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| venerdì, dicembre 26, 2003 "Ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei mai amato nessuno. Una volta avevo scritto che l'amore non esiste e se esiste è un imbroglio. CHe significa amore? Significava ciò che provavo a immaginarti impietrito, per dio, con lo sguardo di un cane preso a calci perché ha fatto pipì sul tappeto, per dio, ti amavo, per dio. Ti amavo al punto di non poter sopportare l'idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo con le spalle troppo tonde, le tue braccia troppo corte, le tue mani troppo tozze, le tue unghie strappate. E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, ma un amore così non eran neanche una malattia, era cancro!..." O. Fallacci - Un uomo scritto da francilastrega alle 16:11 | permalink | commenti (11) Avrei avuto una cosa da scrivere sul natale. L'ho cercata fino adesso ma mio padre deve aver fatto ordine tra i miei scritti ed io, codarda, non ho il coraggio di chiedere dove ha messo quel quaderno con la copertina marmorizzata. Comunque iniziava così: scritto da francilastrega alle 11:42 | permalink | commenti (1) domenica, dicembre 21, 2003 Visto che non mi è dato di scrivere d'arte, inauguro qui la rubrica Panza piena in pista, con lo scopo di recensire - e, soprattutto, stroncare - i punti di ristoro sulle piste da sci. Non potendo promettere un appuntamento costante, oggi la inauguro ma domani potrei anche festeggiarne il funerale. Intanto beccatevi queste due recensioni:
Promosso con lode il chioschetto ai piedi delle due piste notturne di Zoldo (la Foppe - che, tra l'altro, è la mia pista preferita - e la Cristelin): ho chiesto un panino con pastin (sorta locale di pasta di salsiccia) alla griglia, formaggio, e verdura varia. Il panino mi è stato servito onto al punto giusto; pastin, formaggio, cipolla, peperoni e melanzane si relazionavano armonicamente e la ragazza al banco non ha fatto neanche una piega quando le ho chiesto di metterci della majonese, del ketchup e della senape. Si è limitata a sorridere con sguardo complice e questo segna una bella stella a favore del baracchino sotto la voce "customer service". scritto da francilastrega alle 22:18 | permalink | commenti (4) venerdì, dicembre 19, 2003 Mi sento paperino. Oggi sono stata in coda per ore. Vado a marghera (coda) a comperare il regalo per sergio e, alla cassa (coda), il bancomat non mi da disponibilità. Allora torno a mestre (coda), imbocco due strade a traffico limitato, mi fermo alla chicco a ritirare il regalo per mio nipote (coda), parcheggio sotto casa (coda), salgo in fretta e furia a recuperare l'altro bancomat che stava nella giacca a vento, ritorno a marghera (coda - ma tanta -), torno nell'ipermercato, arrivo alla cassa (coda) e non ricordo il pin. Ma proprio non lo ricordo. Lascio lì il regalo. Torno a mestre (coda), faccio un giro della madonna per guadagnare 5 minuti, arrivo in piazza barche, la marea bianca che avevo davanti inchioda, freno ma lo tampono. Il tipo, extracomunitario, accusa un graffio microscopico sulla gomma del paraurti. Constatazione amichevole - so benissimo di avere l'assicurazione scaduta e vagli a spiegare tu al marocchino che vale comunque per 15 gg... sbaglio (giuro, non volutamente) a scrivere sul foglio. Nessuno dei due possiede un altro foglio. Allora mi fa: dammi contanti. Vabbene. 300 euri. eeeeeehhhhh????? facciamo 20. Facciamo 200. Facciamo 50 e ti guadagni la cena. Ok 50. Devo fare bancomat (merda e il PIN?). Ricordo il PIN. Fanculo alle amnesie temporanee. Torno a casa (coda). A completare l'opera, una vescica sull'alluce destro che mi fa vedere le stelle. scritto da francilastrega alle 21:05 | permalink | commenti (7) Ecco. Non ho portato gli sci a rifare le lamine. Fa freddo, ci sarà ghiaccio ed io dovrò rinunciare alle curve. Il che non sarebbe neanche male ma scendere a libera con tutta la gente che ci sarà è improponibile. Mi tocca per forza noleggiare i fischeroni da gara. eheheh, che sfiga. scritto da francilastrega alle 14:53 | permalink | commenti (3) giovedì, dicembre 18, 2003 "Non ti rovini i denti con tutta quella
cioccolata?" scritto da francilastrega alle 16:57 | permalink | commenti Noooo vi prego no. La cena con i regalini di sabato sera?? No, io voglio andare a sciare, voglio provare i fischeroni da gara! Sabato sera voglio essere in montagna con SirJ e la bottiglia di cristal acquistata per l'occasione. scritto da francilastrega alle 13:13 | permalink | commenti (5) E ancora non so cosa farò il prossimo week end. scritto da francilastrega alle 11:08 | permalink | commenti Ieri a letto, tutto il giorno, causa emicrania. Ciò non mi ha impedito di guardarmi in pace il puntatone finale di Dawson Creek. Devo essermi persa qualche capitolo perché non ricordavo che la biondina avesse una figlia... e del resto, facendo quattro conti, dopo una sessantina di persone con cui, nel giro di pochi anni, si è divertita, una gravidanza ci stava comoda comoda. Vabbé... SirJ è un po' scandalizzato dai palinsesti che mi scelgo. scritto da francilastrega alle 10:52 | permalink | commenti (4) martedì, dicembre 16, 2003 Provenienza dei visitatori di questo blog da maggio in qua:
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Uruguay. scritto da francilastrega alle 21:35 | permalink | commenti (5) PS: "I Doctor and the medics devono essere bolognesi: non senti la pronuncia? Schpirit in the Schkai." scritto da francilastrega alle 19:19 | permalink | commenti (1) Ma ti succede mai di trovare un foglio, un diario, una lettera di allora e di volerlo bruciare? Di provare tenerezza per quella che eri e di volerti prendere per mano? Sentirti impotente di fronte al passato? Ho riletto le tue lettere, cara amica. Le ho dovute spostare per far spazio al guardaroba di mio nipote. E citavi con indifferenza Nietzsche e martin kemp, pavese e baglioni. Eri triste come solo tu sapevi esserlo: tra le righe, meno banale delle varie Moniche, Livie, Maddalene. Mi scrivevi da new york e da milano marittima, mi informavi dei tuoi sogni. Ma è possibile che avessimo così tanti sogni? Allegre minacce, profondi incipit. La prof. di geografia che ti sbatte fuori, un personaggio famoso al grand hotel di rimini. scritto da francilastrega alle 19:16 | permalink | commenti (2) giovedì, dicembre 11, 2003 Esercizio di stile. scritto da francilastrega alle 16:46 | permalink | commenti (6) Una mina vagante, certo, ma solo nel mio ben ristretto ambito. Comunque mi piaceva recitare il ruolo. Lasciato il collegio ho dato il meglio di me, suscitando in chi mi era vicino tutte quelle domande e preoccupazioni che hanno capovolto il mio essere. Una strada senza ritorno ed io, distratta per indole, l'ho imboccata con incoscenza. Cles è un paese di provincia un po' meno simmetrico della cittadina di edward manidiforbice ma con la stessa ingenua cittadinanza, un po' piagnona, un po' costretta entro i suoi monti. Io amo i miei compaesani teneramente ma, come qualsiasi adolescente provinciale ho cercato di mettere un piede fuori e di allontanarmene. L'originalità, forse, sta nel modo in cui mi sono fatta varco tra i monti. Originalità si fa per dire, ché ogni volta che cambio domicilio mi rendo conto di essere ridicolmente catalogabile. Ma a Cles rimango un punto interrogativo di quelli che fanno aggrottare il sopracciglio. Comunque simpatico, mi permetto. Era carnevale e, non ricordo più come, mi sono trovata sola nella discoteca locale. Sola sia nel senso che gli altri tre miei amici storici non erano là, sia nel senso che la discoteca era praticamente vuota. Non ero propriamente in costume: approfittando del carnevale mi ero infilata un vestito nero lungo fino ai piedi, cipria, occhi neri e rossetto scarlatto. A completare l'opera (d'arte, sì, certo) una veletta nera ritrovata negli armadi della nonna paterna. Un velo ricamato finissimo che, dal giorno del rinvenimento, aspettavo l'occasione buona per poter indossare. Il mio caro amico era lì al banco come al solito. Con i suoi qualche anno più di me, qualche storia più di me, qualche denuncia più di me. Io, lui, l'ho sempre trovato simpatico. Stivaletti pitonati e capelli biondi e crespi come la canapa. Molti, tra i più buoni, lo considerano una macchietta, altri, intransigenti, puntano il dito contro il suo passato. E anche contro il suo presente, in effetti. C'è sempre stata, tra noi due, una complicità maliziosa: entrambi abbiamo sempre saputo di stimarci reciprocamente e ci siamo sempre presi gioco degli occhi e delle orecchie altrui. Quella sera il nostro era un ben misero pubblico ma io contavo su quella pecuniarità che caratterizza qualsiasi piccolo paese o mondo: l'indiscrezione. Sono sicura che dopo la nostra uscita di scena, dopo tutti i campari e gli incontri a seguire, molte labbra abbiano sussurrato e molti occhi si siano spalancati. Siamo volati via tra i sentieri ed abbiamo parlato a lungo. Cosa sia successo veramente - o cosa non sia successo - lo sappiamo di certo solo io, lui e alberto, mio amico confidente e soprattutto curioso. A me, sicuramente, fa solo lustro sapere di aver suscitato, ancora una volta, un po’ di scalpore e di aver reso meno noiose le serate dei miei compaesani. Oltre che le mie, of course. Perché è bello scoprire che una parola gentile in dialetto possiede una fragranza sconosciuta a qualsiasi fiore esotico. scritto da francilastrega alle 15:47 | permalink | commenti (12) Vivere in tre non è sempre facile. Io, ovviamente, mi occupo solo delle faccende mie e di Sergio. A lavare, stirare e pulire i vestiti e le stanze di fabio ci pensa sua madre. Io adesso, però, dovrei proprio passare l'aspirapolvere. E fabio dorme. Beh, se non ha sentito la sveglia che ha suonato per 1/4 d'ora forse non sentirà neanche l'aspirapolvere. E' un buon uomo, in fondo, fabio, ma a volte gli farei provare tutte le sberle che sua madre non gli ha mai dato. Perché non si può, depressi o non depressi, non fare un cazzo da mattina a sera. Ha 32 anni, mica quindici. scritto da francilastrega alle 12:16 | permalink | commenti (2) Ieri sera SirJ mi ha fatto leggere i suoi taqquini di viaggio. Scopro che scrive molto meglio di me. Un po' alla kerouac, per intenderci. Ma di blog ancora non ne vuole sapere. scritto da francilastrega alle 10:26 | permalink | commenti (4) mercoledì, dicembre 10, 2003 Pingue come berlusconi, l'aspetto malsano da burocrate stalinista, tipo fassino. Più freddo di d'alema, frequenta il parrucchiere di de michelis. L'ho sognato questa notte e mi sono spaventata. Ci ho impiegato tutta la sera a capire chi fosse, poi, dieci minuti fa, l'illuminazione. Il mio professore di filosofia della mia prima terza liceo, quello che mi ha bocciata dopo che gli ho riso in faccia quando si è presentato alla porta di casa mia con i fascicoli di propaganda demoproletaria. scritto da francilastrega alle 20:59 | permalink | commenti (4)
scritto da francilastrega alle 18:22 | permalink | commenti (8) Mi arriva questa email in risposta ad un'inserzione pubblicata tempo fa. scritto da francilastrega alle 14:38 | permalink | commenti (19) venerdì, dicembre 05, 2003 Martedì psicologo. Mercoledì cena di compleanno a casa. Giovedì cena con il pezzo grosso dei pompieri e consorte. Venerdì cena di compleanno con la famiglia di Sergio. Sabato matrimonio. Domenica? Mah. Probabilmente gastrite e dissenteria. scritto da francilastrega alle 14:51 | permalink | commenti (8) giovedì, dicembre 04, 2003 Facciamo così: a queste 20 persone (20!!) che mi hanno fatto gli auguri, racconterò quella che è stata la mia serata di ieri, così sarà un po' come se fossero state presenti. scritto da francilastrega alle 15:31 | permalink | commenti (15) mercoledì, dicembre 03, 2003 Svegliarsi con un mal di testa lancinante il giorno del proprio compleanno mi sa che porti nera... scritto da francilastrega alle 09:34 | permalink | commenti (24) martedì, dicembre 02, 2003 Mi scrive Jolanda Casigliani in riferimento alla
Cassa delle Ammende scritto da francilastrega alle 18:54 | permalink | commenti (3) Sempre durante quel giro con Christian, Tenuta Biondi e Santi, Montalcino. Ero lì per il viale alberato più bello (a parer mio) della Toscana e, naturalmente, per sputtanarmi uno stipendio in vino. Racconto all'impiegata che un amico di mio padre ha comprato 100 litri di brunello sfuso, buonissimo, che però non è riuscito a conservare ed è andato tutto in aceto. Alla parola "aceto" signora spalanca gli occhioni e mi fa: "Aceto? Lo venda. Costa ancora di più". scritto da francilastrega alle 13:11 | permalink | commenti (1) Io ci sono stata in quell'agriturismo e per poco non la rendevo. scritto da francilastrega alle 10:25 | permalink | commenti (2) lunedì, dicembre 01, 2003 scritto da francilastrega alle 13:23 | permalink | commenti (2) |
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