! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

venerdì, novembre 28, 2003

Vediamo un po' se ri... 

Vediamo un po' se riesco a farmi fraintendere un'altra volta o se questo post scatenerà gli istinti più biechi.
C'è un uomo il cui pensiero mi piace credere sia il mio. Mi piace credere, ho scritto.
Quest'uomo ha una trentina di anni più di me e, dacché ho cognizione, egli viene tacciato di cambiare bandiera più spesso di quanto cambi il fazzoletto. In effetti, malgrado la mole, si destreggia con agilità e l'ho visto da una parte e dall'altra, a sinistra e a destra, di qua e di là, con gli studenti, con il potere. La disinvoltura che determina i suoi spostamenti di poltrona ricorda un po' il gioco delle sedie e, siccome raramente, molto più raramente dei suoi compagni di gioco, egli rimane in piedi, ha acquisito quell'antipatia figliastra dell'invidia. Lui di suo finge di ridersi addosso, qualche volta alza la voce, spesso suda.
Nella mia visione romantica, non sono riuscita a sistemare quest'ingente personaggio né nel ruolo di biancaneve, né in quello del boscaiolo... non è un nano, decisamente non è il principe azzurro (ché di azzurro avrà pure gli occhi ma l'aspetto ha poco del principesco) né tantomento la strega cattiva.
E allora ho chiuso il libro delle favole ed ho aperto un manuale di informatica. Illuminante. Mi sono accorta che negli ultimi anni la storia corre veloce. Le carte in gioco cambiano da un giorno all'altro come e più dei sistemi operativi. Ogni evento si aggiorna continuamente e non è più possibile dare definizioni o inscatolare la storia. Tutti ci provano ma vigge il paradosso. Ora il mac è di sinistra perché si oppone alla maggioranza ma non riesco a finire di pronunciare la frase che il mac è diventato conservatore, causa l'elevato costo di hardware ed applicativi. Qualcun'altro ne rivendicherà l'appartenenza tra un mese. Nessuno ne uscirà soddisfatto. E lui sempre lì, il Mac, che si offre e si sottrae sghignazzante, proprio come quest'uomo.
Dicevo che mi piace credere che la pensi come me. Non ne sono certo sicura ma forse sono riuscita a capire, non a sistemare, questa variabile impazzita, questa anguilla (ehm, forse il termine capitone gli si addice di più) sfuggente. Corre più veloce degli altri, lui. Non si lascia plasmare e prende il meglio, o, almeno, il suo meglio, da tutti. Ha capito che non ha più senso parlare di fazioni e di schieramenti: lui se ne serve a piacere, piluccando da una parte e dall'altra, disprezzando destra e sinistra. Si innamora di continuo, consuma la bionda e corre verso un'altra fanciulla mora. O rossa. Se la bionda torna a piacergli se la riprende. Senza retorica. Ha capito che la memoria storica è poco pratica e molto faziosa. Se ne impippa, lui, che li ha visti pontificare, scomparire e poi riapparire. E allora quando lo ritiene si schiera ma poi ci litiga quando le cose non vanno come pensa lui. E ne sparla: come le bambine fa comunella. Possiede un'intelligenza troppo vivace, non si riesce a tenerlo fermo, direbbe la maestra. Nichilista e dissacratore, mette ogni certezza in gioco, non curandosi troppo del fatto che il suo atteggiamento infastidisca gli altri. Tanto è grande e grosso, lui, con un cazzotto li tira giù tutti. Se ne ha voglia. E se rimangono su chissenefrega, tanto non dura.
Ecco, questo mi soddisfa molto più della favola. Perché cosa sarebbe successo se Biancaneve non avesse avuto voglia di una mela? Magari la accettava per cortesia alla vecchina ma poi la metteva sul tavolo. Passa un nano, se la magna e la storia cambia.
Una mina vagante, un elefante uscito dal branco a far baldoria. Anzi, un elefantino.

scritto da francilastrega alle 12:00 | permalink | commenti (24)

giovedì, novembre 27, 2003

 

Ieri sera, mentre brindavo alla prossima stagione sciistica, un caro amico produttore di scarpe mi ha rivelato che uno dei miei marchi preferiti, il cui spaccio in Toscana probabilmente è stato finanziato dai miei acquisti, si fregia del "made in italy" e lavora le scarpe in romania. E non so se si hanno presenti le condizioni di lavoro in romania: operaie affamate che per tagliare le pelli si servono di coltelli da cucina, pagate in media 150.000 lire al mese. La scarpa per intero viene prodotta là e marchiata made in italy, per essere caricata su un camion che alla dogana non viene controllato. Allora sono corsa in armadio per far vedere al mio amico che le mie scarpe erano comunque bellissime. Ma l'intenditore, appena gliele ho messe in mano, mi ha fatto notare dei taglietti sul bordo della scollatura. Ha detto che potrei tranquillamente rispedirle al mittente, dato che le avrò indossate sì e no tre volte (e per tre volte ho saraccato perché sono decisamente scomode). Non trattandosi di invidia (perché questo costruisce scarpe per marchi altrettanto prestigiosi e blasonati) sono rimasta particolarmente delusa. Ora le mie scarpe sono qui, davanti a me, ma non riesco a guardarle con gli stessi occhi. Forse se si cambiasse una lettera nella griffe, e al posto della D si mettesse una G mi sentirei meno tradita.

scritto da francilastrega alle 11:21 | permalink | commenti (5)

mercoledì, novembre 26, 2003

 

La Saclà ha cambiato testimonial? Peccato, a me il biondino dei Savoia era piaciuto molto.

scritto da francilastrega alle 13:17 | permalink | commenti (13)

martedì, novembre 25, 2003

 

Corollario... io, per imparare le buone maniere, sono stata mandata in collegio sui monti dalle suore... la Guzzanti, per insegnarle a stare composta, si potrebbe mandarla nella scuola della De Filippi. Magari impara anche a ballare!

scritto da francilastrega alle 18:27 | permalink | commenti (65)

 

Facciamo che...
Facciamo che siete amministratori delegati di un'azienda. Facciamo che questa azienda sia una televisione. Facciamo che l'azienda si chiami RAI e che sia una televisione di stato: un servizio per il quale ogni famiglia italiana paga un canone a gennaio e neanche poi così a basso prezzo.
La vostra azienda è sottoposta a delle regole. Tipo quella di non far comparire i minori per rispetto alla loro crescita. Tipo quella di non far propaganda fascista (regola che, se non ricordo male, è sancita dalla Costituzione, tra l'altro). E molte altre, tutte volte in qualche modo al rispetto delle persone, delle religioni, delle minoranze.
Fate conto che voi avete preso la direzione di quest'azienda e ve la siate trovata in mano già fatiscente, causa le cattive trascorse gestioni. Un'azienda nell'occhio del ciclone, in cui si respira aria malsana da mattina a sera e basta una scintilla per fare il botto.
Per la vostra azienda assumete un dipendente (va bene anche un freelance). Uno che già vi sta un po' sulle balle, ma del quale tutti vi osannano la bravura, la genialità, la simpatia. Non siete molto convinti ma avete bisogno di togliere dalla vostra azienda quell'aspetto legnoso e obsoleto da festival di sanremo o da cocuzzaro... del resto la concorrenza vi sta mettendo un po' alle strette con prodotti come Zelig ed i vostri bilanci sono in rosso. I vecchi amministratori delegati sono ricorsi a mezzucci per raggranellare denaro come imbottire di pubblicità e sponsorizzazioni tutte le trasmissioni ma voi vi rendete conto che il vero problema è proprio quest'immagine di vecchiume e di immanicamento che vi dovete togliere. E allora prendete su questo tizio che pare piaccia tanto, è pure figlio d'arte, anche se a vostro parere gli antenati se la cavavano meglio... Gli offrite uno spazio tutto suo. E' un professionista e magari lo sopravvalutate un po' credendo che l'abc aziendale lo conosca già. Non vi prendete neanche la briga di spiegargli che al lavoro si arriva in orario, ci si veste dignitosamente, non si fuma e si rispettano le sopraccitate regole.
E 'sto stronzo, anzi, cominciamo a fare nomi e cognomi: 'sta stronza della Guzzanti alla sua prima apparizione, se ne viene fuori con un'espressione tipo "LA RAZZA EBREA". Ecco che tutto il vostro lavoro se ne va in fumo di botta.
Ora voi, come amministratori delegati di quest'azienda, avendo la facoltà di non servirvi più di questa imbecille (che avreste fatto meglio a seguire il vostro istinto lasciandola dov'era), cosa fareste?

E poi, qualcuno ha presente la differenza tra cattivo gusto e satira??

scritto da francilastrega alle 11:27 | permalink | commenti (27)

lunedì, novembre 24, 2003

 

La mamma di Sergio mi ha regalato un anello bellissimo. Dunque gli orpelli al mio corpo aumentano: 1 orologio, 2 anelli, 1 tatuaggio, svariate cicatrici. Nulla di ciò risulta troppo evidente.

scritto da francilastrega alle 17:45 | permalink | commenti

 

indie blog awards

Categoria "indieblog che contiene meno link a blogstar".
Su PubblicoDiMerda

scritto da francilastrega alle 11:27 | permalink | commenti (3)

 

Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini Raul Gardini

Ora che ho avuto il coraggio di nominarlo io, sarei lieta che altre ben più illustri penne spiegassero che fine ha fatto e se di fine si tratta.

scritto da francilastrega alle 10:38 | permalink | commenti (14)

venerdì, novembre 21, 2003

 

Qualcuno è entrato qua dentro da questo provider:
Raiffeisen Verband Suedtirol.
Ora, questa è casa mia. Non essendo al corrente di un modo per bloccarne l'accesso, ci tengo a ribadire che io non voglio aver niente a che fare con loro: gli altoatesini qua dentro non sono desiderati.

scritto da francilastrega alle 16:25 | permalink | commenti (21)

 

Partenza per l'amata valle, questa sera: vado a sciare con SirJ e papà. Sono giornate, queste, in cui il risveglio è allietato dagli incubi vissuti: le ansie che ben riesco a relegare durante il giorno si sfogano la notte rendendomi partecipe di processi per inadempienze, telefonate di padri ed amministratori, piscio di gatta: il sollievo della consapevolezza è poca cosa e le conversazioni sono ridotte a monosillabi e mugugnii. Le liti più feroci con mia madre, nella storia, sono scaturite proprio dalla mia incapacità di dialogo mattutino. Spero che la presenza di SirJ ponga dei limiti ad entrambe.

scritto da francilastrega alle 10:33 | permalink | commenti (3)

giovedì, novembre 20, 2003

 

I always said he'd come to no good
In the end your honor.
If they'd let me have my way I could
Have flayed him into shape.
But my hands were tied,
The bleeding hearts and artists
Let him get away with murder.
Let me hammer him today?

Crazy,
Toys in the attic I am crazy,
Truly gone fishing.
They must have taken my marbles away.
Crazy, toys in the attic he is crazy.

R. Waters

scritto da francilastrega alle 17:07 | permalink | commenti (7)

 

Scarsa frequenza sul blog... la causa è l'uscita di SSX Tricky 3 che sta impiegando tutti i miei pomeriggi. Strepitoso!

scritto da francilastrega alle 16:34 | permalink | commenti (3)

martedì, novembre 18, 2003

 

francilastrega Francoforte puzza di fritto misto spezie. Lavoravo all'areoporto e da Oberursel, il quartiere dove ero alloggiata, ci mettevo un'ora e rotti, con la U-bahn. Conoscevo a memoria ogni murales ed avevo imparato a riconoscere le varie tag. Cercavo di immaginare come erano riusciti a piazzare delle tag in posti praticamente irraggiungibili. Gli ultimi mesi quel tragitto mi era insopportabile per il lezzo ma soprattutto per quella pronuncia sibilante. Allora alzavo il volume del walkman il più possibile, per coprire le zeta e le esse. Alternavo gli Who agli Housemartins e leggevo Sciascia. Cercavo di allontanarmi dalla loro cultura in ogni modo. Al lavoro storpiavo i nomi. Stephan diventò Steven, Angelika diventò Angie. Dall'areoporto alla base Lufthansa sono dieci minuti a piedi, forse meno. Senza cartellino di riconoscimento non si può accedere e se lo dimenticavo a casa (due giorni su tre) mi rilasciavano un lasciapassare adesivo che io appiccicavo all'interno del bavero. A distanza di anni ho ritrovato cappotti con l'adesivo ancora pregni di quell'odore pestifero.
A farmi sorridere c'erano gli stewart, che mi regalavano bottiglie bidose di veuve clicquot e di piper. Una sera, con Thorea, la mia bellissima vicina musulmana, siamo andate in una discoteca turca e i buttafuori hanno individuato subito la bottiglia di piper (aperta) nascosta nella tasca dei pantaloni. Me l'hanno restituita a fine serata, coprendomi di auguri per il compleanno che mi ero inventata come giustificazione.
L'altra sera sono andata a comperare uova e detersivo per pavimenti all'Auchan ed al reparto dei vini mi sono ricordata che quelli stewart generosi non li ho neanche salutati.

scritto da francilastrega alle 19:12 | permalink | commenti (3)

 

risata cavallina

Cara Amica,
Il tuo blog cartaceo sta perdendo colpi, più del mio telematico.
Con affetto.

scritto da francilastrega alle 19:08 | permalink | commenti (3)

lunedì, novembre 17, 2003

 

Alla ricerca del genio che c'è in me, ho ripescato l'ultimo vero diario cartaceo che ho tenuto. Per scoprire che in quel libro nero, dal quale ero sicura potesse scaturire un best seller adolescenziale, non vi erano altro che un sacco di banali idiozie.
Me ne torno a stirare. Sono sicura di avere un avvenire.

scritto da francilastrega alle 15:28 | permalink | commenti (6)

giovedì, novembre 13, 2003

 

Una bella personcina. Io me ne starei alla larga. Alla larga da me stessa e dal mio marciume.

DisorderRating
Paranoid:Low
Schizoid:High
Schizotypal:Very High
Antisocial:Moderate
Borderline:Very High
Histrionic:High
Narcissistic:High
Avoidant:Low
Dependent:Moderate
Obsessive-Compulsive:Moderate

-- Personality Disorder Test - Take It! --

scritto da francilastrega alle 17:11 | permalink | commenti (3)

 

Day after day, love turns grey
Like the skin of a dying man.
Night after night, we pretend its all right
But I have grown older and
You have grown colder and
Nothing is very much fun any more.
And I can feel one of my turns coming on.
I feel cold as a razor blade,
Tight as a tourniquet,
Dry as a funeral drum.
Run to the bedroom,
In the suitcase on the left
You'll find my favorite axe.
Don't look so frightened
This is just a passing phase
, One of my bad days.

(...)

Why are you running away?

R. Waters

scritto da francilastrega alle 16:37 | permalink | commenti (2)

 

Contenuto della mia borsa (tracolla di prada) di questa mattina: 1 portafoglio, 4 CD con lavori grafici, 1 spazzola per capelli, 1 forbice, 1 cassetta di De André, 1 skipass dello Stelvio, 2 accendini, 1 brugola, 3 fermagli per capelli,1 lima per unghie, 1 telefono cellulare, 1 portiera del modellino della macchina della Guardia di Finanza (quella che avevamo regalato ad alberto 3 anni fa per il compleanno e che è andata bruciata), 3 occhiali da sole, 1 micromaglite, 1 cacciavite a stella, ca. 40 grammi di tabacco sparso.

scritto da francilastrega alle 13:06 | permalink | commenti (8)

mercoledì, novembre 12, 2003

 

Me lo sono scritta sul retro di uno scontrino, ieri, perché ero in macchina (stavo andando dal dottore) e non ero così sicura di poterlo ricordare. Cassa delle ammende, ho scritto. In cosa consiste e - soprattutto - a cosa è destinata, invece, non l'ho scordato ma per non rischiare di scrivere fregnacce mi sono documentata direttamente sul testo del Decreto del Presidente della Repubblica del 30 giugno 2000, artt. da 121 a 130. Riassumendo, la Cassa delle ammende è un ente il cui patrimonio è costituito, tra l'altro, dai proventi degli illeciti dei detenuti.
I fondi patrimoniali della Cassa sono erogati, previa delibera del consiglio di amministrazione, per finanziare prioritariamente progetti dell’Amministrazione penitenziaria che utilizzano le disponibilità finanziarie dei fondi strutturali europei, nonché progetti che utilizzano finanziamenti previsti dalla normativa comunitaria, da quella nazionale e da quella regionale.

I fondi patrimoniali della Cassa sono altresì erogati, previa delibera del consiglio di amministrazione, per il finanziamento di programmi che attuano interventi di assistenza economica in favore delle famiglie di detenuti ed internati, nonché di programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale di detenuti ed internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione.


Nel maggio scorso, grazie all'interessamento della Signora Jolanda Casigliani (mi sono scritta anche questo), è stata fatta un'interrogazione parlamentare al Ministro Castelli in merito programmi finanziati dalla Cassa delle Ammende in favore delle famiglie dei detenuti e del reinserimento sociale dei carcerati. La risposta del Ministro è questa: in tre anni la Cassa delle Ammende non ha finanziato alcun progetto.

Anche mia nonna, come il Ministro Castelli, nascondeva i soldi sotto il materasso.

Naturalmente la fonte di questa notizia è Radio Carcere, la trasmissione di radio radicale del martedì sera, condotta da Riccardo Arena.

scritto da francilastrega alle 17:49 | permalink | commenti (12)

martedì, novembre 11, 2003

 

Mi è arrivata un' email il cui oggetto è: Festa del Pompino. Non l'ho aperta solo perché sarà sicuramente infetta, ma sto ridendo da 1/2 ora

scritto da francilastrega alle 12:54 | permalink | commenti (7)

 

Memorabile... Frasi d'amore scritte a macchina...
la nostra storia in quattro pagine...
che, raccontata ci puo' perdere...
Ah, formidabile... Il tuo avvocato e' proprio un asino
no, certe cose non si scrivono...
che poi i giudici ne soffrono...
eh, eh,
eh... Rido perche`,
a parte lo stile del tuo legale,
sono parole tue
d' amore scritte a macchina,
baby, baby, van tanto bene per me...

P. Conte

scritto da francilastrega alle 11:57 | permalink | commenti (1)

 

Mi hanno messa sull'olimpo: in un soppalco noialtri mac user, sotto i villani dossisti. Una mansardina con travi a vista e legno a terra. Un anacoluto di stile che nel complesso risulta piacevole e, comunque, destro. Al mattino siamo in quattro; Silvia e Adriano il pomeriggio non ci sono. Rimango con Michele, lo Stakanov dell'animazione, con il quale m'allieta discorrere di mac e playstation. Andrebbe tutto abbastanza bene. Se però questa collaborazione dovesse protrarsi, intendo stipulare un contratto part time per sole otto ore al giorno.

scritto da francilastrega alle 11:45 | permalink | commenti (2)

domenica, novembre 09, 2003

 

C'è tutto da riordinare, qua dentro...

scritto da francilastrega alle 13:03 | permalink | commenti (2)

giovedì, novembre 06, 2003

 

Il bue dice cornuto all'asino.
In effetti Zelig mi mancava. Per fortuna ci pensa la magistratura a farmi ridere... e che dire di Pegoraro Scanio??? Una spalla degna di Bisio!! Ieri al TG1, quando invitava i governanti a svolgere le loro mansioni piuttosto che pensare alle manifestazioni, ho capito che Sachmacher è cosa superata. L'unico che, invece, non mi ha fatto divertire per niente, è proprio un comico: Beppe Grillo (ma sono solidale all'invidia, dunque non infierisco).

scritto da francilastrega alle 21:47 | permalink | commenti (2)

mercoledì, novembre 05, 2003

 

I maligni avranno pensato "eheheh, dura la vita del blogger lavoratore"... i maligni hanno sempre ragione. Ho davvero temuto che il tempo del mio diariuccolo online fosse terminato. E invece no. Già ieri sera avrei potuto postare, ma sono dovuta andare dal dottore e quando sono tornata a casa il piccolo iMac era occupato da SirJ. Oggi invece ho quasi finito le mansioni assegnatemi dal... Product Manager (ogni volta che pronuncio queste parole ci scappa una risata, mica per lui, poveraccio, che pare anche un buon uomo, quanto per l'altisonanza del neologismo).
Dunque sono ancora qui, oh bella!

scritto da francilastrega alle 16:19 | permalink | commenti (5)

martedì, novembre 04, 2003

 

Qualcuno per favore mi potrebbe riassumere cosa sta succedendo a Dawson? Magari quel qualcuno sa anche dirmi quale delle Superstar hanno sbattuto fuori...

scritto da francilastrega alle 14:34 | permalink | commenti (5)

lunedì, novembre 03, 2003

 

Primo giorno di lavoro e sono ancora qui perché il PM (ohoh, abbiamo anche un PM qua dentro) non si decide a uscire dalla sala riunioni.
Ho prodotto, ho prodotto: un template HTML per un CD rom con tanto di cover e inlay.
Questo posto mi piace poco: mi sembra che in molti lavorino troppo per soddisfare le tasche di pochi... e io sono tra i molti.

scritto da francilastrega alle 19:07 | permalink | commenti (13)

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