina molto probabilmente reiterante? (ehm insomma, ci siamo capiti, no?)
7) Perché SirJ ha rifiutato l'invito al concerto dei Simon & Garfunkel al Colosseo con posto d'onore riservatoci dalle amiche ambasciatrici di mia madre?? E mo' che cosa gli regalo per il compleanno???






scritto da francilastrega alle 16:11 | permalink | commenti (2)

 

Periodo critico. Qualcuno mi chiede di essere più costante nello scrivere in questo web log. Qualcuno lamenta il fatto che non rispondo ai commenti. Hanno ragione e tuttavia le uniche cose che non posso assicurare sono costanza (neanche frequenza...) e risposte pronte. Mi collego a internet sporadicamente e spendo più tempo a leggere i blog altrui che non a scrivere sul mio. E, del resto, è un periodo in cui mi sembra che gli altri abbiano da dire cose molto più interessanti di quanto abbia io da scrivere. A meno che, ovviamente, non venga reputato interessante il fatto che la gatta abbia fatto ancora la cacca nella stanza dei libri di fabio, o che sirj ha montato il ventilatore, o sapere delle mie incomprensioni e delle mie solite malinconie. Ogni tanto ce la faccio a buttare giù qualcosa... scrivo più per mantenere i contatti che altro (di qui l'esubero di link in quello che, come scrisse livefast, era notoriamente un weblog "linkfree").
Qualcosa cambierà, ma rimando le grandi imprese come minimo a settembre.

scritto da francilastrega alle 15:28 | permalink | commenti

venerdì, luglio 16, 2004

 

Ah, e ho perso un altro telefono.

scritto da francilastrega alle 20:56 | permalink | commenti (2)

 

Vabbe'... domani è redentore. Si parte verso mezzogiorno, il garage comunale è già prenotato. Siamo organizzatissimi, noi... e la prenotazione si può effettuare da internet. Abbiamo un carrello per trasportare pasta fredda, insalata di riso, un'anatra di due chili, sedici tramezzini, sarde in saor, bovoeti, una cassa di birra, prosecco, vino rosso, succo d'arancia, gin, olive, giambonetti, pesche, susine, piatti, posate, tovaglie. Trasportare tutto fino ai frari, che SirJ ha la topa attraccata là. Noi due, Lorenzo e la sua nuova morosa. In bacino ci troveremo con Giana e la Patty, forse con loro ci sarà la Gio'. Così, quando si incontrerà con Lorenzo, potrò assistere al vero spettacolo pirotecnico del redentore.

Mi aspettano minimo sedici ore di barca, legata ad una boa in bacino, con altre centinaia di natanti vari intorno, sotto il sole cocente. L'unica volta che sono stata a Venezia durante il redentore ero all'harry's dolci ed ho invidiato tanto chi stava in barca. Ora sono quasi spaventata. Credo che sopravviverò, comunque.

scritto da francilastrega alle 20:53 | permalink | commenti (3)

lunedì, luglio 12, 2004

 

Ma allora...
Oggi sono andata a Verona con fabio e sua madre. Mi sono fermata in un autogrill a comperare le sigarette ed a bere un succo all'albicocca. La ragazza al banco era gentile e sorridente. La mamma di fabio sorride anche lei e fa: "Mi piace il cartellino identificativo sulla sua maglia". C'era scritto Giulia... La ragazza, con sguardo complice, sussurra: "Non è il mio vero nome... io mi chiamo Rosalia"... io spalanco gli occhi, poi salutiamo ed usciamo.
Ora, quella ragazza era proprio gentile. Mettiamo però che non lo fosse stata, mettiamo che mi avesse insultata o che mi avesse lanciato il succo in faccia. A quel punto avrei potuto sporgere reclamo alla Autogrill spa. Certo... citando, naturalmente, una tale Giulia. Che non esiste.
PS: Naturalmente, siccome la ragazza era gentile, ho cambiato entrambi i nomi.

scritto da francilastrega alle 22:07 | permalink | commenti (4)

venerdì, luglio 09, 2004

 

Sj è preoccupato per il week end. Andiamo dai miei in Val di Non ma non è questo ciò che l'angustia: ci si prospetta una serata con i miei storici amichetti Alberto e Dezo. Normalmente si va a finire in qualche bettolone e si torna a casa rovesci. Mi domando se riuscirà a sorpassare il corridoio di casa incolume: io porto ancora i segni addosso di certi tornei di tressette.

scritto da francilastrega alle 15:44 | permalink | commenti (1)

 

G.inetto, riferito a gino strada, l'ho letto su nomanland. Ed ho riso un sacco.

scritto da francilastrega alle 14:04 | permalink | commenti (2)

mercoledì, luglio 07, 2004

 

BASTA

scritto da francilastrega alle 15:22 | permalink | commenti (6)

lunedì, luglio 05, 2004

 

INVITO
Sono stata espulsa dal rotaract club. Non oggi, qualche anno fa. E in effetti non è che fossi proprio un'assidua... Mi ci aveva spinto mia madre, probabilmente sperando di trovare un buon partito sistemare quella figliola problematica.
Mi chiedo ora se mi abbiano espulsa anche le Orsoline. Perché mi hanno riferito di un raduno di tutte le orsoline al faloria, per festeggiare la ristrutturazione del collegio, invito che a me non è pervenuto.
Cara amica, l'allegra compagnia si riunisce in ottobre ed io vorrei tanto fare l'infiltrata insieme a te.



scritto da francilastrega alle 18:28 | permalink | commenti (1)

 

La Gaby è una pantegana tedesca con quattro peli rossi in testa.
Sarà sui quarantacinque, anche se, ovviamente, ne dimostra il doppio. Questa zoccola rappresentava - o, meglio, avrebbe dovuto rappresentare - il mio alter ego tedesco, ai tempi in cui entrai in agenzia come copywriter. Ora fa la commessa in una libreria. E con questo potrei anche concludere ma ho un sassolino nella scarpa da qualche anno ed oggi intendo cominciare a toglierlo. Cominciare, dico, ché uno sfogo su un web log non corrisponde esattamente alla mia idea di vendetta. Oggi mi va di scrivere di lei, comunque, e già pregusto il momento in cui qualcuno (che entra qua dentro da "Raiffeisen Verband Suedtirol") le riporterà le povere righe di una copy fallita per merito suo.
Brutta era brutta davvero, con quegli occhietti sbiaditi e piccoli e vicini e la fronte che lasciava intravedere un'alopecia galoppante. Immagino che trovarsi alla soglia dei cinquanta sola come un cane (anzi, una cagna) e brutta non fosse simpatico, ma il suo atteggiamento nei miei confronti non era comunque giustificabile. Ai tempi credevo che, per quanto zitella e per quanto altoatesina, una persona sedicente introdotta in ogni ambiente sociale, politico, mondano, potesse essere fonte di apprendimento per me, alle prime armi in una realtà lontana anni luce dalla mia. Pochi giorni dopo il mio arrivo, ingenuamente, mi chiedevo a chi facesse i pompini. Ho impiegato qualche mese prima di capire che tutte le sue conoscenze erano frutto di un'attenta lettura de Die Dolomite e de Die Suedtirolerin (mioddio) e, soprattutto, che nessuno si sarebbe fatto fare un pompino da quella pantegana.
La prima vendetta, trasversale, quando è partita per Mikonos insieme a due mie colleghe ventenni. Quale delizia immaginarla in spiaggie tipo Paradise o Super Paradise con uno di quei costumini da bagno che solo le zitelle tedesche a caccia possono acquistare. Le didascalie riferite ai miei pensieri sarebbero troppo anche per questo weblog ma assicuro che sto ancora ridendo. Purtroppo anche il suo mesto epilogo mi è giunto di sponda, poiché avrei voluto essere io, invece che il suo ego malato, a sbatterla dietro un banco di una libreria meranese.
Giungerà, comunque, il momento in cui mi presenterò in libreria, ad acquistare, accompagnata dall'Hell's Angels club di Roma (e chissà che non ci scappi un fidanzato) l'ultima edizione de "Il curato di Tours" di Balzac, proprio dalla signorINA Gaby.



scritto da francilastrega alle 15:02 | permalink | commenti (4)

giovedì, luglio 01, 2004

 

Mestre attualmente è sotto al diluvio. Chissà che rinfreschi. E chissà che rinfreschi organizzeranno i carrozzieri nei prossimi giorni... Ahahah, ho fatto la battuta. Comunque mi spiego: hanno cambiato le rotonde. Quelle rotonde all'italiana che ormai si trovavano solo qui a mestre, uscendo dalla tangenziale per la miranese o la castellana. Quelle meravigliose rotonde fluenti, dove aveva la precedenza chi si immetteva e non chi stava in rotonda, sono cambiate, adeguandosi alla normativa europea. Ed io, che già dai tempi del centesimo di euro mi sentii un po' campanilista, ora guardo all'europa con occhio sempre più malevolo, perché le rotonde di mestre no, non le dovevano cambiare. Ci ho impiegato due anni ad imparare a sfrecciare allo svincolo, a mandare a remengo quei cafoni che frenavano all'ultimo momento intimoriti dalla mole del mio gelande rosso, a guardare con sufficienza quei poveretti che venivano da Zelarino, unico svincolo sulla rotonda con obbligo di precedenza... Ora mi sento precipitata tra i villani e chissà che continuino a confondere il mio mezzo con la camionetta dei pompieri... so che è un triste mezzuccio, ma che soddisfazione...
Villana io ma criminale assassina l'amministrazione pubblica, che, a parte quattro strisce bianche per terra, non s'è affatto curata di comunicare il cambiamento. E sì che prima di ogni svincolo, sia in tangenziale che nelle strade che ivi conducono, sorgono enormi display ad avvisare il fatto che a guidare sotto effetto di alcool o stupefacenti si perdono 10 punti. Propongo, dunque, di ritirare la patente a quei dottoroni ingegneri, geometri, sindaci, prosindaci, assessori e banda varia, poiché solo drogati o un alcolizzati avrebbero potuto deliberare in tal senso.

scritto da francilastrega alle 21:07 | permalink | commenti (4)

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