! !
La gente è strana. E puttana.
Non esiste al mondo un altro posto come Fiorucci.


 

martedì, dicembre 24, 2002

 

Eccomi dall'altra parte del vetro. Mi sembra di guardare la vita che mi circonda dall'esterno, una specie di film a trecentosessanta gradi, con attori che conosco bene. Li osservo e so che tra queste persone alcune forse non le incontrerò più, altre resteranno qui magari per anni. Ascolto la musica come colonna sonora, questa ragazza di panama che cammina... Peccato non aver potuto esprimere una me stessa meno professionale e più vera.

scritto da francilastrega alle 09:59 | permalink | commenti (3)

 

Comunque alla fine il mio zelo ha avuto la meglio e questa mattina sono qui per finire quel maledetto catalogo e per salutare tutti gli altri. Tra l'altro sono diventata una specie di Che Guevara qua dentro... la guerrigliera che ha osato sfidare il potere... eheheh... hei ragazzi sono ancora viva, nessuno mi ha mangiato, anzi, il tono della conversazione con il capo era civilissimo e mi ha lasciata esprimere tutto il mio dissenso. Per questo ancora non capisco il terror panico di tutti nei suoi confronti. Mah. Questa sera e domani natale con i miei e poi a sciare!

scritto da francilastrega alle 09:10 | permalink | commenti

lunedì, dicembre 23, 2002

 

E' tornato::: ma , naturalmente, è occupato. Fanc.

scritto da francilastrega alle 15:11 | permalink | commenti (3)

 

Batto brocche... fa freddissimo qua dentro! Motivo in più per andare via

scritto da francilastrega alle 12:05 | permalink | commenti

 

Leggera leggera...Questa mattina do le mie dimissioni! E siccome sono in co.co.co, avranno effetto immediato. Ho pianto per due settimane ed ho rischiato di mandare tutto all'aria con Sergio per questo posto dimmmmerda. Ora basta. Bye bye catalogo Tecnica... bye bye Dolomite, bye bye Playlife... e tanto per essere chiara ieri mi sono comperata gli scarponi nuovi: LANGE, alla facciazza dei clienti!!!

scritto da francilastrega alle 11:37 | permalink | commenti (6)

venerdì, dicembre 20, 2002

 

Ogni volta che chiamo la Giò, ci cantiamo la nenia di Profondo Rosso. Quella che si sentiva in sottofondo proma dei delitti, cantata dai bambini, non la solita più famosa di Goblin. Mi diverte.

scritto da francilastrega alle 17:58 | permalink | commenti (4)

 

Venerdì / niente birra in frigidaire / l'ennesimo caffè / brucia indisturbato li sul gas / Tardi per un film / testa tra le nuvole / ballo il cha-cha-cha / mentre metto in ordine. / Scocca l'ora X / prendo l'immondizia e volo giù / fredda notte blu / Mecca degli estranei.(S. Caputo)

scritto da francilastrega alle 15:15 | permalink | commenti (1)

 

C'è una cosa che ho imparato quando ero in collegio a Cortina: mai fidarsi di una suora con le Reebook.

scritto da francilastrega alle 14:52 | permalink | commenti (3)

 

Parentesi: l'uomo della Moki non mi piace. A dire al verità sento che non ho niente da dire neanche alla Moki. Ci siamo perse completamente di vista e lo scorso fine settimana mi sono accorta che non mi piace com'è diventata. Probabilmente anche lei mi considererà un'immatura, ma io a tutti quei discorsi sul mettere su casa non ho proprio voglia di partecipare. E poi non può mettere su casa con un tipo del genere… una volta ricordo che ero quasi invidiosa delle persone che stavano con lei (e sono state moooolte!!!! Eh eh). Questa volta proprio non vorrei essere nei suoi panni. Un commercialista!!!! Dico, proprio un commercialista, con tutti i crismi. Di quelli che sanno contare. Boh contenta lei… anzi sono contenta anch'io perché per una volta posso dire che l'uomo di mia cugina non mi piace per niente e non devo stare lì a chiedermi se troverò mai anch'io una persona così e tutto il resto. Però mi chiedo, quello sì, cosa sia successo nella testa di mia cugina. Ho questo terrore che prima o poi per tutte le donne capiti il momento in cui si rischia di scendere a compromessi e si accetti di "sistemarsi" anche con un commercialista, di andare in giro a guardare sedie e di farsi fare il progetto della casa dalla Maria. La Maria è una gran zoccola di donna che all'età di sessant'anni suonati ha deciso di fare l'architetto. O meglio, l'arredatrice. E' stata proprio lei a trasformare la mia stanza a Trento in una specie di cioccolatino incartato. Balze e volant sotto il letto, cuscini che neanche un harem… stoffe in tensione sul muro e via dicendo. Per anni io e la Moki ci siamo dette che mai e poi mai quella donna avrebbe messo piede nelle nostre case, l'abbiamo insultata senza ritegno, ci siamo lamentate di quello che ha fatto alle case dei nostri genitori ed ora scopro che la prima e l'unica persona alla quale mia cugina si è rivolta per arredare la sua casa è la Maria. Questo è tradimento. Insomma quello che intendo è che non mi va di diventare grande e "sistemarmi" se mi devo mettere con un commercialista e farmi arredare la casa da una zoccola.

scritto da francilastrega alle 14:27 | permalink | commenti

 

Non vado a milano da più di un anno e un po' mi manca.

scritto da francilastrega alle 12:29 | permalink | commenti (1)

giovedì, dicembre 19, 2002

 

Canzoni e poesie / pugnali e parole / i tuoi ricordi / sono vecchi ormai / e i sogni di notte / che chiedono amore / cadono al mattino senza te / cammina da solo / urlando ai lampioni / non resta che cantare ancora / Scivola, / scivola vai via / non te ne andare / scivola, / scivola vai via / via da me /

scritto da francilastrega alle 09:18 | permalink | commenti (2)

mercoledì, dicembre 18, 2002

 

Io non ci riesco ad essere perfetta per tutti. Ad essere perfetta per mia madre che vorrebbe che guadagnassi di più. Ad essere perfetta per mio padre che non vuole che mi fermi in ufficio fino alle nove. Per i miei capi che invece vorrebbero che finissi a mezzanotte e guadagnassi di meno. Per i miei gatti che vorrebbero che stessi di più con loro, per il mio moroso che mi vorrebbe sempre sorridente. Per me che vorrei arrivare una volta a depilarmi le gambe senza usare il rasoio ma che per una ceretta mi vanno via due ore e non so proprio dove trovarle. Perché non me lo trovano i miei un lavoro con orari normali e clienti normali? E anche adesso che sono qui a scrivere per un quarto d’ora mi sento in colpa perché la micia miagola, sono appena tornata e già devo ripartire per andare a dormire da Sergio che non può venire da me questa sera e del resto mi piacerebbe vederlo.Perfetta per la zia, che mi vuole un bene dell’anima e dopo che da tre mesi mi sono trasferita a venti kilometri da lei devo ancora andare a trovare. Perfetta per tornare dai miei il week end o per andare a sciare con Sergio? Devo ancora fare un regalo di natale, ma è difficile riuscirci quando si lavora 12 ore al giorno in un buco di paese ed il week end è dedicato alle pubblic relation. Anche la padrona di casa mi dice che non sono mai scesa da lei a giocare a carte. Devo andare in banca ad aprire un conto, sto girando da tre mesi con un assegno da dieci milioni in borsa ed entro venerdì devo consegnare un catalogo di quaranta pagine, due depliant fustellati, 4 cartelli vetrina, due pendenti per scarpa. Le foto per il catalogo mi devono ancora arrivare, le devo scontornare tutte, 3 per pagina. Le traduzioni per le scarpe idem. Lavoro fino al ventiquattro sera, poi alle sette devo passare a casa mia, prendere i gatti, chiudere tutto con allarme che non conosco, farmi 300 km per essere a mezzanotte a casa dei miei. Devo ancora aprire tre scatoloni del trasloco. Sta per nascere mio nipote e vorrei fare io i bigliettini per lui. Mi nutro di Dixie e pizza da mesi, la mia pelle vorrebbe che mangiassi qualcosa di sano. Vorrei sistemare questo blog, accidenti, sono grafica e mi trovo ad usare un layout preimpostato (a proposito, dov’è finito il mio archivio???).

scritto da francilastrega alle 22:12 | permalink | commenti (6)

venerdì, dicembre 13, 2002

 

Voglia di tea caldo e biscottini al burro, quelli a forma di cuore o di stella. Domani si sposa Giana.

scritto da francilastrega alle 11:59 | permalink | commenti (2)

 

Poco da fare... i grafici hanno le unghie sporche. Io, comunque, le ho. Mi sarò lavata le mani venti volte, oggi... che neanche Benton di E.R. quando insegnava a Carter era tanto meticoloso... ma se devo incollare con la colla spray alla fine mi ritrovo con le unghie sporche. Se poi ci aggiungo la fetta di indice che mi manca e le pellicine smangiucchiate posso tranquillamente candidarmi per la pubblicità della pasta lavamani!

scritto da francilastrega alle 10:24 | permalink | commenti (3)

giovedì, dicembre 12, 2002

 

minuti persi a contare minuti. mancano 14 minuti all'esodo.

scritto da francilastrega alle 18:10 | permalink | commenti

 

Colazione con pane e aulin questa mattina. Maledetta emicrania.

scritto da francilastrega alle 08:47 | permalink | commenti (1)

mercoledì, dicembre 11, 2002

 

Dicesi POGGIA-POGGIA l’atto di appoggiare il proprio membro al corpo di altre persone con la scusa di controllare qualcosa a monitor. Est.: TOCCHICCHIARE

scritto da francilastrega alle 17:20 | permalink | commenti (1)

 

Ma che schifo!!! Il POGGIAPOGGIA del capo... ci mancava solo questo!

scritto da francilastrega alle 17:03 | permalink | commenti (4)

 

Con cadenza periodica torna Lorenzo. Come una volta. Saltava fuori da chissadove, da quella sua contumacia incosciente ed arrivava a casa mia "ciaofrancilamiafrancimachebelloesserequicontepossodormirequiquestanottesonounponeicasini". Tutti sognano un amico come Lorenzo. Io l'ho avuto. Un elfo danzante che appare all'improvviso, che quando scompare ci si sente vuoti e si rimane lì con la bocca spalancata a chiedersi quando tornerà, se tornerà o se si dovrà andare a comperare fiori e fazzoletti. L'ultima volta, sei anni fa. Ricordo che il giorno dopo mi ha accompagnato in città, ci siamo fermati in panificio a comperare un krapfen e gli ho soffiato tutto lo zucchero a velo in faccia. Poi è scomparso. Una volta mi ha telefonato, per chiedermi se conoscevo qualcuno che gli desse un lavoro. Alcuni dei miei ricordi più spensierati sono legati a Lorenzo. Quando lo incontravo per caso (in realtà lui sapeva perfettamente dove trovarmi) ero felice e speravo che tutti mi vedessero con lui, che assistessero al nostro incontro che aveva sempre un che di teatrale, abbracci, piroette per aria… Una volta è arrivato con una Uno bianca presa a nolo, mi ha chiesto se poteva stare da me. Nel tornare a casa scopro che non aveva mai guidato in vita sua… ma Lorenzo era così. Il giorno dopo si è schiantato, da copione. Non so dove sia. Quello che è successo dopo, con i miei e tutto il resto, mi ha portata via. L'anno scorso mi ha detto la Magda che l'ha visto, non bene ma neanche malissimo. Quando sarò ricca andrò a prenderlo e lo porterò via con me.

scritto da francilastrega alle 14:42 | permalink | commenti (2)

 

Bel risveglio questa mattina. Sergio ha dormito da me (sottolineo dormito) e questa mattina non si voleva più alzare. Quindi già ero in ritardo e di pessimo umore per i fatti miei ma non poteva bastare. Quella stronza della gatta ha pisciato sulla sedia. Dunque corri a lavare tutto… lavare… diciamo limitare i danni. Quella grandissima stronza ogni volta che si sente trascurata mi piscia in giro. Vabbè, digeriamo anche questa. Arrivo in ufficio, devo preparare un menabò di cento e rotti pagine e… MI TAGLIO. Come una bambina. Avrò rifilato diecimila menabò nella mia vita ma questa mattina ho deciso di rifilare il mio indice sinistro. Sangue ovunque… molto pulp.Dunque ora sono qui, puzzo perché non ho fatto in tempo a farmi la doccia, ho questo cerottone sull'indice e devo ancora finire il menabò. Io ho bisogno di una balia. Una Mummi di Via col Vento, per intenderci.

scritto da francilastrega alle 11:12 | permalink | commenti

martedì, dicembre 10, 2002

 

Certe cose mi lasciano proprio perplessa e mi domando se sono io a non farmene una ragione o se proprio sto vivendo una situazione fuori da ogni schema. Mi riferisco alla proprietaria di casa. Questa signora mi ha affittato l’appartamento dove vivo. Un appartamento molto grande: sono 130 metri quadri, che, comunque, pago profumatamente.Lei vive al piano terra della stessa casa, la figlia al primo piano, io sto al secondo con i miei gatti. Siccome la sciura ha ancora un sacco di cose in casa mia le ho detto che se voleva salire a prendersele facesse pur tranquliila, visto che io sto via tutto il giorno. CON QUESTO PERO’ NON INTENDEVO DIRE CHE SALISSE A CASA MIA TUTTI I GIORNI!!! L’altro giorno era il mio compleanno ed i miei le hanno chesto di comperarmi dei fiori. Me li ha fatti trovare sulla cassapanca fuori casa, splendidi, in un bel vaso di cristallo. Io li vedo, ringrazio i miei, ringrazio lei. La sera li metto sul balcone, perché si conservino freschi. Sabato sono andata a casa dei miei. Domenica sera sono rientrata. Le rose non ci sono più. Segue valanga di saracche. E adesso come faccio a dirle che non entri a casa mia? Se fosse un’estranea OK, ma è amica dei miei ed io non vorrei urtare la sua (?) sensibilità!Sono in crisi. Vado sempre in crisi se mi capitano situazioni simili. PS: io Annie Lennox e Mina non le reggo proprio.

scritto da francilastrega alle 11:44 | permalink | commenti (2)

 

fanno parte della mia vita: i gatti, i cani, la pizza, la cola light, i pantone, i miei 3 amici storici, i miei anfibi, i miei capelli, nurejev, caputo, il caffè, le marlboro 100's, peter hammill, ballare sulle automobili, peter pan, la mia jeep mercedes G rossa, le ritzla, 7 o 8 personaggi dei quali sono attualmente innamorata, il garamond 3, il deltaplano, la ribollita, la vodka alla menta, il mio G4, albarella, lo sci nautico, le stelle, fandango e kevin costner nel ruolo di protagonista, la malinconia, i tortellini, il vino rosso, simon templar, jacky Ickx, la piastra per capelli, Tiffany, le maglite.

scritto da francilastrega alle 09:21 | permalink | commenti

 

Un vero microcosmo. Abbiamo l'ansioso, il vittimista, il cicciottello, la fatalona, la svampi, il padre di famiglia, il ragazzo padre, la bruttina, la superfitness, la cicciottella simpatica, la lagnosa, l'omosessuale inconsapevole, il piccolo infamotto. Che diavolo ci faccio io in questo ufficio??

scritto da francilastrega alle 09:00 | permalink | commenti

lunedì, dicembre 09, 2002

 

Corollario delle cinque e diciotto: voglio un uomo come kevin kostner in fandango.

scritto da francilastrega alle 17:12 | permalink | commenti (6)

 

Io trovo Asia Argento bellissima.

scritto da francilastrega alle 17:01 | permalink | commenti (3)

 

Ma chi si ricorda Trey Clegg???Sono in ufficio. Siamo in sedici qua dentro, ed io mi sento vecchia. Voglio andare a casa a stirare, lo dico sinceramente.

scritto da francilastrega alle 15:18 | permalink | commenti (8)

 

Ora che ci penso, non ho letto niente in merito all'uso dei blog. Come sempre mi sono impossessata di uno spazio per scriverci i fatti miei e questo forse non è nello spirito di un web log. Ma per me scrivere qui è molto più comodo che in altri posti, per ovvi motivi logistici. Il titolo non è repertorio mio, purtroppo. questa frase l'aveva scritta la Guia nella sua agenda. La Guia è una mia compagna di collegio. Siamo state molto legate, ora non ci sentiamo da anni, ma so che è diventata un personaggio famoso. Se lo merita, quella zoccola è una delle persone più intelligenti che abbia mai frequentato. Chissà come ci sarà rimasta male Madre Lodo, che l'ha sbattuta fuori dal collegio. Ciao Guiotta, ovunque tu sia!

scritto da francilastrega alle 14:22 | permalink | commenti (5)

 

Io non sopporto quando le cose non vanno per il verso giusto... bella stronzata, gli altri invece ne sono contenti... ma io intendo dire che quando gli eventi si discostano anche solo minimamente da come avevo progettato, io do di matto! Mi sento proprio scorrere il sangue velcemente, sudacchio e spaccherei volentieri tutto... ma di solito mi limito a ferire chi mi sta accanto. Credo che sia il mio lato peggiore, la famosa dark side... quella che mi fa litigare con i miei e con Sergio. Riuscire a ferire chi mi vuole bene, in quei momenti, diventa una vera missione. Sono stata a casa dei miei questo fine settimana. Avrei voluto andare in montagna da Sergio ma ho capito che era il momento di mollare la famosa corda. Non me la sono neanche fatta male, ho guidato e cantato. A volte mi immagino di avere qualcuno che conosco a fianco mentre guido o mentre cammino o anche qui in ufficio... lo so che forse avere l’amichetto immaginario a 30 anni è patologico, ma siccome non fa male a nessuno io me lo tengo e quando mi va lo tiro fuori. A scuola, per esempio, mi immaginavo l’amichetto di turno che sberleffava l’insegnante. Lo vedevo fargli lo sgambetto sulla soglia della classe o roba del genere. Questo amichetto poteva essere, a seconda, qualcuno che magari mi piaceva o, al contrario, qualcuno verso il quale provavo poca stima, per dimostrargli quanto figa e paracula fossi io al confronto. Oppure qualcuno del quale mi fidassi a livello istintivo. Con Renzo, per esempio, ho fatto un sacco di passeggiate tornando da scuola a Trento. Ricordo che attraversava con me i giardinetti di via capuccini e mi consigliava o mi consolava. Anche Marco mi ha fatto compagnia spesso. Dalla parte degli sfigati, invece, c’è stato Carlo xxx, un mio compagno di scuola a trento che disprezzavo come pochi. Sognavo che mi vedesse insieme a Lorenzo ed alla sua banda di piccoli delinquenti e pensasse quanto fossi figa io e quanto fosse sfigato lui invece che con quella gente non aveva niente a che fare. Oppure sognavo tipo di collassare con lui che stava a guardare e si chiedeva perché mi riducessi in quel modo. E giuro che questo mi rendeva felice. Un po’ come quando da piccola al paesino di mia nonna (500 anime circa) mi facevo vedere fumare dalle vecchiette che aspettavano il medico condotto nell’ambulatorio del paese. Non voglio stare ad analizzare se di egocentrismo smisurato o di chissà quale altra etichetta psichica si tratti, di fatto è così e non me ne dispiace.

scritto da francilastrega alle 12:31 | permalink | commenti (7)

 

Dunque ora ho 30 anni giusti giusti. A quest’ora 30 anni fa mia madre era in pieno travaglio e probabilmente a quest’ora 30 anni fa ricevevo le sue prime urla ed insulti. Sono nata all’una e un quarto di pomeriggio di domenica. Io, invece, questa mattina, come trent’anni fa l’ho cominciata piangendo. Una delle mie crisi. Mi ha chiamata un sacco di gente... alle sette e mezzo del mattino... Sono riconoscente, seriamente, ma avrei preferito sentire tutta e queste persono più tardi. Anche il gommista mi ha telefonato. Mi stavo già chiedendo se volesse farmi gli auguri anche lui.I compleanni mi piacciono, in teoria. Mi piace il concetto degli auguri, dei regali, della gente chi vuole farti trascorrere una bella giornata. Non so perché, tuttavia, quando si tratta del mio compleanno entro in crisi. Non riesco a gestire gli auguri, le torte e tutto il resto. Basta un niente per farmi piangere. Sono anni che piango il giorno del mio compleanno. Un rito, quasi come la litigata con i miei della mattina di natale.

scritto da francilastrega alle 12:29 | permalink | commenti

 

Vabbè oggi è ancora lunedì e domani sarò un’infelice trentenne. Ho ancora in bocca il sapore del caffè che ho bevuto poco fa... il sapore... lo sento nel mio stomaco e me lo figuro tipo il greggio fuoriuscito da una petroliera in un mare burrascoso. Macchie nere che si spalmano sulle pareti del mio stomaco che a loro volta si contorcono e lo rimandano in mezzo. Sono solo le undici e un quarto ed io sto pensando di cambiare lavoro. Non sono in grado di formulare un pensiero che stia in piedi, figuriamoci se posso buttare giù dei cartelli vetrina per una scarpa allungabile, per altro orrenda...Quando sono arrivata in quest’agenzia, due mesi fa, piena di belle speranze, il primo lavoro che mi hanno dato da fare è stato il catalogo di uno scarpone da sci con i buchi. Ero talmente presa da questo scarpone che me lo sarei comperato. Giuro che se me lo regalassero adesso farei fatica ad accettarlo. Di una cosa sono certa... se me lo regalassero lo deturperei eheheh.Champagne! adesso prendo una scarpa allungabile, la infilo in bocca a xxx , anzi, visto che ho i campioni di più scarpe, posso infilarli in bocca a più persone...già, meglio... poi prendo le chiavi della mia macchinina e vado a casa, e mi metto a bagnomaria in vasca per due ore, con tanto di candeline e settimana enigmistica.

scritto da francilastrega alle 12:15 | permalink | commenti

 

Manca una settimana ed un giorno al mio stramaledetto trentesimo compleanno. E, a parte meri festeggiamenti e graditi omaggi, so già che entrerò in depressione allo scoccare della mezzanotte. Oggi, poi, è lunedì e come ogni buon lunedì, tutto è cominciato male. Ho bucato venendo in ufficio, o forse prima, che ne so, so che mi sono trovata in strada con la macchina che se ne voleva andare tutta a sinistra. Naturalmente le mie gomme sono costosissime e naturalmente non è possibile cambiare una gomma da sé sulla mia macchina. Quindi EVVAI si parte con il minuetto del telefono... fidanzato, padre, ufficio, gommista e poi ancora padre e poi gommista e poi gommista che telefona al padre... per fortuna che sto per compiere trent’anni... conseguente epilogo: sono in ufficio, non ho idea di dove si trovi la mia macchina in questo momento, mi tocca starmene qui a pranzo quando potrei andare a casa a chiaccherare con la Bruna e in più sono sicura che dovrò sborsare un sacco di soldi che non possiedo. In qualche modo me lo sentivo che sarebbe stato un inizio di settimana difficile. Fanculo. Dunque ho trent’anni e sta crollandomi addosso tutto il caro vecchio “potrei farlo e lo farei molto meglio di chiunque se solo avessi voglia“ che mi ha sorretto per tutta la vita. chissà la Guia cosa ne penserebbe, vittima anche lei della sindrome da enfant prodige.Il prossimo luogo comune, suppongo, si appoggerà al fatto che ho avuto solo sfiga. La Guia, tanto, mi sa che se la stia godendo.Ed è solo lunedì, ribadisco! Fino a qualche tempo fa ringraziavo il giorno in cui ho smesso di studiare per cominciare a lavorare. Mi sono crogiolata in questa convinzione che a me lavorare tutto sommato non dispiace. La scuola l’ho odiata: la trafila per arrivare al diploma è stata peggio di un travaglio. I sotterfugi li ho provati tutti. Dal collegio in poi. Ricordo quella volta che ho falsificato la pagella... i miei, abituati dal tempo del collegio a ricevere fotocopie della pagella non si sono certo stupiti quando ho presentato loro una fotocopia con una fila di “sex”... tutte insufficienze coperte con il bianchetto e poi rifotocopiate... un capolavoro. Otto insufficienze avevo. Naturalmente alla fine dell’anno mi hanno bocciata ed ho preferito confessare. Anche se conosco persone che hanno portato avanti un falso diploma per anni. Solo che io, quando la corda sta per spezzarsi, divento un agnellino. Le badilate di depressione che ne conseguono sono solo mie, purtroppo. Ho sbagliato ho sbagliato ho sbagliato. Tutto, a quanto sembra. Ricordo la prima confessione, anche se non sono mai stata particolarmente praticante. Ero lì seduta con questo prete e per non fare cattiva figura mi inventavo peccatucci dei quali non avevo memoria ma che potevano figurare come veri. Cose da poco, per non avere troppe penitenze. Mi preoccupava molto il fatto che sembrassero verosimili al prete. Quello dell’assoluzione era l’ultimo dei miei pensieri. Volevo semplicemente non discostarmi dal resto dei miei compagni ma accidenti come facevano loro a tenere a mente tutti i loro peccati??? Ad esserne tanto pentiti? La Tiziana, con quell’aria da Maria Goretti o la Vera, bionda e tonda come un cherubino... Ad essere paracula ho cominciato proprio allora, credo. Ad intuire ciò che la gente voleva sentirsi dire. Io con il Lombroso ci sono andata a braccetto fin da bambina, senza saperlo. Raramente il mio intuito mi ha tradito, almeno in questo.

scritto da francilastrega alle 12:13 | permalink | commenti (2)

 

Ecco questo potrebbe anche essere l’inizio di un libro importante, quello, per intenderci, che mi farà fare un ssacco di soldi. Qualcosa tipo memorie e consigli di una trentenne che in realtà dovrebbe essere l’ultima persona al mondo a poter dare consigli. Memorie sì, comunque. Inconfessabili? Niente di sovrannaturale, ma di fatto se i miei genitori le leggeranno sarà un bel un casino. Così succede, se a uno gira, si carica Quark Express sul computer e comincia a scrivere. Come direbbe Pascal, cosa ne potrà venir fuori Iddio solo lo sa. Per ora sono qui.

scritto da francilastrega alle 12:12 | permalink | commenti

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