! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

venerdì, dicembre 26, 2003

"Ti amavo come non a... 

"Ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei mai amato nessuno. Una volta avevo scritto che l'amore non esiste e se esiste è un imbroglio. CHe significa amore? Significava ciò che provavo a immaginarti impietrito, per dio, con lo sguardo di un cane preso a calci perché ha fatto pipì sul tappeto, per dio, ti amavo, per dio. Ti amavo al punto di non poter sopportare l'idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo con le spalle troppo tonde, le tue braccia troppo corte, le tue mani troppo tozze, le tue unghie strappate. E forse il tuo carattere non mi piaceva, né il tuo modo di comportarti, però ti amavo di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, ma un amore così non eran neanche una malattia, era cancro!..." O. Fallacci - Un uomo

Per SirJ.

scritto da francilastrega alle 16:11 | permalink | commenti (11)

Avrei avuto una cosa... 

Avrei avuto una cosa da scrivere sul natale. L'ho cercata fino adesso ma mio padre deve aver fatto ordine tra i miei scritti ed io, codarda, non ho il coraggio di chiedere dove ha messo quel quaderno con la copertina marmorizzata. Comunque iniziava così:
"E' passato un altro natale. Inutile come sempre..."
Pazienza, forse lo troverò a ferragosto.

scritto da francilastrega alle 11:42 | permalink | commenti (1)

domenica, dicembre 21, 2003

Visto che non mi è d... 

Visto che non mi è dato di scrivere d'arte, inauguro qui la rubrica Panza piena in pista, con lo scopo di recensire - e, soprattutto, stroncare - i punti di ristoro sulle piste da sci. Non potendo promettere un appuntamento costante, oggi la inauguro ma domani potrei anche festeggiarne il funerale. Intanto beccatevi queste due recensioni: Promosso con lode il chioschetto ai piedi delle due piste notturne di Zoldo (la Foppe - che, tra l'altro, è la mia pista preferita - e la Cristelin): ho chiesto un panino con pastin (sorta locale di pasta di salsiccia) alla griglia, formaggio, e verdura varia. Il panino mi è stato servito onto al punto giusto; pastin, formaggio, cipolla, peperoni e melanzane si relazionavano armonicamente e la ragazza al banco non ha fatto neanche una piega quando le ho chiesto di metterci della majonese, del ketchup e della senape. Si è limitata a sorridere con sguardo complice e questo segna una bella stella a favore del baracchino sotto la voce "customer service".
La prima stroncatura, invece, è riservata al bar sito alla partenza della funivia Colle Margherita al Passo di San Pellegrino, sopra Falcade. All'entrata vengo accolta da un tanfo di untomistochiuso che ancora non sono riuscita a togliermi di dosso. Mi informo con il barista in merito alla marca del vov e lui mi propone una di quelle terribili nuove etichette che ultimamente hanno sostituito (chissà perché...) i buoni vecchi vov e zabov. Gentile, comunque, a farmela assaggiare. Io ordino degli spätzle, SirJ ordina un piatto con salsiccia, polenta e funghi. Gli spätzle sono insipidi. La salsiccia di sirJ è cotta al microonde e si presenta come un rotolino rosato immerso in un liquido unto e salato (molto tedesco). La polenta, tipo PAF, cotta pure essa al microonde, naviga nell'acqua della salsiccia. I funghi si salvano: si tratta di funghi in scatola ma di ottima qualità, li conosco bene perché li ho acquistati anch'io. Porgo le debite rimostranze e la cuoca, dopo avermi lanciato uno sguardo che, eufemisticamente, definisco "seccato" cerca di convincermi che, dal momento che lei cucina in quel modo da sette anni, quello sia effettivamente il metodo di cottura della salsiccia. "Nessuno si è mai lamentato" "Vabbé, vuol dire che sarò io la prima". "Però l'avete mangiata" "E' vero: più che il dolor potea il digiuno"

scritto da francilastrega alle 22:18 | permalink | commenti (4)

venerdì, dicembre 19, 2003

Mi sento paperino. O... 

Mi sento paperino. Oggi sono stata in coda per ore. Vado a marghera (coda) a comperare il regalo per sergio e, alla cassa (coda), il bancomat non mi da disponibilità. Allora torno a mestre (coda), imbocco due strade a traffico limitato, mi fermo alla chicco a ritirare il regalo per mio nipote (coda), parcheggio sotto casa (coda), salgo in fretta e furia a recuperare l'altro bancomat che stava nella giacca a vento, ritorno a marghera (coda - ma tanta -), torno nell'ipermercato, arrivo alla cassa (coda) e non ricordo il pin. Ma proprio non lo ricordo. Lascio lì il regalo. Torno a mestre (coda), faccio un giro della madonna per guadagnare 5 minuti, arrivo in piazza barche, la marea bianca che avevo davanti inchioda, freno ma lo tampono. Il tipo, extracomunitario, accusa un graffio microscopico sulla gomma del paraurti. Constatazione amichevole - so benissimo di avere l'assicurazione scaduta e vagli a spiegare tu al marocchino che vale comunque per 15 gg... sbaglio (giuro, non volutamente) a scrivere sul foglio. Nessuno dei due possiede un altro foglio. Allora mi fa: dammi contanti. Vabbene. 300 euri. eeeeeehhhhh????? facciamo 20. Facciamo 200. Facciamo 50 e ti guadagni la cena. Ok 50. Devo fare bancomat (merda e il PIN?). Ricordo il PIN. Fanculo alle amnesie temporanee. Torno a casa (coda). A completare l'opera, una vescica sull'alluce destro che mi fa vedere le stelle.
Ora, questa sera, io dovrei partire per la Marmolada. Ma non vorrei che uscendo di casa mi cada una tegola in testa o roba del genere. Non è vero che io odio il natale: lo detesto.

scritto da francilastrega alle 21:05 | permalink | commenti (7)

Ecco. Non ho portato... 

Ecco. Non ho portato gli sci a rifare le lamine. Fa freddo, ci sarà ghiaccio ed io dovrò rinunciare alle curve. Il che non sarebbe neanche male ma scendere a libera con tutta la gente che ci sarà è improponibile. Mi tocca per forza noleggiare i fischeroni da gara. eheheh, che sfiga.

scritto da francilastrega alle 14:53 | permalink | commenti (3)

giovedì, dicembre 18, 2003

"Non ti rovini i den... 

"Non ti rovini i denti con tutta quella cioccolata?"
"Ma ho un amico che è dentista"
"Cioè, uno che ha un amico dentista allora si deve rovinare i denti. E se io avessi un amico patologo cosa dovrei fare ??"
(Diego Abatantuono e Cristina Marsillach in "Marrakech Express")

scritto da francilastrega alle 16:57 | permalink | commenti

Noooo vi prego no. L... 

Noooo vi prego no. La cena con i regalini di sabato sera?? No, io voglio andare a sciare, voglio provare i fischeroni da gara! Sabato sera voglio essere in montagna con SirJ e la bottiglia di cristal acquistata per l'occasione.
Ieri sera Sergio mi fa: "Ha telefonato Luca" "Luca chi?" "Luca marito della xxx" "ah. e...?" "Sabato c'è la cena di natale con i regalini" "ah." "non ne hai voglia" "a domanda rispondo: no. voglio andare a sciare con te" "ne parliamo a pranzo?" "parliamone".
E' quasi l'ora di pranzo ma a me la voglia di uscire con gente che si fa sentire solo in questa occasione o per chiedere in prestito furgoni per traslochi vari senza neanche dire grazie non è venuta. Andare in giro a trovare un regalino da estrarre abbastanza brutto da non fare sfigurare quelli altrui non è esattamente il modo più piacevole di trascorrere il pomeriggio. Oggi devo portare i miei sci a rifare lamine e fondo e devo prendere in affitto i fischeroni da gara. Questa sì che è vita, altroché!

scritto da francilastrega alle 13:13 | permalink | commenti (5)

E ancora non so cosa... 

E ancora non so cosa farò il prossimo week end.

scritto da francilastrega alle 11:08 | permalink | commenti

Ieri a letto, tutto ... 

Ieri a letto, tutto il giorno, causa emicrania. Ciò non mi ha impedito di guardarmi in pace il puntatone finale di Dawson Creek. Devo essermi persa qualche capitolo perché non ricordavo che la biondina avesse una figlia... e del resto, facendo quattro conti, dopo una sessantina di persone con cui, nel giro di pochi anni, si è divertita, una gravidanza ci stava comoda comoda. Vabbé... SirJ è un po' scandalizzato dai palinsesti che mi scelgo.

scritto da francilastrega alle 10:52 | permalink | commenti (4)

martedì, dicembre 16, 2003

Provenienza dei visi... 

Provenienza dei visitatori di questo blog da maggio in qua: Italia Svizzera Stati Uniti Regno Unito Germania Francia Spagna Olanda Brasile Belgio Canada Messico Svezia Austria Polonia Tunisia Arabia Saudita Giappone Hong Kong Australia Portogallo Repubblica Ceca Norvegia Finlandia Grecia Ungheria Argentina Croazia Emirati Arabi Iran Islanda Malesia Romania Yugoslavia Cile Danimarca Israele Turchia Cina Estonia Indonesia Malta Slovenia Venezuela Algeria Corea Costarica Irlanda San Marino Sudafrica Bolivia Bulgaria Cipro Città Stato del Vaticano Egitto India Libano Libia Lussemburgo Marocco Rep. Dominicana Slovacchia Tailandia Ucraina Uruguay.
Solo uno da Città del Vaticano. Già. Ma sono sicura che è il cittadino più importante di quello stato.

scritto da francilastrega alle 21:35 | permalink | commenti (5)

PS: "I Doctor and th... 

PS: "I Doctor and the medics devono essere bolognesi: non senti la pronuncia? Schpirit in the Schkai."

scritto da francilastrega alle 19:19 | permalink | commenti (1)

Ma ti succede mai di... 

Ma ti succede mai di trovare un foglio, un diario, una lettera di allora e di volerlo bruciare? Di provare tenerezza per quella che eri e di volerti prendere per mano? Sentirti impotente di fronte al passato? Ho riletto le tue lettere, cara amica. Le ho dovute spostare per far spazio al guardaroba di mio nipote. E citavi con indifferenza Nietzsche e martin kemp, pavese e baglioni. Eri triste come solo tu sapevi esserlo: tra le righe, meno banale delle varie Moniche, Livie, Maddalene. Mi scrivevi da new york e da milano marittima, mi informavi dei tuoi sogni. Ma è possibile che avessimo così tanti sogni? Allegre minacce, profondi incipit. La prof. di geografia che ti sbatte fuori, un personaggio famoso al grand hotel di rimini.
Io non mi ci ritrovo. Non so tu. Io provo tenerezza per me stessa ed al contempo non voglio aver niente a che fare con quella me. Ogni volta che vado là mi guardo intorno e non ricordo, giuro, non ricordo di averci vissuto due anni. Non ricordo niente se non ciò di cui tu ed io abbiamo parlato per anni, piccoli aneddoti. Indago e non trovo alcunché di memorabile. Mandy Smith, quando si ama, i leccalecca di zucchero caramellato. Il ponte con i bauli e tutto quel freddo non appartengono al sentire bensì al dire. Vorrei avidamente sapere come li senti tu, ma forse neanche sai di cosa sto parlando.

scritto da francilastrega alle 19:16 | permalink | commenti (2)

giovedì, dicembre 11, 2003

Esercizio di stile. ... 

Esercizio di stile.
Stile franci.
Questa notte ho sognato quel piccolo idiota meschino che era il prof di filo al liceo, quello che mi bocciò, per essere precisi, dopo che gli risi in faccia per una sua ridicola apparizione alla mia porta a scopo propagandistico. Nel sogno mi è apparso nella sua malsana espressione da burocrate stalinista, tipo fassino, per intenderci. Bello sentire il braccio di SirJ che mi avvolgeva, al mio sudaticcio risveglio.

Meglio così, no, zagreo?

scritto da francilastrega alle 16:46 | permalink | commenti (6)

Una mina vagante 

Una mina vagante, certo, ma solo nel mio ben ristretto ambito. Comunque mi piaceva recitare il ruolo. Lasciato il collegio ho dato il meglio di me, suscitando in chi mi era vicino tutte quelle domande e preoccupazioni che hanno capovolto il mio essere. Una strada senza ritorno ed io, distratta per indole, l'ho imboccata con incoscenza. 
Cles è un paese di provincia un po' meno simmetrico della cittadina di edward manidiforbice ma con la stessa ingenua cittadinanza, un po' piagnona, un po' costretta entro i suoi monti. Io amo i miei compaesani teneramente ma, come qualsiasi adolescente provinciale ho cercato di mettere un piede fuori e di allontanarmene. L'originalità, forse, sta nel modo in cui mi sono fatta varco tra i monti. Originalità si fa per dire, ché ogni volta che cambio domicilio mi rendo conto di essere ridicolmente catalogabile. Ma a Cles rimango un punto interrogativo di quelli che fanno aggrottare il sopracciglio. Comunque simpatico, mi permetto. 
Era carnevale e, non ricordo più come, mi sono trovata sola nella discoteca locale. Sola sia nel senso che gli altri tre miei amici storici non erano là, sia nel senso che la discoteca era praticamente vuota. Non ero propriamente in costume: approfittando del carnevale mi ero infilata un vestito nero lungo fino ai piedi, cipria, occhi neri e rossetto scarlatto. A completare l'opera (d'arte, sì, certo) una veletta nera ritrovata negli armadi della nonna paterna. Un velo ricamato finissimo che, dal giorno del rinvenimento, aspettavo l'occasione buona per poter indossare. 
Il mio caro amico era lì al banco come al solito. Con i suoi qualche anno più di me, qualche storia più di me, qualche denuncia più di me. Io, lui, l'ho sempre trovato simpatico. Stivaletti pitonati e capelli biondi e crespi come la canapa. Molti, tra i più buoni, lo considerano una macchietta, altri, intransigenti, puntano il dito contro il suo passato. E anche contro il suo presente, in effetti. C'è sempre stata, tra noi due, una complicità maliziosa: entrambi abbiamo sempre saputo di stimarci reciprocamente e ci siamo sempre presi gioco degli occhi e delle orecchie altrui. Quella sera il nostro era un ben misero pubblico ma io contavo su quella pecuniarità che caratterizza qualsiasi piccolo paese o mondo: l'indiscrezione. Sono sicura che dopo la nostra uscita di scena, dopo tutti i campari e gli incontri a seguire, molte labbra abbiano sussurrato e molti occhi si siano spalancati. Siamo volati via tra i sentieri ed abbiamo parlato a lungo. Cosa sia successo veramente - o cosa non sia successo - lo sappiamo di certo solo io, lui e alberto, mio amico confidente e soprattutto curioso. A me, sicuramente, fa solo lustro sapere di aver suscitato, ancora una volta, un po’ di scalpore e di aver reso meno noiose le serate dei miei compaesani. Oltre che le mie, of course. Perché è bello scoprire che una parola gentile in dialetto possiede una fragranza sconosciuta a qualsiasi fiore esotico.

scritto da francilastrega alle 15:47 | permalink | commenti (12)

Vivere in tre non è ... 

Vivere in tre non è sempre facile. Io, ovviamente, mi occupo solo delle faccende mie e di Sergio. A lavare, stirare e pulire i vestiti e le stanze di fabio ci pensa sua madre. Io adesso, però, dovrei proprio passare l'aspirapolvere. E fabio dorme. Beh, se non ha sentito la sveglia che ha suonato per 1/4 d'ora forse non sentirà neanche l'aspirapolvere. E' un buon uomo, in fondo, fabio, ma a volte gli farei provare tutte le sberle che sua madre non gli ha mai dato. Perché non si può, depressi o non depressi, non fare un cazzo da mattina a sera. Ha 32 anni, mica quindici.

scritto da francilastrega alle 12:16 | permalink | commenti (2)

Ieri sera SirJ mi ha... 

Ieri sera SirJ mi ha fatto leggere i suoi taqquini di viaggio. Scopro che scrive molto meglio di me. Un po' alla kerouac, per intenderci. Ma di blog ancora non ne vuole sapere.

scritto da francilastrega alle 10:26 | permalink | commenti (4)

mercoledì, dicembre 10, 2003

Pingue come berlusco... 

Pingue come berlusconi, l'aspetto malsano da burocrate stalinista, tipo fassino. Più freddo di d'alema, frequenta il parrucchiere di de michelis. L'ho sognato questa notte e mi sono spaventata. Ci ho impiegato tutta la sera a capire chi fosse, poi, dieci minuti fa, l'illuminazione. Il mio professore di filosofia della mia prima terza liceo, quello che mi ha bocciata dopo che gli ho riso in faccia quando si è presentato alla porta di casa mia con i fascicoli di propaganda demoproletaria.
Chissà che non gli sia successo qualcosa...

scritto da francilastrega alle 20:59 | permalink | commenti (4)


IO PRIMA O POI L...
 

stairway to heaven
IO PRIMA O POI LO UCCIDO.

scritto da francilastrega alle 18:22 | permalink | commenti (8)

Mi arriva questa ema... 

Mi arriva questa email in risposta ad un'inserzione pubblicata tempo fa.





"Ho letto il suo annuncio di lavoro sul sito perlavoro.it. Sono un
giornalista che lavora per una nuova rivista di arte e cultura a Milano.

Per la nostra redazione stiamo cercando un grafico con esperienza, per l'impaginare e per altri progetti di grafica, che lavori in perfetta autonomia. Dovrà conoscere alla perfezione l'ambiente Macintosh e i seguenti programmi: X-Press, Photoshop, Illustrator, Internet...

Se è interessato alla proposta le dico che per i primi 6-8 mesi, non avrà una retribuzione ma solo un buono pasto e forse un rimborso per i biglietti per il trasporto pubblico (che di questi tempi di crisi non è poco). Inoltre le servirà per arricchire il suo curriculum e per fare maggiore esperienza.

Aspetto una sua e-mail di risposta.



Cordialmente Marco xxx

direttore editoriale Non solo arte"


La mia risposta arriva puntuale, in effetti. Ne riporto il testo.



"Senta un po'... Lei dove vive??

Perché dove vivo io i grafici sono retribuiti eccome e
se ne impippano allegramente di rimborsi sui mezzi di
trasporto e dei buoni pasto.

Guardi, il mio curriculum è fin troppo ricco, ho
lavorato con grandi nomi della grafica e per clienti
che, a differenza della sua rivistucola, avevano soldi
per pagare i propri dipendenti.

Il mio ultimo stipendio come lavoratore dipendente si
aggira intorno ai 1400 euro e l'ultimo lavoro come
freelance, consegnato la settimana scorsa, mi frutterà
1200 euro netti.

Sono una professinista seria, io: rivolga la Sua
proposta ai poveri malcapitati che escono dalle
scuole.

E si vergogni.
"




Forse me la sono cercata, in ogni caso, la risposta di questo Signore (sic), direttore di una testata giornalistica, è la seguente:



"SE LEI E' COSI' BRAVA CON LE PAROLE, IMMAGINO QUANTO LO SIA ANCORA DI
PIU'
CON LA BOCCA A SPARARE POMPINI!!!! POMP POMP...


Non so se ridere o incazzarmi. Soprattutto non so se la persona che mi ha inviato questa cosa è davvero il signor Redondi, dato che l'email mi proviene da questo indirizzo: "Marco xxx" xxx@libero.it.

scritto da francilastrega alle 14:38 | permalink | commenti (19)

venerdì, dicembre 05, 2003

Martedì psicologo. M... 

Martedì psicologo. Mercoledì cena di compleanno a casa. Giovedì cena con il pezzo grosso dei pompieri e consorte. Venerdì cena di compleanno con la famiglia di Sergio. Sabato matrimonio. Domenica? Mah. Probabilmente gastrite e dissenteria.

scritto da francilastrega alle 14:51 | permalink | commenti (8)

giovedì, dicembre 04, 2003

Facciamo così: a que... 

Facciamo così: a queste 20 persone (20!!) che mi hanno fatto gli auguri, racconterò quella che è stata la mia serata di ieri, così sarà un po' come se fossero state presenti.
L'emicrania l'ho sterminata a colpi di aulin e moment. Ho spadellato tutto il pomeriggio e se non ero ai fornelli ero nel piccolo supermercato qua sotto, dato che ogni tre minuti mi accorgevo di essermi dimenticata qualche ingrediente. Alla cassiera ho spiegato che a me la spesa piace farla a rate...
Menu:
bruschetta con pomodori (fallimento totale: ho bruciato il pane...)
Insalata di carciofi crudi con rucola parmigiano e aceto simil-balsamico
Insalata di spinaci crudi con olio, pepe e limone
Pasticcio di verdure della mamma con pesto, zucchine, spinaci, piselli, formaggio e non so che altro
Pinzimonio di sedano
Involtini di vitello con salsiccia, senape, gorgonzola, capperi cotti con un po' di marsala e due cucchiai di panna
Puré di patate
Tiramisù
Pandoro a stella con crema pasticcera (che ho cotto un po' troppo ed aveva un che di frittata...)
Copiosa pioggia di vino rosso gentilmente offerta da SirJ

Eravamo in dieci più due gatti più un cane... sono avanzati solo i pomodori. E dire che mi pareva di aver cucinato per un esercito... ma sono sicura che, usciti di qua, non sono andati a farsi una pizza perché sembravano tutti belli tronfi. La serata se ne è andata tranquilla. La Chicca, la giò e fabio hanno fatto il solito ping pong di citazioni politico/filosofico/sentimentale (e io, che la vedo decisamente in maniera diversa, per questa volta me ne sono volentieri tenuta fuori). Il moroso della chicca mi ha fatto un sacco di complimenti sul cibo...la chicca ha detto che è un gran leccaculo, naturalmente sbaglia, è un grande intenditore, invece.
Alla fine i divani made ikea ci hanno risucchiato, tutto il ciarlare s'è quietato e piano piano siamo rimasti SirJ, Fabio, i gatti, io ed una montagna di stoviglie sporche.

scritto da francilastrega alle 15:31 | permalink | commenti (15)

mercoledì, dicembre 03, 2003

Svegliarsi con un ma... 

Svegliarsi con un mal di testa lancinante il giorno del proprio compleanno mi sa che porti nera...

scritto da francilastrega alle 09:34 | permalink | commenti (24)

martedì, dicembre 02, 2003

Mi scrive Jolanda Ca... 

Mi scrive Jolanda Casigliani in riferimento alla Cassa delle Ammende

Abbiamo tenuto a Torino un convegno sulla Cassa ed abbiamo capito che i soldi ci sono 80 MILIONI di euro (!!!!!), non sono mai stati spesi e chi dovrebbe vagliare e poi approvare i progetti e finanziarli sta prendendo tempo con la scusa di un Regolamento (fantasma) che il ministro dice essere pronto, che invece ancora non c'è; insomma tipico caso italiano di inadempienza gravissima, di insipienza ed inavia delle istituzioni, tutto alla faccia di migliaia di detenuti ristretti in cella per 22 ore al giorno, senza futuro, senza speranza di un possibile cambiamento della propria tragica vita. (L'indice di recidiva in Italia si attesta intorno al 79%) VERGOGNA !!! Ma non finisce qui. Gli staremo col fiato sul collo!!! Jolanda Casigliani

scritto da francilastrega alle 18:54 | permalink | commenti (3)

Sempre durante quel ... 

Sempre durante quel giro con Christian, Tenuta Biondi e Santi, Montalcino. Ero lì per il viale alberato più bello (a parer mio) della Toscana e, naturalmente, per sputtanarmi uno stipendio in vino. Racconto all'impiegata che un amico di mio padre ha comprato 100 litri di brunello sfuso, buonissimo, che però non è riuscito a conservare ed è andato tutto in aceto. Alla parola "aceto" signora spalanca gli occhioni e mi fa: "Aceto? Lo venda. Costa ancora di più".

scritto da francilastrega alle 13:11 | permalink | commenti (1)

Io ci sono stata in ... 

Io ci sono stata in quell'agriturismo e per poco non la rendevo.
Ero con Christian ed avevamo in progetto un tour gastronomico tra Marche, Umbria e Toscana. Progetto fallito miseramente perché sono entrata in indigestione già il primo giorno a Senigallia, in un'Osteria della Posta trovata casualmente nella guida slowfood. Era gennaio e faceva davvero freddo. Il pomeriggio l'avevo trascorso incespicandomi tra i tratturi di Gubbio a causa della mia brillante scelta calzaturiera: garantisco che scendere per quelle stradine con dieci centimetri di tacco non è divertente. Dopo aver acquistato un mascara (il famoso mascara di Gubbio, come ha sottolineato la Mara), ero stanca morta ed ho preteso riposo. Guido, uno strano ex collega di lavoro, abita da quelle parti e gli ho telefonato per farmi consigliare un posto carino dove dormire. "A Santa Cristina ci sarebbe l'agriturismo del figlio di Dario Fo..." (storco il naso) "No guarda, è carino, sta in un posto stupendo e poi ci sono corsi di meditazione, massaggi..." (tutte cose per le quali io notoriamente vado pazza) "Sì, sì bella roba..." "Guarda, vacci perché merita davvero" "Vabbé, Guido, se me lo dici tu..." Se me lo dici tu un corno. E deficiente io che non ho associato il consiglio al consigliere. Era già molto tardi ed eravamo senza benzina. Questo posto è un po' in culo ai lupi ed io temevo di trascorrere la notte sui sedili della volvo di Christian, al freddo. Ma ci siamo arrivati. Io non sono neanche scesa dalla macchina, ché almeno a Gubbio c'era il selciato ma di riaffrontare i tacchi sul prato non se ne parlava proprio. Torna Christian con due tesserini in mano "Libera Università di Alcatraz"... (oh ma questi sono proprio convinti...). "Ci hanno dato un bungalow, è un po' caro ma non ho voglia di tornare indietro..." "E vabbé, tanto mica ci mangiano... siamo adulti, noi". Ci arrampichiamo verso il bungalow. Era notte ma la sagoma risaltava bene ed io quella sagoma la conoscevo: l'avevo vista il giorno prima. L'avevo vista sul Colfiorito, la sagoma, identica, ché quello non era un bungalow, bensì un container. Un container sporco lercio, tra l'altro. Appena ci ho messo piede mi è arrivato addosso un odore pungente che non saprei definire. "Oh, apriamo le finestre" mi fa Christian. Io ero intenta a costruire una passatoia con gli asciugamani tra il letto ed il bagno. "Ma sei fuori?? Fa freddissimo". Poi apro la doccia e scorgo sulla pedana peli di vario genere e resti di sapone. "Altro che finestra... vecchio, andiamo via, questo posto è sudicio". Lui leggeva le scritte sui muri: commenti che non esaltavano certo l'igiene del posto ed il proprietario. "E sia, apri 'sta finestra, dai, io mi metto a letto così come sono: la doccia fa schifo".
Un paio di ore dopo mi sveglio con uno strano bip bip. Quello strano bip bip mi stava avvisando che una stufa rotta stava diffondendo monossido di carbonio per tutto il container e che se Christian non fosse stato un patito dell'aria pura a quest'ora la sottoscritta sarebbe stata in Cielo (ne sono certa) a far piovere letame sulla testa di Jacopo Fo. E sulla testa di tutte quelle sue affezionate clienti in vero maculato che discutevano di solidarietà, il mattino dopo, a colazione. Ecco... la torta era buona.

scritto da francilastrega alle 10:25 | permalink | commenti (2)

lunedì, dicembre 01, 2003


STAIRWAY TO HEA...
 

stairway to heaven
STAIRWAY TO HEAVEN

scritto da francilastrega alle 13:23 | permalink | commenti (2)

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